Con "Zero" Max Bruno supera sé stesso!
Il regista romano di origini calabresi si appropria del palco del "Piccolo Eliseo" interpretando più personaggi contemporaneamente. Lo spettacolo inizia in Calabria in una stazione di carabinieri dove un maresciallo interroga un postino conosciuto in paese con l'appellativo di "Cacasotto" su fatti di sangue accaduti qualche ora prima.
Cacasotto racconta l'accaduto iniziando dal principio, da quando era ragazzino e faceva parte di un gruppo di coetanei e insieme trascorrevano momenti spensierati di felicità , ma qualcosa una sera va storto e il gruppo di giovani assiste a un massacro ritrovandosi catapultato in una realtà cruda, cinica e spietata.
È l'estate del 94, anno dei mondiali di calcio, Cacasotto ha 11 anni ma vent'anni dopo ha ancora in mente tutte le immagini che è stato costretto a vedere. Il gruppo dei suoi amici è stato smantellato e ognuno di loro è stato trasferito in diverse zone dello stivale, c'è chi è diventato un grande cabarettista con una vita privata devastata, un infermiere che ha a che fare con tossico dipendenti, un rappresentante delle forze dell'ordine dimissionario e anche una signora ultra trentenne che scrive su giornali di gossip, ognuno ha preso una strada diversa in un posto diverso dal luogo che li ha segnati per sempre, ma dopo vent'anni decidono di reincontrarsi e rivedersi proprio in quello stesso posto per pareggiare i conti con chi gli ha rovinato la vita, finalmente con la vendetta si sentiranno liberi, o forse no.
Massimiliano Bruno è una tigre da palcoscenico, cambia accenti, posture, linguaggi e voci, e dà anima ai personaggi della piece non tralasciando ironia, satira, attualità e realtà , ahimè, troppo veritiera per ridere oltre il consentito, il tutto contornato da un'orchestra dal vivo che serve a dare tono al testo e all'alternanza dei personaggi.
Con la prima andata ieri, giovedì 21 marzo, Zero andrà in scena al Teatro Piccolo Eliseo di Roma fino al 31 marzo
Foto: Chiara Calabrò

