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Al Margherita di Caltanissetta in scena: MINIERE “ . Debutto 3 Marzo 2019

REGIA : Tony Gangitano

Redazione
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Si è scritto e raccontato tantissimo sulle miniere, sui minatori e sui bambini lavoratori. Ancora meglio sulle pirrere, i surfarari i CARUSI. Su quel tragico e misterioso mondo sotterraneo, in cui surfarari e carusi scendevano sino al 7° livello a 600 metri sotto terra. Li in quelle gallerie, nel corso del tempo, si sono consumati atti violenti e disumani soprattutto nei confronti di quei poveri “Carusi” Quel lavoro massacrante e colmo di pericoli, rendeva gli uomini rissosi e violenti. Per secoli le pirrere sono state descritte come luoghi simili all’inferno Dantesco.

Le miniere hanno ispirato opere ai più grandi scrittori Siciliani da Pirandello a Sciascia , al nostro concittadino Rosso di San Secondo etc..etc.. La cultura siciliana ha reso omaggio a quel mondo, attraverso fatti ed avvenimenti legati alle miniere. Una volta la cultura delle zolfare si respirava nell’aria, oggi tutto è caduto nell’oblio, nel dimenticatoio, come se quel mondo, non fosse mai esistito. Le miniere non esistono più, rimangono solo racconti e tristi ricordi… ahimè spesso sbiaditi!!! Le miniere nelle loro valenze sociali e psicologiche comportarono tanto lavoro, ma anche infelicità, umiliazioni, malattie, deformazioni fisiche, violenze…Morte!! Gli zolfatai e le loro famiglie vivevano una condizione di assoluta emarginazione e ghettizzazione sociale. Così dice Peppe Ferro: sono orgoglioso di essere un surfararu, tuttavia come mai potrei credere che una ragazza non appartenente alle famiglie dei surfarara o di viddrani o jurnatara, possa accettare la mia conoscenza, o chissà….innamorarsi di me! Sono impregnato di zolfo, nella mia mente e nella mia lingua, mentre parlo, sento sempre quell’odore acre, persino nelle mie vene sento scorrere…. sangu e surfaro (sangue e zolfo). Le miniere hanno legato uno strettissimo rapporto con la Città, offrendo tanto lavoro accogliendo migliaia di famiglie provenienti dai paesi delle vicine province. Non va trascurato come tanta operosità fece di Caltanissetta “la capitale mondiale dello zolfo”.

Questo è un racconto verosimilmente reale,in cui l’uomo è al centro dell’attenzione, in cui la grande importanza del ruolo femminile viene resa dall’autore come “eroina”. L’identità di una comunità, di una Città, si manifesta attraverso l’appartenenza al territorio, alla storia, ed alla vita quotidiana vissuta dai propri abitanti. Un’identità mostrata similmente dalla gente dei quartieri, Santa Croce, San Rocco, San Giuseppe, Angeli, Provvidenza etc etc…. Questa rappresentazione vede protagonista lei Angela Arena una bellissima ragazza di 17 anni studentessa al Regio Istituto Magistrale. E’ il 1936 in pieno regime fascista, Angela si innamora subito di Peppe Ferro, un Caposquadra della miniera Gessolungo. Angela è figlia unica di un possedente terriero proprietario anche di un mulino a Xiboli, proprio vicino il famoso stabilimento dove si produce ”l’amaro siciliano Averna”. Inoltre vari passaggi saranno un tuffo sia nei luoghi della vecchia Caltanissetta ma soprattutto si parlerà dei prodotti tipici della zona e della Sicilia , come i cannoli i torroncini le specialità del Nisseno.

I due si incontrano dopo la Santa messa a Santa Croce, Peppe cerca di sfuggire a quell’angelo dai capelli corvini consapevole del fatto che tanta differenza socio- economica, anche in nome dell’amore, mai avrebbe potuto essere superata. Il padre di lei, subito manifesta alla figlia la sua avversità nei confronti di quel “surfararo”! Mastro Carmelo mai accetterebbe un matrimonio tra Angela, sua unica figlia, ed un povero jurnataro. Ma Angela è sicura di se e del sentimento di quel bellissimo uomo ….che di lavoro fa lo Zolfataio.

La vicenda vive e si nutre del mondo delle miniere, ed è come un lente di ingrandimento rivolta verso il nostro recente passato. Con “Miniere- La storia e l’amore”, si desidera rendere omaggio e onore, alla memoria, alla storia sociale e politica di un passato che non possiamo dimenticare, affinchè le nuove generazioni, possano nutrirsi dei valori e dei sentimenti vissuti dai nostri padri e dai nostri nonni.

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