Estetica cinematografica e filosofia del cinema

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 17/01/2022 in Arte e Cultura da Angelo Antonucci
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Angelo Antonucci

Il rapporto tra cinema e filosofia può essere affrontato da due punti di vista diversi: dal punto di vista dell’estetica cinematografica e dal punto di vista della filosofia del cinema. L’estetica cinematografica analizza e valuta filosoficamente il cosiddetto “linguaggio cinematografico”, cioè quegli elementi linguistici che sono caratteristici del cinema, e che lo differenziano dalle altre forme d’arte, come l’uso delle inquadrature, il movimento, il montaggio, ecc.

 La filosofia del cinema, invece, consiste nel ricercare in un film la presenza di classiche problematiche della storia della filosofia.

 Pensiero per immagini. La filosofia può esprimersi attraverso delle immagini?Al riguardo esistono due tradizioni filosofiche opposte: una che risale a Platone e una che risale ad Aristotele.

 La tradizione filosofica che risale a Platone ( a.C.) sembra escludere il valore filosofico delle immagini. Secondo questa tradizione, la filosofia consiste nel cogliere, al di là delle apparenze visibili, la realtà invisibile e astratta delle idee. La conoscenza filosofica non richiede gli occhi del corpo, ma esclusivamente l’uso degli occhi della mente. Nel Fedro, Platone afferma che il vero essere, costituito dall’insieme delle idee, è «incolore, privo di figura ed intangibile» (Fedro, 247c).

Il mito della caverna: Repubblica, libro VII
Secondo Platone, il filosofo è colui che non guarda più le ombre proiettate nel buio della caverna ma che esce all’aria aperta e conosce direttamente le cose, le quali, nel mito, simboleggiano le idee.

 Una corrente filosofica diversa – che risale ad Aristotele ( a.C.) – critica la trascendenza delle idee e rivaluta la dimensione sensibile e con essa il mondo delle immagini, delle rappresentazioni e quindi dell’arte.

 L’arte – afferma Aristotele nella Poetica – non imita il particolare, ma l’universale, ossia quello che c’è di più vero e di più generale nella realtà.La tragedia greca, per esempio, descrive personaggi e passioni esemplari, cioè, appunto, universali, e per questo è molto vicina alla filosofia.

 In generale, alla concezione platonica che denigra la conoscenza per immagini, si può obiettare che talvolta le figure sensibili possono aiutare a capire anche il pensiero astratto. Per esempio, la variazione di una grandezza può essere compresa meglio con l’ausilio di un grafico, cioè tramite l’immagine di una curva, che attraverso una serie di cifre. I cerchi di Eulero possono essere utili per visualizzare i ragionamenti di tipo sillogistico.

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