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Massimo Popolizio torna in scena con FURORE di Steinbeck

Teatro Argentina 6 - 18 dicembre 2022

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MASSIMO POPOLIZIO
Furore
dal romanzo di John Steinbeck
ideazione e voce Massimo Popolizio
adattamento Emanuele Trevi
musiche eseguite dal vivo da Giovanni Lo Cascio
suono Alessandro Saviozzi
luci Carlo Pediani
regista assistente Giacomo Bisordi
creazioni video Igor Renzetti e Lorenzo Bruno 
foto di Federico Massimiliano Mozzano

Produzione Compagnia Umberto Orsini, Teatro di Roma - Teatro Nazionale

Furore Copyright ©️ John Steinbeck, 1939
Copyright rinnovato John Steinbeck, 1967
orari: prima, martedì e venerdì ore 20.00

mercoledì, sabato e giovedì 8 dicembre ore 19.00 | domenica e giovedì 15 dicembre ore 17.00 | lunedì riposo

durata: 75 minuti senza intervallo

Tra le personalità d’arte con cui il Teatro di Roma condivide da diverse stagioni la volontà di innescare riflessioni per
interpretare il mondo e farsi cassa di risonanza del nostro tempo, Massimo Popolizio è artista coerente e fondante del
progetto artistico per un rinnovamento della tradizione da porgere nella sua vivezza anche alle nuove generazioni. La
sua maestria interpretativa e sapienza registica tornano sul palco del Teatro Argentina, dal 6 al 18 dicembre, con la
ripresa di Furore, prestando corpo e voce al capolavoro scritto da John Steinbeck nel 1939, e adattato per la scena da
Emanuele Trevi, recente premio Strega 2021.
Un successo coproduttivo del Teatro di Roma con la Compagnia Umberto Orsini, apprezzato da un pubblico vasto,
sempre crescente, che calca le scene dal 2019 e viene, oggi, riproposto per restituire la forza e la potenza di uno
spettacolo di travolgente attualità, che ha saputo impregnare di verità umana le pagine di un capolavoro della narrativa
americana. Epico affresco della Grande Depressione, che racconta una delle più devastanti migrazioni di contadini della
storia moderna, attraverso un viaggio di sfinimento, sopraffazione, paura e speranze verso la terra sognata della
California. Una trama che si snoda fra migrazioni, povertà e crisi sociale, e che Massimo Popolizio fa risuonare in un
flusso narrativo fatto di fame, esilio, alluvioni, corpi esausti, cataclismi climatici, polvere e semi di quel “furore” che
cresce sempre più.
Lo spettacolo diventa una ballata blues, dolce e furiosa, amplificata dalle suggestioni sonore del polistrumentista
Giovanni Lo Cascio e dalle immagini immortalate eternamente dalle fotografie di Dorothea Lange e Walker Evans,
per immergere lo spettatore nella fragile umanità e nel tragico destino di un popolo, umiliato e prostrato, senza terra e
nella povertà più assoluta, ma che non si arrende nel suo viaggio, senza ritorno, verso la sopravvivenza. Massimo
Popolizio suona con le sue parole le pagine-mondo dello straziante esodo dei braccianti dalle regioni centrali degli Stati
Uniti, costretti a lasciare le proprie terre e attraversare la Route 66, in seguito alla Depressione del ‘29 funestata da crisi
agricola, economica e sociale.
Lo spaccato umano e storico di quello che si trasformerà in un classico della letteratura americana, risale all’inchiesta
giornalistica commissionata a Steinbeck nell’estate del 1936 dal San Francisco News sulle condizioni di vita del
proletariato rurale immigrato in California. Contadini americani del Midwest, colpiti dalla crisi e in fuga dalle tempeste di
sabbia e dalla conseguente siccità che rendeva sterili le terre coltivate a cotone. Il risultato di quell’indagine fu una serie
di articoli da cui l’autore americano generò, tre anni dopo, nel 1939, il romanzo Furore, e con cui conquisterà il Premio
Pulitzer. «È una straordinaria figura di narratore – nello stesso tempo arcaica e modernissima – che può prendere forma
in un lavoro di drammaturgia basato sul capolavoro di John Steinbeck. E forse non c’è un attore, nel panorama teatrale
italiano, più in grado di Massimo Popolizio di prestare a questo potentissimo, indimenticabile «story-teller» un corpo e
una voce adeguati alla grandezza letteraria del modello. Leggendo Furore, impariamo ben presto a conoscerlo, questo
personaggio senza nome che muove i fili della storia. Nulla gli è estraneo: conosce il cuore umano e la disperazione dei
derelitti come fosse uno di loro, ma a differenza di loro conosce anche le cause del loro destino, le dinamiche ineluttabili
dell’ingiustizia sociale, le relazioni che legano le storie dei singoli al paesaggio naturale, agli sconvolgimenti tecnologici,
alle incertezze del clima – racconta Emanuele Trevi – Tutto, nel suo lungo racconto, sembra prendere vita con i

Teatro di Roma – Teatro Nazionale

contorni più esatti e la forza d’urto di una verità pronunciata con esattezza e compassione. Più che a una «riduzione»,
riteniamo che un progetto drammaturgico su Furore debba tendere a esaltare le infinite risorse poetiche del metodo
narrativo di Steinbeck, rendendole ancora più evidenti ed efficaci che durante la lettura Massimo Popolizio darà vita a un
one man show epico e lirico, realista e visionario, sempre sorprendente per la sua dolorosa, urgente attualità. Il
controcanto è affidato al caleidoscopio di suoni realizzati dal vivo dal percussionista Giovanni Lo Cascio».
Massimo Popolizio torna protagonista nel periodo natalizio, il 26 e il 27 dicembre, sul palco del Teatro Argentina con
Popolizio legge Belli, tra i versi affilati, cinici, erotici e rivoluzionari del cantore della Città eterna, con
l’accompagnamento di Valerio Magrelli. Mentre dal 14 marzo al 2 aprile, sempre all’Argentina, debutta con un altro
capolavoro della drammaturgia americana, Uno sguardo dal ponte, dramma della gelosia di Arthur Miller scritto nel
1955 e diretto al cinema da Sidney Lumet. Un grande racconto teatrale riproposto con la potenza espressiva di un film
per restituirne un affresco sociale che solleva temi ancora attuali come povertà, immigrazione clandestina, caccia allo
straniero e morbosità familiare.
Iniziative culturali attorno a Furore
Attorno a Furore il Teatro di Roma dipana un ricco programma di iniziative culturali: per l’intera durata delle repliche di Furore, dal 5
al 18 dicembre in Sala Squarzina, è allestita la mostra fotografica THE GRAPES OF WRATH (visitabile per 30 minuti dopo il
termine dello spettacolo), che restituisce il volto dell’America della Depressione attraverso una collezione di immagini scattate dai più
grandi fotografi di quegli anni su incarico del governo americano, disegnando un percorso da Oklahoma fino agli alberi di arance
della California, sulle tracce dell’atmosfera del capolavoro di Steinbeck. L’8 dicembre (ore 16:30) l’appuntamento è alla Nuvola,
nell’ambito della manifestazione “Più libri più liberi”, con DAL LIBRO AL TEATRO, l’incontro – a cura di Biblioteche di Roma in
collaborazione con Teatro di Roma – vedrà lo scrittore e giornalista Eugenio Murrali in dialogo con i circoli di lettura delle Biblioteche
Flaminia, Giordano Bruno e Fabrica, sul rapporto tra il testo di Steinbeck e l’adattamento teatrale a cura di Emanuele Trevi. Il 16
dicembre (ore 17) in Sala Squarzina si terrà il talk pubblico DALL'AMERICA CON "FURORE". MIGRAZIONI CLIMATICHE DAL
1930 A OGGI , dedicato a contestualizzare il lavoro di Steinbeck con l’attualità di tematiche come aridità, inondazione e migrazione
climatica, l’incontro è organizzato in collaborazione con lo Youngboard di Teatro di Roma e Dominio Pubblico e lo Youth Council
dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia. Inoltre, Furore arriva nelle scuole con i LABORATORI DI LETTURA AD ALTA VOCE -
NOVECENTO AMERICANO, attivati negli istituti scolastici aderenti alla Mappa della Città Educante dell’Assessorato alla Scuola di
Roma Capitale. Le iniziative rientrano nel percorso di approfondimenti e sconfinamenti NOVECENTO AMERICANO, che il Teatro di
Roma propone intorno a tre spettacoli in programma all’Argentina – Furore, Chi ha paura di Virginia Woolf? e Uno sguardo dal ponte
– per raccontare uno spaccato storico e intimo del novecento americano attraverso lo sguardo letterario e drammaturgico di
Steinbeck, Albee e Miller, dalla Grande depressione degli anni ’30 alla New York degli anni ’50 fino ai potenti cambiamenti sociali
degli anni ’60: un viaggio nella storia e nella società d’oltreoceano del ‘900, fra letteratura, cinema e immagini che rivelano profonde
e sorprendenti risonanze con l’attualità.
Programma iniziative:
* 5 - 18 dicembre - Sala Squarzina del Teatro Argentina
MOSTRA FOTOGRAFICA THE GRAPES OF WRATH
Per tutta la durata delle repliche di Furore la mostra sarà visitabile per 30 minuti dopo il termine dello spettacolo.
Info e orari: ingresso libero | lunedì 5 dicembre ore 17.00 - 19.00 | da martedì 6 a sabato 10 dicembre ore 16.00 -18.00
domenica 11 dicembre ore 11.00 - 16.00
* 4 dicembre ore 17.00 - Casa del Cinema, Villa Borghese
GRAPES OF WRATH DI JOHN FORD (1940) IL FILM
Proiezione ad ingresso gratuito della versione cinematografica di Furore diretta John Ford (1940)
* 8 dicembre ore 16:30 Arena Biblioteche di Roma, centro congressi La Nuvola
DAL LIBRO AL TEATRO. INCONTRO SU FURORE DI JOHN STEINBECK
L’incontro – a cura di Biblioteche di Roma in collaborazione con Teatro di Roma, nell’ambito della manifestazione “Più libri più liberi” – vedrà lo
scrittore Eugenio Murrali in dialogo con i circoli di lettura delle Biblioteche Flaminia, Giordano Bruno e Fabrica
* 16 dicembre ore 17:00 - Sala Squarzina del Teatro Argentina
DALL'AMERICA CON "FURORE". MIGRAZIONI CLIMATICHE DAL 1930 A OGGI
Talk su Furore, organizzato in collaborazione con lo Youngboard di Teatro di Roma e Dominio Pubblico e lo Youth Council dell’Ambasciata degli
Stati Uniti in Italia
* LABORATORI DI LETTURA AD ALTA VOCE NOVECENTO AMERICANO – FURORE
10 appuntamenti negli istituti scolastici che hanno aderito al progetto promosso dall’Assessorato alla Scuola di Roma Capitale, Mappa della Città
Educante. Queste attività fanno parte del progetto del Teatro di Roma “Novecento americano”, un percorso di approfondimenti e sconfinamenti
intorno a tre spettacoli in scena all’Argentina.
TEATRO ARGENTINA_ Largo di Torre Argentina, 52 - 00186 Roma _ www.teatrodiroma.net
Biglietteria Teatro di Roma: tel. 06.684.000.311 _ email biglietteria@teatrodiroma.net
Orario biglietteria Teatro Argentina: lunedì dalle 11 alle 17 e dal martedì alla domenica dalle 11 fino a inizio spettacolo. Si ricorda che da un’ora
prima dell'inizio dello spettacolo la biglietteria sarà attiva esclusivamente per la replica del giorno.
Biglietti: da € 40 a € 25 | con TdR Card € 132 / 6 ingressi al Teatro Argentina o 12 ingressi al Teatro India e al Teatro Torlonia
Orari spettacoli: prima, martedì e venerdì ore 20 | mercoledì, sabato e giovedì 8 dicembre ore 19 | domenica e giovedì 15 dicembre ore 17 | lunedì riposo

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