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Mathias e la poesia di strada: intervista di Andrea Di Lenardo

Una militanza poetica

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Mathias P.D.S., classe 1990, è un poeta di strada anonimo italiano. Presidente dell’associazione Poeti della Sera, nel 2012, insieme ad Ivan ed altre realtà collegate al mondo dell’arte di strada, fonda a Milano il movimento di poesie di strada. Il fine è quello di promuovere la poesia scrivendola sui muri, riportandola tra la gente. A tal proposito Mathias scriverà: grideremo poesie sui muri/per contrastare/il silenzio della città. Mathias ha partecipato a tutti i festival internazionali promossi dal movimento e ha realizzato svariate opere sparse in Italia, in città come: Palermo, Genova, Roma, Lecce, Milano, Udine e Castellammare del Golfo.

A.D.L.: Per iniziare vorrei chiederti come nasce il tuo interesse verso il lavoro artistico in generale?
M. P.D.S.: Mi sono avvicinato al mondo della poesia al quarto anno delle elementari, scrivendo di getto e con l'ingenuità di un ragazzino che, evidentemente, sentiva il bisogno di sviscerare le proprie emozioni. Man mano il fervore che mi portava, nei momenti più disparati, a munirmi di carta e penna, ha cominciato a proliferare, anche grazie al sostegno di mio padre, pur egli poeta.

A.D.L.: Come ti sei accostato alla poesia di strada in particolare?
M. P.D.S.: Prima di passare alla poesia di strada, ho avuto modo di sperimentare svariate tecniche che ho accantonato e riconsiderato nel corso del tempo. Le prime impronte poetiche che ho lasciato sui muri risalgono a  non molto tempo fa, in seguito a un processo di “metamorfosi artistica” che, a quanto pare, ha capovolto le mie ambizioni, spingendomi alla ricerca di una espressione, se vogliamo primitiva, che mi permettesse di  esprimere metaforicamente contenuti mediante l'utilizzo di poche, semplici parole.

A.D.L.: Nel processo creativo, pensi che l'artista sia più un demiurgo che plasma la materia informe o un dio che crea ex nihilo?
M. P.D.S.: Non credo sia un demiurgo, né un dio che crea ex nihilo. Considero ogni artista, al di là del proprio potenziale creativo, un alchimista chiaroveggente, con dei buoni sensi che gli permettano di percepire la realtà in cui vive, e una mano più o meno in grado di ridimensionare tale oggettività tramite intrecci di colori, di parole, o di note musicali.

A.D.L.: Perché scrivi? Cosa ti spinge a creare?
M. P.D.S.: Risponderò con dei versi di una mia composizione: Grideremo poesie sui muri / per contrastare / il silenzio della città. Quindi, di fondo, emerge una paura profonda, quella di sprofondare in una società che tende ad assoggettare ogni individuo al dominio della rassegnazione.

A.D.L.: Spesso la tua arte prende una piega sociale più che solo teoretica.
M. P.D.S.: Esatto. Questo è forse il lato che più mi affascina del mio hobby. La poesia di strada, essendo un messaggio, può essere in grado di agevolare la comprensione di una tematica sociale complessa, talvolta difficilmente esprimibile mediante l'utilizzo di altre forme espressive. Credo, pertanto, che la street poetry possa giocare un ruolo di primo piano in questo senso. Mancano i poeti, forse, dei poeti con le palle che spingano in questa direzione.

A.D.L.: Quali sono i lavori e i progetti che ti hanno dato maggior soddisfazione?
M. P.D.S.: In particolar modo tutti i festival promossi dal movimento di Poesia di Strada che abbiamo fondato, oltre agli eventi promossi da Trinart a Castellammare del Golfo, a cui ho avuto piacere di partecipare attivamente in diverse occasioni.

A.D.L.: A che cosa stai lavorando adesso?
M. P.D.S.: Sto cercando di realizzare un progetto alquanto ambizioso, una manifestazione artistica contro tutte le mafie, giù, a Palermo.

A.D.L.: Prima di salutarci e ringraziandoti per il tempo dedicato, ti chiedo ancora se hai già in mente degli altri progetti futuri.
M. P.D.S.: Il futuro lo potrei definire ancora più ambizioso ed incerto del presente. Sto lavorando, insieme ad altri due poeti, per istituire un gruppo, attualmente chiamato “Militanza Poetica”, interessato ad affrontare tematiche sociali promuovendo mobilitazioni poetiche nelle principali città italiane.

Intervista di Andrea Di Lenardo

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