A TU PER TU CON STEFANIA CONVALLE, L'EDITRICE CON IL CUORE DI AUTRICE

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 24/06/2019 in Arte e Cultura da Francesca Ghezzani
Condividi su:
Francesca Ghezzani

Stefania Convalle, da sempre interessata all’Oriente, ne ha coltivato il pensiero, la filosofia e le pratiche, traendone spunto per i suoi scritti sempre più influenzati da uno sguardo interiore verso l’essere umano. Amore in senso universale, aspetto psicologico dei personaggi, spiritualità e temi forti dove le donne sono le protagoniste, s’intrecciano nel suo sguardo disincantato ma allo stesso tempo pieno di speranza.

L’autrice ha all’attivo dieci pubblicazioni tra racconti, poesie e romanzi, è inoltre fondatrice ed organizzatrice del Premio Letterario Dentro l’amore, ama creare eventi di vario genere per portare in giro “le parole” insieme ad altre forme artistiche quali la musica, il canto, la danza, la recitazione.

Editrice, infine, con il sogno “romantico” di costruire insieme ai suoi autori una grande famiglia letteraria.

 

Stefania Convalle, l’“editrice con il cuore di autrice”: un epiteto che ha un fondo di verità perché tu sei sia editrice che scrittrice. Perché questa scelta in un settore già di per sé non facile da entrambi i punti di vista?

Una scelta dettata dall’istinto, come tutte quelle importanti che hanno guidato la mia vita. Mi piacciono le sfide, con me stessa e con un mondo editoriale – quello di oggi – che morde gli aspiranti autori con tante leggi di mercato e poco “romanticismo”. Mi ha mosso la voglia di ritrovare ciò che era in passato: la ricerca del talento, e non solo del business.

L’avvio della casa editrice a febbraio 2017 ha rappresentato una nuova fase della tua vita?

Certamente. Una fase molto affollata! Di persone e impegni. Ma il lavoro, svolto sempre con passione, non mi ha mai spaventato. Quando poi ci sono i riscontri, come nel nostro caso, la motivazione cresce.

Quali sono i pro e i contro, intesi come difficoltà, di entrambe le figure?

I contro, come editrice, sono il dover combattere con le leggende metropolitane radicate in esordienti che non conoscono il mondo editoriale e pensano che una volta pubblicato il romanzo, per magia si vendano milioni di copie!

Come autrice, i contro, sono il trovarsi in un doppio ruolo che, nelle menti chiuse, potrebbe creare errate convinzioni, quali il sorgere una competizione tra editore e autori stessi. Ma fortunatamente è tutto molto contenuto e uno dei pro è proprio l’atmosfera che si crea tra editrice/autrice e autori, di condivisione di tutte le gioie e… i dolori (pochi).

I pro, come editrice, sono quelli di avere il mezzo per cercare di cambiare le cose, portare innovazioni in questo mondo, non dovendo chiedere il permesso a nessuno se non a me stessa.

Bisogna che editori e autori lavorino in tandem per superare le difficoltà del mercato editoriale?

Sì, è una condizione necessaria e quando editrice e autori sono sulla stessa lunghezza d’onda accadono cose che superano l’immaginazione.

Che cosa pensi delle agenzie letterarie?

Penso che, come nel mondo editoriale tutto, ci sia tanta approssimazione, tanto business. L’importante è trovare agenzie letterarie che conoscano davvero la materia, le problematiche e che non trattino il potenziale autore o autore consolidato, come una “gallina dalle uova d’oro, inventandosi servizi che un vero scrittore dovrebbe essere in grado di farsi da solo. Ma questo credo valga in ogni settore.

Quale trend intravedi per il futuro dell’editoria?

Purtroppo penso che la tendenza sia quella a favore della moneta sonante e poco dell’arte. Ma chissà, le “tendenze” sono fatte per essere dirottate verso lidi più artistici. In linea teorica si dovrebbero cercare talenti, con opere valevoli, e non far passare per scrittori chi scrittore non è, ma è solo un’occasione di guadagno. Troppa gente gioca con i sogni degli altri, illudendo eserciti di autori che autori non sono. Credo si sia persa di vista l’etica professionale.

Secondo la linea editoriale scelta pubblichi solo esordienti o anche autori già affermati?

Pubblico solobelleopere, come recita il mantra della casa editrice. Non m’interessa se chi le ha scritte sia esordiente o autore affermato, giovane o vecchio, uomo o donna. Cerco la bellezza e i contenuti. Il valore di un’opera.

Un autore per pubblicare con Edizioni Convalle che caratteristiche deve avere?

Deve saper scrivere, non deve avere un Ego che superi il Duomo di Milano (il massimo consentito che tollero) e deve aver voglia di mettersi in gioco e fare gavetta. Tutti insieme.

Qual è il premio letterario che ti ha fatto più piacere ricevere e quale quello che è stato creato da te, abituata a dar vita a eventi con grande passione?

Il premio letterario che mi ha reso più orgogliosa è stato il Premio Giovani legato alla Rassegna della Microeditoria, che ha premiato due miei romanzi, uno nel 2017 e l’altro nel 2018. Sapere che una giuria composta da studenti delle superiori ha stabilito che i miei romanzi fossero, per loro, i migliori, mi ha gratificato tantissimo, perché significa che attraverso la mia scrittura “semplice” sono riuscita ad arrivare al cuore dei giovani: il futuro.

Progetti per il futuro?

Diventare ricca e famosa!

E di conseguenza, trasferirmi in una bella casa davanti al mare a scrivere e basta.

E magari guardando il mare, portare avanti questa meravigliosa realtà che è Edizioni Convalle, un’isola felice, dove c’è posto per chiunque abbia la consapevolezza di trovarsi in un luogo dove tutto è possibile, ma con tanta umiltà e determinazione, e soprattutto una penna che colpisca il mio cuore. Una cosa da niente, no?

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password

Video in evidenza