Gaetano, Gramiccioli e il cielo è sempre più blu

In scena il 22 novembre al Teatro Alfa di Torino

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 01/11/2019 in Arte e Cultura da MaPress Arteventi e Comunicazione
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Gaetano, Gramiccioli e il cielo è sempre più blu. 

L'omaggio teatrale a Rino Gaetano della Compagnia del Teatro Artistico d'Inchiesta, per la regia di Angela Turchini, in scena David Gramiccioli, il 22 novembre arriverà al Teatro Alfa di Torino, poi il 7 dicembre al Cine Teatro Italia di Macerata e il 15 febbraio all'Auditorium Concordia di Pordenone. Ci saranno aggiornamenti per tutte le altre date. Per la prima volta incontriamo il protagonista di questa pièce, David Gramiccioli, 51 anni il prossimo 21 marzo.

D:  A Firenze siete ripartiti con questo omaggio ed è stata una ripartenza col botto?
R: Grazie a Dio. Firenze è per noi sempre una tappa magica. Da lì riparte sempre tutto e non smetteremo mai di ringraziare Francesca, Romina, Anna Livia, Fabiana, Leonardo e il resto del gruppo degli organizzatori fiorentini.

D: Perché a distanza di 38 anni dalla sua morte, Rino Gaetano è così attuale e sempre più amato?
R: Perché nel vuoto assoluto di riferimenti artistico reazionari lui colma questo gap.

D: Secondo lei Gramiccioli l'arte deve essere necessariamente rivoluzionaria?
R: Soprattutto nel filone del cantautorato, altrimenti è musica ed è decisamente un'altra cosa.

D: Non si rischia con questa enfasi di sovraccaricare la figura di Gaetano, di passarlo per ciò che neppure lui voleva essere, ovvero un eroe popolare?
R: È vero l'esatto contrario. Rino è oltre queste convenzioni anche stereotipate e patinate. Lui era il primo ad essere l'antieroe di se stesso. Consapevole di essere figlio di un tempo non suo cantava un futuro che così si sarebbe materializzato, vide tutto, cantò tutto e con quarant'anni di anticipo.

D: Rino Gaetano fu molto impegnato con i suoi brani sul fronte politico e sociale, cosa avrebbe cantato e chi avrebbe attaccato oggi dei politici italiani?
R: Nessuno, Rino attaccò i giganti, quelli cattivi veri, ai nani di oggi non avrebbe dedicato neppure una strofa di un suo brano.

D: La famiglia Gaetano ha chiesto di non politicizzare il suo ricordo, lei che ne pensa?
R: Sacrosanta richiesta ed avanzata da parte dei Gaetano, su tutti sua sorella Anna, con la solita, proverbiale compostezza. Non usassero i brani di Rino alle loro manifestazioni, mentre adoro sentire suonare Il cielo è sempre più blu negli stadi, cantato dalle curve.

D: Preferisce gli ultrà ai politici?
R: Assolutamente si, ma non scherziamo.
D: Cosa pensa della politica e dei leader politici italiani?
R: La politica non c'è, cosa penso dei politici italiani? Ho pensieri più nobili mi creda.

D: Lei non ama parlare di sé, della sua vita privata, perché, c'è un motivo in particolare?
R: Assolutamente no. A chi vuole, giustamente, che possa interessare la mia vita privata e soprattutto io non ho voglia di parlarne.

D: Lei è un uomo di grande fascino, ammirato dalle donne, cosa pensa delle donne?
R: Amo le donne, sono cresciuto in un mondo di donne, siete la meraviglia dell'universo. Sono il mio riferimento, la mia forza, il mio rifugio.

D: Si è sempre detto che se fosse stato meno diretto, un pó più diplomatico avrebbe avuto un'altra carriera.
R: Sicuramente, ma infatti io non sono un carrierista. Io sono un uomo libero.
D: Il sogno da grande?
R: Poter realizzare un progetto teatrale con i bambini e ragazzi autistici.

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