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Oggi si venera Sant'Alessio

Vissuto a cavallo della leggenda, si spogliò dei suoi averi per dedicarsi all'umiltà

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Sant'Alessio fu un patrizio romano, vissuto nel IV secolo. Della sua vita si sa ben poco, e la sua storia, avvolta nel mistero, è stata oggetto di leggende e rivisitazioni, che si possono distinguere in tre tradizioni: quella siriaca, quella greca e quella latina. 

Le tre storie partono tutte da un comune inizio: Alessio era figlio di un patrizio, Eufemiano, uomo ricchissimo e pio, che dava riparo ai pellegrini e ai mendicanti. Il Santo visse un'infanzia nei precetti religiosi, e fin da subito fu educato all'umiltà e alla diligenza, tant'è che, la notte prima del suo matrimonio, partì, facendo perdere le sue tracce.

Arrivò nella città di Edessa, nell'odierna Siria. Qui le tre storie iniziano a differire.

Le leggenda siriaca (450-475) racconta che, arrivato ad Edessa, Alessio si spogliò di tutti i suoi averi e iniziò a mendicare per le vie della città. Dell'elemosina che raccoglieva, teneva per se l'essenziale per vivere, e il resto lo donava agli altri mendicanti. Venne subito notato per la sua santità e chiamato "Mar Riscia" (uomo di Dio). Arrivarono a Edessa delle persone incaricate da padre di trovarlo, ma non lo riconobbero.

Dopo 17 anni, quando sentì di star per morire, Alessio rivelò la sua identità al sacrestano di una chiesa, che il giorno dopo lo trovò morto sulle pietre del sagrato.

Il sacrestano quindi corse dal vescovo chiedendogli di recuperare dalla fossa comune il corpo di Alessio, poiché Santo. Il vescovo accettò ma, quando andarono a recuperare il suo cadavere, trovarono solo i vestiti: del corpo nessuna traccia.

Le leggende greca (IX secolo) e romana (X secolo), molto simili tra loro, prevedono il ritorno a casa per il Santo.

Secondo queste versioni, quando Sant'Alessio arrivò fuori una chiesa ad Edessa, si sentì un'icona della Vergine Maria ordinare un sacrestano di far entrare in chiesa l'uomo santo. La notizia si diffuse in fretta, e Sant'Alessio si ritrovò ad essere venerato e ricoperto di doni. Ma al Santo non piacevano gli onori, infondo era partito da casa per vivere una vita umile.

Di nascosto, di nuovo, prese una nave diretta a Tarso, ma i venti invertirono la sua rotta e lo fecero approdare ad Ostia, in Italia. Il Santo prese la fatalità come un gesto divino: avrebbe superato la prova massima di umiltà; si sarebbe presentato a casa del padre Eufemiano nei panni del mendicante.

Così fece. Il padre lo accolse con rispetto come faceva con tutti i pellegrini e i mendicanti, perché non lo riconobbe. Gli diede rifugio in un giaciglio nel sottoscala, ed è lì che Alessio visse per 17 anni.

Dopo tutti questi anni, sentendosi vicino alla morte, Alessio scrisse su una pergamena tutte le sue avventure e rivelò la sua identità. Quando morì, le campane di Roma suonarono a festa, e una voce tonante si sentì ordinare in tutta la città "Cercate l'uomo di Dio affinché preghi per Roma. Cercate nella casa di Eufemiano". Accorsero così a casa del padre del Santo gli imperatori in persona, Arcadio ed Onorio. Trovarono Sant'Alessio morto, con un volto angelicato: sembrava dormisse. Gli sfilarono di mano il papiro, e così si seppe della sua vita.

La leggenda romana differisce da quella greca per pochi dettagli: la basilica dove fu sepolto il Santo è la stessa dove avrebbe dovuto sposarsi; la donna che avrebbe dovuto essere sua moglie era una ragazza di nome Adriatica devota come lui, e la notte prima delle nozze parlarono a lungo. Lui decise di partire, e lei di far voto di castità. Infine, secondo la versione romana, furono i genitori stessi a trovare il cadavere del figlio non riconosciuto, e a leggere la sua storia. Commossi, piansero di dolore e di orgoglio.

Sant'Alessio è venerato dalla chiesa ortodossa il 17 Marzo e da quella cattolica il 17 Luglio.

Oltre molti piccoli dettagli, c'è un altro comun denominatore nelle tre versioni: il numero 17. Diciassette sono gli anni che passa a Edessa nella storia siriaca e diciassette sono quelli che passa nascosto nella casa del padre, il 17 Luglio è la data della sua morte, e il diciassettesimo di Marzo e Luglio viene venerato.

Un numero che per tradizione cristiana porta sfortuna (era il 17 di un mese non specificato che avvenne, secondo la tradizione, il diluvio universale) viene per qualche motivo riabilitato grazie a Sant'Alessio, un uomo ricco che abbandonò tutto, e la cui vita naviga tra realtà e leggenda.

La sua testa è venerata nel monastero di Santa Laura del Peloponneso.

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