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Accadde oggi: Papa Innocenzo VIII moriva nel 1432

E' stato il papa della caccia alle streghe

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Papa Innocenzo VIII, nato Giovan Battista Cybo, è morto nel 1432, a 60 anni. E' considerato facente parte di quella categoria di pontefici non degni di tale carica. La sua carica durò otto anni. Cresciuto alla corte di Napoli, studiò tra Padova e Roma e venne eletto vescovo di Amalfi nel 1466, per poi giungere al cardinalizio. Quando Papa Sisto IV morì, si scatenò una lotta politica di successione tra il candidato candeggiato dagli Orsini e quello dei Colonna: non riuscendo a trovare un accordo, la scelta è ricaduta su Cybo, che scelse il nome Innocenzo VIII. Appena eletto, Innocenzo tentò di convincere i prìncipi cristiani a partire per una crociata contro i turchi, tentativo che fallì miseramente. La colpa del fallimento, secondo il papa, era da attribuirsi al re di Napoli Ferdinando D'Aragona, che inizialmente aveva dato la sua disponibilità per poi tirarsi indietro. I rapporti con il re erano già tesi, poiché questi si era rifiutato di pagare una tassa, il censo, alla Santa Sede. Adirato con il sovrano, Innocenzo VIII partecipò ad una congiura (chiamata "congiura dei baroni") per ucciderlo ma, anche questa, fallì tragicamente, con la morte di molti congiuratori. Fu Lorenzo de' Medici a fungere da pacere fra i due, accaparrandosi così la carica di cardinale per suo figlio. Il papa, infatti, fu spesso criticato per nepotismo. Non solo infatti scambiava cariche ecclesiastiche con favori politici e personali, ma si assicurò di sistemare tutta la sua genia (otto figli e otto figlie), generata da delle relazioni clandestine durante gli anni della gioventù. Suo figlio Franceschetto Cybo, che secondo le cronache non era dotato di un grande intelletto, fu proclamato dal padre Capo Generale della Chiesa, nomina che fece storcere il naso a tutti i nobili del tempo. Inoltre, insieme a Franceschetto, il papa mise su una vera e propria "banca di grazie": al peccatore pagante veniva perdonato qualsiasi peccato, anche l'assassinio. C'è poi un altro motivo per cui Innocenzo VIII è tristemente famoso: nel 1484 emana la bolla "Summi Desiderantes Affectibus", con cui vietò qualsiasi tipo di pratica magica, legittimando anche l'Inquisizione Spagnola che in quel periodo operava sulla nazione iberica. Il papa stesso dette il via ad una ossessiva caccia alle streghe, che porterà alla morte di decine di donne innocenti. Negli anni, il malcontento verso il papa crebbe a dismisura, non solo per la sua pratica di compravendita delle cariche pubbliche e ecclesiastiche, ma anche per le sue posizioni anti scientifiche e filosofiche (che lo portarono a condannare tutte le tesi di Pico della Mirandola). Fortunatamente, non interferì con la crescita architettonica della città predisposta dai pontefici precedenti; era il periodo in cui la Cappella Sistina veniva impreziosita con le opere di Botticelli, del Perugino e del Ghirlandaio, a cui poi sarebbe seguito Michelangelo sotto Papa Giulio II. Innocenzo VIII morì a 60 anni, ormai solo e senza alleati. L'epitaffio sulla sua lapide recita: "Durante il suo regno la scoperta di un Nuovo Mondo", anche se la partenza di Cristoforo Colombo avvenne qualche giorno dopo la sua morte.

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