"QUELLA MALEDETTA RAPINA" di Maurizio Mos

Un libro adrenalinico

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 29/07/2022 in Arte e Cultura da Daisy Raisi
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Daisy Raisi

 

“Quella maledetta rapina” di Maurizio Mos è un thriller che ha diverse frecce al suo arco.

In primis, a colpire è il ritmo narrativo serratissimo, eccezione fatta per un inizio necessariamente lento, dato che ruota intorno alla preparazione della rapina, fra l'altro raccontata con dovizia di particolari. La narrazione non conosce pause, momenti di stanca, è una Ferrari lanciata a tutta velocità, condotta da un pilota incredibilmente esperto. Fedele alla regola dello Show don’t tell, l’autore non perde tempo a descrivere i personaggi. Questi si presentano da soli, tramite i dialoghi, le interazioni con gli altri, le azioni. Con le loro umane fragilità, le paure, i desideri, ma, in certi casi, anche con spietatezza, assenza di scrupoli, amoralità o cinismo. Protagonista incontrastata della storia la sete di denaro, che assume tante facce quanti sono i rapinatori e spazia dall’esigenza di riscatto all’avidità vera e propria. Personalmente la mia simpatia è andata a Max, il più provvisto di calma, sangue freddo e umanità di tutti i personaggi di questa avvincente storia.

Solo a metà circa del libro Maurizio Mos spende qualche riga a testa anche se solo per gli appartenenti alla banda di Max. Sì perché questo è un libro ricco di colpi di scena, intrighi, voltafaccia, dove in molti, infischiandosene di patti e legami, tradiscono per avere di più, o perché abbindolati con il sesso, o, nella più nobile delle ipotesi, per la chimera di un amore. Dietro la rapina quindi non c’è una sola banda, ma in segreto si allacciano e dissolvono alleanze, dando vita a bande minori, o a coppie criminali.

A narrare le vicende è un narratore esterno, una voce fuori campo, che ce le mostra per come sono, come se scorressero su uno schermo. Il lettore viene catapultato in un tourbillon di eventi che lo lasciano senza fiato, come le corse in auto dei malviventi, la loro spedizione per mare, i travestimenti, le sparatorie, gli inseguimenti.

Per concludere, una curiosità. Il libro ispirato a un fatto realmente accaduto: la rapina miliardaria consumata nel 1988 ai danni dell’Arsenale Militare di La Spezia. Maurizio Mos spostando cronologicamente le vicende alla vigilia del passaggio dalla lira all'euro e lavorando di fantasia, pur mantenendo, per sua ammissione, la stessa ambientazione geografica e gli stessi ritmi seguiti dai rapinatori, ha dato vita a questo thriller adrenalinico che tiene il lettore costantemente incollato alle pagine, con la smania di vedere come andrà a finire.

Da leggere.

 

 

 

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