LO SCRITTORE NATALE MIRAFIORI E IL SUO "ESTREMO CORAGGIO"

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 26/07/2019 in Arte e Cultura da Redazione
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Natale Mirafiori, calabrese di nascita ma genovese di adozione, nella vita professionalmente attivo nel settore dell’edilizia ma con una grande passione per la scrittura che l’ha portato alla pubblicazione di un libro dietro l’altro dal 2009 a oggi. 

Dieci anni fa, infatti, ha pubblicato il suo primo romanzo, poi un secondo nel 2014 e un terzo nel 2016. Nel 2018 pubblica 'Sguardo al passato' con la Santelli Editore e di recente è uscita sul mercato editoriale l’ultima sua opera: “Estremo coraggio”, sempre edita da Santelli Editore.

 

Si tratta di opere collegate una con l’altra o a sé stanti?

Tutto ciò che ho scritto finora è a sé stante, ma in un futuro prossimo vorrei scrivere qualcosa di collegato.

 

Da che cosa trae ispirazione? Si ritiene un acuto osservatore?

Traggo ispirazione dalla strada, da quello che vedo ogni giorno. Oh sì, mi reputo un ottimo osservatore e anche un buon fisionomista, se incontro un volto anche dopo anni riesco a ricordarlo.

 

Scrive di getto o davanti al foglio bianco ha già in mente cosa scrivere?

No, non amo scrivere di getto, quando mi metto davanti a un foglio bianco la prima cosa che cerco, o che ho già in mente, è il titolo… anche se poi lo cambio di frequente e mi diverto a “giocarci”. Da lì inizio a costruire la storia, che in gran parte ho, appunto, già in mente dall’inizio alla fine, seppure poi spesso cambi dei passaggi nel corso della stesura dell’opera.

 

Troviamo dei cenni autobiografici nelle sue opere?

No, non sempre, ma certamente ci sono molte cose che ho vissuto direttamente o che sono capitate e raccontate da amici o conoscenti.

 

Parliamo del suo ultimo libro, che racconta la storia di due destini che si incrociano fin da bambini, due vite parallele che cercano di riscattarsi dalle loro origini. Perché ha scelto di intitolarlo “Estremo coraggio?”

Qualunque cosa facciamo nella vita bisogna avere “Estremo coraggio” per riuscire a percorrere la strada che ci siamo prefissi, chi non ci riesce e perché non ha “Estremo coraggio” per portarla a termine.

 

Ritiene quindi che nella vita si debba dar sempre prova di audacia?

L’audacia è una parola che non fa parte del mio vocabolario, penso, altresì, che in ogni circostanza bisogna essere sé stessi e difendere la propria idea, fino in fondo. Se poi difendere la propria idea qualcuno la chiama “Audacia”, allora sì.

 

Come ha delineato i personaggi del suo romanzo?

Non sono stato io a delinearli, sono venuti da soli, man mano che il romanzo prendeva corpo.  

 

Ad attendere il lettore vi è un finale inaspettato che, ovviamente, non sveliamo… che messaggio vuole trasmettere a chi legge?

Che la vita è meravigliosamente bella, ma che presenta molte incognite e non sempre va come l’abbiamo prevista perché non siamo soli a viverla, sul cammino si possono incontrare persone che non la pensano al nostro stesso modo. Una cosa che noi riteniamo giusta per un altro può essere un sgarro verso la sua persona, perciò bisogna sempre stare in guardia, anche quando si fa del bene, almeno questo è quello che mi ha insegnato la vita.

 

Un’ultima domanda: il suo prossimo libro di cosa parlerà?

La cosa che posso dire è che il mio prossimo libro sarà ambientato nel mio luogo natio, cioè Paola, la città di San Francesco da Paola. Sarà collocato nei primi anni del secolo scorso e delineerà come hanno vissuto le donne che sono state e continuano a essere il pilastro della comunità. Per il resto, chi vorrà potrà leggere il libro che, stando alle previsioni, uscirà nei primi mesi del prossimo anno.

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