TOMMASO MARZAROLI, EDITORE EDIKIT, RACCONTA COME L'AUTORE ROBERTO PICCININI ABBIA PRECORSO NEI SUOI LIBRI LO SCENARIO DI UN'ITALIA APOCALITTICA

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 03/03/2020 in Arte e Cultura da Redazione
Condividi su:
Redazione

Parlare ora di coronavirus è quasi d’obbligo. Da un po’ di giorni è arrivato anche da noi, prospettando un periodo di restrizioni e difficoltà. Se da una parte gli allarmismi sembrano essere fuori luogo, leggendo le pagine di IO E GLI ZOMBIE di Roberto Piccinini, da preoccuparsi ci sarebbe, eccome!

Dalle prime notizie si passò bene presto all’emergenza, i casi d’infezione si stavano velocemente estendendo in molte nazioni. […] L’OMS fece chiudere lo spazio aereo mondiale e il traffico marittimo, ma ormai era tardi, il contagio non si fermava, anzi i casi continuavano a moltiplicarsi in tutto il mondo.
Notiziari, tavole rotonde, simposi e dibattiti
erano in onda 24 ore su 24. Insigni studiosi mostravano planimetrie del mondo dove le zone rosse dell’infezione aumentavano e si estendevano a ogni aggiornamento e mostravano grafici che indicavano le percentuali dei contagiati e dei morti.
I cordoni sanitari messi in atto dall’ OMS non riuscivano a contenere il propagarsi del virus perché nessuno aveva ancora scoperto dove il contagio fosse iniziato, come si propagasse e soprattutto nessuno sapeva come fermarlo.

Non è la cronaca di quel che sta succedendo oggi, bensì un incredibile estratto del libro del lucchese Piccinini, uscito in tempi non sospetti (nel 2017 il primo volume di 5, l’ultimo uscito a ottobre 2018, edizioni Edikit) e che ha avuto grande successo. Ma le analogie con la realtà non sono finite qui.

Quel giorno al supermercato non trovai parcheggio, alla fine lasciai la macchina in divieto di sosta sopra un marciapiede a una certa distanza dal centro commerciale. Una volta dentro, il delirio: non credevo ai miei occhi, centinaia di persone spaventate si aggiravano per le corsie riempiendo il carrello con ogni cosa che gli capitava sottomano.

Questi sono solo due passaggi che ricalcano fedelmente quanto ci sta succedendo, perché IO E GLI ZOMBIE, un romanzo ambientato a Lucca, è pieno di situazioni e descrizioni che potrebbero essere riprese da articoli di giornale di questi giorni. Con una fondamentale differenza: il coronavirus non sta trasformando le persone in zombie. Non ancora.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password