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Oggi si venera San Lorenzo da Brindisi

Il santo che combattè contro i turchi

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San Lorenzo nacque con il nome di Giulio Cesare Russo, a Brindisi nel 1559. Era un bambino quando suo padre morì e sua madre, donna devota, affidò la sua educazione ai Francescani di San Paolo Eremita a Brindisi. Com'era d'uso tra i Francescani conventuali, il ragazzo fu mandato da piccolissimo a predicare per la città, dimostrando un'acuta intelligenza, grande forza d'animo e una invidiabile determinazione. Perse la madre che era ancora giovane, e fu costretto a lasciare San Paolo e Brindisi per dirigersi a Venezia, da uno zio sacerdote. Avidissimo di studio e conoscenza, potè continuare i suoi studi di filosofia e teologia. Imparò anche a memoria la Bibbia.

Nella città lagunare la sua fede si rafforzò, e nel 1575 si vestì francescano, ribattezzandosi con il nome di Lorenzo. Il suo aspetto colpì i suoi confratelli prima della sua acuta intelligenza: era un ragazzone piazzato con un bel viso, e gli anni da questuante l'avevano aiutato ad ottenere un carisma fuori dal comune.

Per questa ragione venne scelto come missionario, e inviato in Europa per diffondere il Vangelo. Anche se la sua aspirazione massima era quella di dedicarsi allo studio e alla preghiera, accettò, ma alle sue condizioni.

Girò il mondo scalzo, con un saio ruvido e mangiando solo frutta e pane e digiunando ogni Sabato. La sua vita ascetica e la sua determinazione lo fece apprezzare anche da chi non era cristiano, che finalmente conosceva un predicatore che seguiva i suoi stessi insegnamenti. 

Nell'Ottobre del 1602 si offrì volontario per dare assistenza spirituale alle truppe cattoliche nella guerra contro i turchi. Si racconta che, nella battaglia di Albareale (in Ungheria), il sacerdote abbia guidato le truppe in prima fila, senza essere sfiorato da frecce ed armi, brandendo solo un crocifisso. I turchi, alla vista di un tale miracolo, perdettero il loro spirito guerrigliero e la battaglia, convinti che il frate fosse un mago e che loro per loro fosse finita.

Dopo la guerra (1604) ebbe l'occasione di tornare a Brindisi, dove costruì una chiesa con annesso monastero di clausura, forse sognando un giorno di poterne fare la sua casa.

Diventato ormai famoso (anche se, fosse stato per lui, si sarebbe ritirato alla vita da convento) gli viene chiesto di lavorare come ambasciatore del Papa. In questo ruolo spesso prese iniziativa, intercedendo a favore dei sudditi più poveri.

Partì per la sua ultima missione nel 1619, per conto dei napoletani, oppressi dal vicerè spagnolo Pietro Giron. Si presentò quindi alla corte di Filippo III re di Spagna, in Portogallo, chiedendo al sovrano di sollevare Giron dal suo incarico o di intervenire a favore dei sudditi. Il re però sembrò disinteressato alle sue richieste e il Santo, investito dal dono della profetizzazione, anticipò la sua stessa morte e quella del re entro due anni, se non avesse cambiato condotta.

Il Santo morì nello stesso anno, mentre era di ritorno in patria, a Lisbona. Il re, che aveva sottovalutato le sue parole, morì nel 1621.

Nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Brindisi, fatta costruire dal frate, è presente la reliquia della croce che San Lorenzo usò nella battaglia di Albareale. I suoi scritti sono considerati veri tesori di sapienza. 

PREGHIERA. Fa, te ne preghiamo, o Dio onnipotente, che questa solennità del tuo beato Lorenzo accresca la nostra devozione e ci assicuri la salvezza.

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