A TU PER TU CON LO SCRITTORE MORRIS MAGGINI, AUTORE DEL ROMANZO ROSA “VOGLIO UN CUORE VERO”

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 14/05/2020 in Arte e Cultura da Francesca Ghezzani
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Francesca Ghezzani

Toscano, arguto, con la battuta sempre pronta ma anche dal cuore grande. Lui è lo scrittore Morris Maggini.

Potremmo dire che la creatività fa parte del suo Dna, tanto che dal 2006 al 2009 crea e mette in scena "La Tortilla", programma ispirato alla "Corrida" di Corrado che viene realizzato a Carrara e Viareggio e trasmesso dalle televisioni locali apuane, inoltre è anche l'ideatore e l'autore di programmi televisivi a carattere nazionale. Approda, poi, all’ambito letterario e nell’autunno dello scorso anno esce sul mercato editoriale con il libro “Voglio un cuore vero” (EEE - Edizioni Tripla E).

 “Voglio un cuore vero” è un romanzo rosa ambientato nei nostri giorni in cui ci si chiede: che cosa vorrebbe trovare un uomo nell’amore? Forse Federico, che pure è un uomo nel pieno della maturità, non un ragazzo, non l’ha ancora messo bene a fuoco. Lo sanno benissimo, invece, le due donne che incontra in questo periodo della sua vita: diversissime tra loro, con obiettivi diversi, ma perfettamente consapevoli di ciò che stanno cercando. Gli sbagli, però, aiutano Federico a crescere, a capire cosa vuole e, alla fine, con un po’ di sano ottimismo, a comprendere che si può andare avanti, superare i momenti bui, e che sperare in un futuro migliore è non soltanto lecito, ma un dovere verso se stessi…

 

Morris, quando hai iniziato a scrivere?

Nell’estate del 2012. Un quotidiano nazionale soleva pubblicare racconti brevi, e mi piacevano davvero tanto. L’arte di scrivere un racconto è meravigliosa: in poche pagine devi sapientemente condensare trama, personaggi di un certo spessore e personaggi secondari, atmosfere e arrivare a un finale che abbia un senso. Non è facile, per nulla.

Un giorno mi venne un’idea e provai a scrivere un racconto breve. Lo ammetto: se non ricordo male ci misi sei mesi a buttare giù almeno una parvenza di quello che stavo immaginando.

 

Cosa è cambiato da allora? Hai coltivato in qualche modo il tuo talento?

Ammesso e non concesso che io abbia talento, credo d’averlo almeno affinato. Dall’estate del 2012 ho scritto quasi 30 racconti, e molti di loro sono… come dire… “aggiornati”. A volte riprendo in mano vecchi appunti (ormai li considero così i miei racconti di qualche anno fa) e mi accorgo, rileggendoli, di quanto sia cambiato il mio modo di scrivere.

 

Il protagonista è un uomo adulto, Federico, che lavora in una fabbrica del nord Italia. Un uomo comune che si trova in due situazioni diverse con due donne diverse. Senza entrare troppo nel cuore del romanzo, svelaci qualcosa di lui.

Ho creato un personaggio fondamentalmente buono e paziente, alla ricerca di una storia che gli permetta di esprimere la propria voglia di amare. Non è una ricerca spasmodica: infatti le due storie che affronta nascono, come si suol dire, “per caso”. Ma si sa… il caso non esiste…

 

Quale lettore speri di raggiungere?

Uno che ami le sorprese finali. Una delle mie “firme” è la ricerca del fatto imprevedibile che, alla fine del libro, faccia capire al lettore un’altra visione di ciò che ha appena letto. Non sempre mi riesce, ma quando riesce ti assicuro sia una soddisfazione indicibile. Un’altra “firma” che amo usare è far sorridere: non mi dispiace lasciare che i miei personaggi possano essere ironici o sarcastici, soprattutto con se stessi.

 

I libri sono ovviamente letti da persone diverse tra loro: hai paura dell’eventuale critica?

Le critiche fanno parte del gioco. Non le temo, ma spero che ne arrivino di costruttive e mi permettano di imparare qualcosa.

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