Un'ora e mezza di stand-up comedy all'Ambra Jovinelli grazie a Teo Mammucari

Recensione

pubblicato il 12/03/2019 in Arte e Cultura da Emanuele Gulino, giornalista partecipativo
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Emanuele Gulino, giornalista partecipativo

Più bella cosa non c'è è il titolo della nuova avventura portata sul palco dell'Ambra Jovinelli da Teo Mammucari.

Uno spettacolo che vede in scena pochi oggetti oltre che l'attore stesso: una chitarra, un'asta con un microfono, uno sgabello e oltre 20 anni di esperienze televisive, teatrali e attoriali.

Il Mammucari di oggi è diverso dal "TuttoTeo", spettacolo che il giudice di Tu sì que vales portò in tour all'inizio degli anni 2000.

Con "Più bella cosa non c'è", lo showman romano si racconta di come sia cambiata la sua vita da quando è diventato padre di una meravigliosa bambina e, ahilui, ex compagno della madre.

Ironizza sulla vita da single dopo anni di convivenza, pannolini cambiati, gite romantiche per far colpo su una donna molto più giovane di lui che gli ha fatto perdere la testa, il primo bacio, la prima passeggiata a via del corso e, per forza di cose molto comuni al giorno d'oggi, la separazione dopo lo spegnimento del fuoco iniziale e l'immancabile presenza degli alimenti che Teo deve versare alla sua ex compagna che, ovviamente, ha in custodia anche la figlia

. La storia di Mammucari è la storia di molti uomini cinquantenni del terzo millennio, per questo si ride per non piangere e si va a teatro per assistere, rigorosamente, assolutamente, irrimediabilmente a non più di un'ora e mezza di stand-up comedy, così tiene a precisare l'ex animatore Valtur stesso: "Regà, faccio er pezzo ma ve giuro che alle diesci evventi sen'annamo accena, perché sennò sai che du....."

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