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Ecoscena, un progetto riconosciuto dal Ministero della Cultura nell’ambito della promozione teatrale.

Leonardo Pietrafesa direttore artistico di Abito in Scena: "Incidere con forza sulla vita collettiva".

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Possiamo definirla una sfida continua, un contenitore di vari linguaggi, un palcoscenico in continuo fermento dove rintracciare talenti, laboratori teatrali, cultura.

Ecoscena, ideato e diretto da Leonardo Pietrafesa e Monica Palese, è un progetto riconosciuto dal
Ministero della Cultura nell’ambito della promozione teatrale.
Da settembre il progetto ha visto il susseguirsi di azioni e iniziative che hanno destato l’interesse del
pubblico, partecipe come spettatore e fruitore attivo dei processi culturali messi in campo.
Gli artisti under 35 ai quali è rivolto il progetto, connesso al ricambio generazionale, hanno potuto lavorare
al loro perfezionamento e alla loro professionalizzazione, seguendo i numerosi step formativi e residenziali
oltreché performativi attraverso il Premio Ecoscena, concorso nazionale di drammaturgia breve a tema
ambientale: attraverso un bando pubblico è stato chiesto agli artisti di lavorare ad un breve allestimento
(max 20 minuti) che avesse come tema l’ambiente, sviluppando lo stesso attraverso la loro personale
visione e poetica. Contemporaneamente si è svolta una fase pre-produttiva online a cui hanno partecipato
tutti coloro che hanno candidato il lavoro e altri interessati, a prescindere da quelli che hanno preso parte
alla fase dal vivo. Nella fase pre produttiva sono stati realizzati seminari di approfondimento con Marta
dalla Via, attrice-regista e drammaturga, Fabio Pisano, regista-drammaturgo e Antonio Grimaldi, attore e
regista.
Per la fase finale del Premio, al teatro F.Stabile di Potenza, sono stati selezionati 4 gruppi di artisti tra le 35
proposte pervenute da tutta Italia.
Il pubblico giunto in teatro ha di fatto affiancato nel voto la giuria tecnica, composta da esperti teatrali e
operatori di Legambiente nonché formatori e intellettuali di provenienza nazionale. Un momento questo
davvero significativo che ha creato un trait d’union tra gli attori e il pubblico, entrambi parte integrante di
un processo creativo e artistico.
I vincitori del Premio hanno avuto accesso alla prima residenza del percorso della durata di una settimana e
con Danio Manfredini, maestro del teatro contemporaneo, dal 12 al 16 novembre insieme con altri attori
professionisti da tutta Italia, che si sono candidati a parteciparvi. La residenza si è svolta nei luoghi culturali
e aggreganti del centro storico di Potenza. 

Sono stati giorni particolarmente fervidi sotto il profilo creativo e
di crescita degli attori. Danio Manfredini li ha guidati alla scoperta del lavoro dell’attore attraverso il suo
enorme vissuto, la residenza si è conclusa con un incontro aperto alla città presso il Museo Archeologico
Nazionale Dinu Adamesteanu a cui il pubblico ha partecipato con grande entusiasmo.
Danio Manfredini è una delle voci più intense del teatro contemporaneo, è autore e interprete di
capolavori assoluti quali Miracolo della rosa (Premio Ubu 1989), Tre studi per una crocifissione e Al
presente (Premio Ubu come miglior attore 1999); lavori più corali come Cinema Cielo (premio Ubu come
miglior regista 2004) e Il sacro segno dei mostri. Nel 2010 si confronta con il repertorio e debutta nel 2012
con lo spettacolo Il Principe Amleto dall’Amleto di Shakespeare, una produzione italo-francese (La Corte
Ospitale, Danio Manfredini, Expace Malraux- Chambery, Aix en Provence). Nel 2013 riceve il Premio Lo
Straniero come “maestro di tanti pur restando pervicacemente ai margini dei grandi circuiti e refrattario
alle tentazioni del successo mediatico”. Sempre nel 2013 riceve anche il premio speciale Ubu «Per l’insieme
dell’opera artistica e pedagogica, condotta con poetica ostinazione e col coraggio della fragilità, senza
scindere il piano espressivo dalla trasmissione dell’arte dell’attore. Questa costante ricerca, apertasi da
ultimo alla via del canto, gli ha consentito di diventare uno dei rari maestri in cui diverse generazioni del
teatro si possono riconoscere». Dal 2014 al 2016 è direttore dell’Accademia d’Arte Drammatica del teatro
Bellini di Napoli. Nel 2014 debutta a Santarcangelo con Vocazione. Dal 2010 collabora con continuità con La
Corte Ospitale, impresa di produzione teatrale reggiana che ricerca nuovi linguaggi della scena, dove dal
2012 prendono forma e vita le sue creazioni. A settembre 2017 debutta al Festival Internazionale di Terni
con lo spettacolo Luciano. Dal 2018 conduce “Repertorio. Scuola di alta formazione” a La Corte Ospitale.Ad
ottobre 2020 debutta a Torino, Festival delle Colline Torinesi, con Nel lago del cor.

La seconda residenza, per gli artisti di Ecoscena che non hanno vinto la fase finale del Premio, si è svolta a
Napoli al Nuovo Teatro Sanità il 25 e il 26 novembre.
L’obiettivo era dare a tutti i finalisti l’opportunità di approfondire lo studio sul teatro attraverso gli
organismi partner di progetto e dall’alto profilo artistico.
La residenza è stata condotta dal regista e drammaturgo Mario Gelardi ed è stata incentrata sulla
drammaturgia contemporanea, con attenzione al passaggio dal testo letterario alla scrittura scenica.
Esponente del teatro civile italiano, Mario Gelardi debutta come regista nel 1997 con Una notte americana
di Arthur Miller e sempre nello stesso anno come autore e regista in Tutte le donne.
Il teatro di Mario Gelardi ha spesso raccontato storie partendo da testimonianze, da memorie, da fatti
realmente accaduti ma lo fa attraverso una ben connotata specificità teatrale con la quale costruisce le sue
messe in scena.
Nel 2002, ottiene con il testo Malamadre il Premio Flaiano e negli anni seguenti riceve nuovi riconoscimenti
tra cui il Premio Ustica (sezione del premio Scenario) (nel 2005) ed il Premio Girulà (nel 2007) con Quattro
testo scritto con Giuseppe Miale di Mauro ed ispirato alla storia di Annalisa Durante. Sempre insieme a
Giuseppe Miale Di Mauro è tra i finalisti del Premio Riccione per il teatro con Becchini e si aggiudica il
Premio Fersen per la drammaturgia con il testo La vita come prima. Nel 2006, insieme ad Ivan Castiglione
scrive e mette in scena Idroscalo 93: racconto sulla morte di Pier Paolo Pasolini per la rassegna "Petrolio"
curata da Mario Martone.
Il 2007 segna un anno importante nella carriera artistica di Mario Gelardi, insieme a Roberto Saviano è
infatti autore e regista della versione teatrale del romanzo Gomorra (2007) con cui ottiene numerosi
riconoscimenti tra cui il Premio Gli Olimpici del teatro come migliore autore di novità italiana ed il Premio
Enriquez. Lo spettacolo conta più di 300 repliche solo in Italia e più di una versione all'estero.
Nel 2010, per il Napoli Teatro Festival, mette in scena lo spettacolo La città di fuori, tratto dal romanzo La
città perfetta di Angelo Petrella e Santos tratto da un racconto di Roberto Saviano e scritto con Giuseppe
Miale di Mauro. Sempre nello stesso anno pubblica il suo primo romanzo, Liberami dal male, sulla storia di
Marco Marchese in cui affronta il tema della pedofilia in ambito ecclesiastico.
Accanto all'attività teatrale, tra il 2005 ed il 2011 assume la direzione artistica di alcuni Festival e Rassegne
tra cui Teatri della Legalità (dal 2007 al 2010) ed il Festival Presente Indicativo (dal 2005 al 2010). Nel 2013
assume la direzione artistica del Nuovo Teatro Sanità, un teatro nel centro storico di Napoli ospitato in una
chiesa settecentesca. Nel 2017 riceve il Premio Giuseppe Fava per il teatro e l'impegno civile. Dal 2013 è il
direttore artistico del Nuovo Teatro Sanità.
La terza residenza si è tenuta il 3 e il 4 dicembre in Calabria con Teresa Timpano attrice, regista e direttrice
della compagnia Scena Nuda, in cui si è lavorato sull’azione: definizione, classificazione ed esercizi. I
partecipanti sono stati stimolati a creare l’azione, la situazione e se stessi ossia i personaggi. “L’azione è
realizzata da un attore che ha dato degli obiettivi al suo personaggio, obiettivi che si oppongono a quelli
degli altri personaggi, all’ambiente o all’interno del personaggio. In questo attraversare la lotta c’è la
trasformazione”.

Teresa Timpano inizia la sua formazione nel 1998 con il laboratorio annuale “Teatro Antico” sulla tragedia
greca diretto da Antonio Salines, svoltosi presso il Teatro Siracusa di Reggio Calabria. Dal 2002 al 2005
frequenta - conseguendo il diploma di attrice - l’Accademia d’ Arte Drammatica Nico Pepe di Udine dove
lavora con numerosi maestri del panorama teatrale internazionale tra i quali: Jurij Alschitz, Marco Sgrosso,
Giuseppe Battiston, Andrea Collavino, Claudio de Maglio, François Kahn, Giovanni Battista Storti, Maril Van
Den Broek, Luigi Lo Cascio, Glorian Friderich, Renato Gatto, Martin Landzettel, Antonella Soana, Luca
Zampar, Michele Abbondanza, Marta Bevilacqua, Roberto Cocconi, Julie Stanzak, SheelaRaj, Monet Robier,
Giuliano Bonanni, Huang Shaosong, Pierre Byland. Dopo varie esperienze teatrali fonda nel 2006 a Reggio
Calabria la compagnia Scena Nuda con la quale produce spettacoli teatrali collaborando con vari artisti tra i
quali Giovanni Battista Storti, Antonio Salines, Massimiliano Speziani, Giampiero Cicciò, Michela Lucenti.
La quarta residenza è stata condotta il 5 e 6 dicembre in Puglia, a Brindisi, dall’attrice e regista Sara
Bevilacqua. Il seminario è stato incentrato sul movimento corporeo. Sara Bevilacqua nel suo percorso si
ispira al pensiero dello psicologo Jung. "Non riesco a star ferma! Un viaggio creativo nelle capacità di
metamorfosi dell'uomo e uno studio sulle possibilità di trasformazione del corpo, della voce e delle
emozioni”.
Sara Bevilacqua
Diplomata presso l'Accademia di Arte Drammatica della Calabria, ha proseguito il percorso formativo
partecipando a numerosi stages di teatro, danza, poesia e canto. Ha inoltre partecipato a tre stages di
rilievo internazionale presso l’Accademia di Arte Drammatica di Varsavia. I recenti lavori: Il Misantropo
(Prod. Factory Compagnia Transadriatica – regia Tonio De Nitto), Bluebird Bukownski (Prod. Teatri di Bari –
regia Licia Lanera), Farfalle (Prod. Animalenta, regia Ilaria Cangialosi), Il Malato Immaginario (Prod. Teatri Di
Bari, regia Teresa Ludovico), lo spettacolo pluripremiato Furie de sanghe (regia Licia Lanera - Fibre parallele
teatro progetto ETI Nuove creatività). Ha fondato la compagnia Meridiani Perduti e ha curato la regia delle
produzioni: Torno Subito, Revolution e Italiano Prigioniero Sono (drammaturgia di Emiliano Poddi), dei corti
teatrali Salvatore mio! e di Ferita (vincitore del Premio Sardegna in corto 2010), Stoc Ddò – Io Sto Qua
(2020, drammaturgia di Osvaldo Capraro). Nel 2021 è vincitrice del bando Residenze TRAC – Nuova
Drammaturgia con il progetto “La Stanza Di Agnese”, dedicato alla storia del giudice Paolo Borsellino. E'
formatrice del Progetto Accademia Verdi. progetto per la formazione del pubblico del Nuovo Teatro Verdi
di Brindisi.


Siamo felici degli intrecci che si sono creati nel corso di questi mesi, afferma Leonardo Pietrafesa direttore
artistico di Abito in Scena, lavoriamo da anni sul perfezionamento professionale dei giovani attori ed
Ecoscena in tal senso ha rappresentato l’evoluzione naturale di questa nostra inclinazione professionale,
dare a giovani artisti l’opportunità di maturare una visione, di professionalizzarsi e di pensarsi come attori
di un processo di cambiamento significa per noi provare a “costruire” un futuro nuovo, che per certi versi
può essere sorprendente e incidere con forza sulla vita collettiva.

Contatti:  info@abitoinscena.com 

leonardopietrafesa@abitoinscena.com

monicapalese@abitoinscena.com

 

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