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Oggi si venera Santa Cristina da Bolsena

Una delle indomite prime cristiane

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La venerazione di Santa Cristina, una delle prime Martiri, è risalente al IV secolo. Degli scavi del 1880 condotti sotto la Basilica di Santa Cristina a Bolsena hanno portato alla luce una grotta utilizzata come catacomba, in cui è stata ritrovata una statuetta in terracotta rappresentante la Santa e le reliquie della stessa. Le radici antiche della venerazione di Santa Cristina ne rendono la storia incerta e discordante tra le varie fonti, ma la versione accettata tradizionalmente è quella scritta nel Medioevo da Jacopo da Varazze (che a sua volta aveva studiato diversi manoscritti) e riportata nel suo Legenda Aurea.

 Secondo Jacopo da Varazze, Cristina nacque nel III secolo sotto il dominio di Diocleziano, sulle rive del lago di Bolsena, dove suo padre, Urbanus, era governatore. Urbanus era un uomo che mal sopportava i cristiani, e condivideva con l'imperatore l'intento di epurare l'Impero Romano dalla loro presenza. 

Per questo motivo passava gran parte del suo tempo a perseguitarli e a condurli in tribunale, per costringerli a convertirsi. Così Cristina venne a conoscenza delle storie dei martiri: non attraverso letture e racconti, ma con una testimonianza in prima persona. Il seme del dubbio iniziò ad albergare in lei: era affascinata dalla forte determinazione e credenza dei martiri, che affrontavano la morte pur di non rinnegare Dio.

Grazie ad alcune donne pie, che incontrò all'insaputa del padre, iniziò a studiare la fede cristiana.

Urbanus però ha altri progetti per lei: voleva renderla una sacerdotessa della fede romana, e quindi la rinchiuse insieme ad altre dodici fanciulle in una torre, così che potesse dedicarsi alla venerazione dei simulacri degli dei pagani.

La tradizione vuole che Cristina avesse undici anni quando il padre seppe della sua fede cristiana, e dopo che la supplicò senza successo di tornare alla fede pagana, la condusse in tribunale.

Il padre stesso la arrestò e la sottopose ad una serie di supplizzi indicibili, come la flagellazione e le ustioni, facendola girare su una ruota sospesa sul fuoco. 

Ricondotta in carcere, tutti si stupirono di vedere il giorno dopo le sue ferite rimarginate. Secondo Jacopo da Varazze, due angeli erano scesi in soccorso di Cristina, curando le sue ferite.

Non avendo sortito nessun effetto, Urbanus condannò la figlia a morte per annegamento. Le legò al collo una macina e la buttò nel lago. Miracolosamente però, la pietra galleggiò e la riportò a riva. Cristina per uscire dall'acqua poggiò un piede su quella pietra e lasciò (altro prodigio) la sua impronta.

Di fronte questo miracolo il padre, affranto e confuso, morì. Le pene di Cristina, però, non si fermarono. I successori del padre, ad uno ad uno, cercarono di domarla e farla convertire, o quanto meno a ucciderla, ma ogni volta lei usciva incolume dai supplizi. Dopo averla seviziata, ogni nuovo governatore moriva.

Il primo successore del padre, Aidone, ordinò di rasarle i capelli e condurla nuda al tempio di Apollo. Appena la Santa mise piede nel tempio, l'idolo pagano cadde a terra e si distrusse; Aidone ebbe un malore e morì.

Famoso è anche l'episodio in cui Giuliano, terzo successore di Urbanus, buttò la ragazza in una fornace (che si trova oggi a due chilometri a sud dalla città di Bolsena). Anche dalla fornace Cristina uscì incolume, e allora Giuliano la espose ai serpenti, che però si rifiutarono di morderla.

Cristina era indomita e Giuliano, preso dall'ira, le fece tagliare i seni e la lingua. La fanciulla scagliò la lingua contro Giuliano e l'accecò. Dopo questo evento, il governatore cieco ordinò agli arcieri di colpirla con più frecce possibili. La Santa, quindi, supplicò Dio di concederle in dono la morte e il martirio, e così Cristina morì.

Una parte delle reliquie della Santa, quelle che furono trovate in una grotta protocristiana nel 1880, vennero trafugate nel 1098 da dei pellegrini diretti in Terra Santa, che però dovettero per qualche ragione rinunciare al proprio intento e lasciarono un braccio di Santa Cristina a Sepino, in Molise. Il paese festeggia Santa Cristina quattro volte l'anno.

Gran parte delle reliquie si trovano oggi nella Cattedrale di Palermo, che ha eletto Santa Cristina da Bolsena sua patrona.

Santa Cristina è anche patrona della città di Bolsena, e viene festeggiata il 24 Luglio.

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