Gli studenti contestano il metodo del Governo sulla Buona Scuola: "Non siamo stati ascoltati su temi fondamentali"

La Rete degli Studenti Medi e l'Unione degli Universitari chiedono di essere parte attiva nei processi di riforma

pubblicato il 16/01/2017 in Arte e Cultura da Tino Colacillo
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Tino Colacillo

Dopo l’approvazione dei Decreti attuativi sulla Buona Scuola da parte del Governo, ieri è arrivata anche la prima reazione delle associazioni studentesche che nei mesi scorsi avevano duramente contestato la riforma.

In attesa di conoscere nel dettaglio i testi dei provvedimenti la Rete degli Studenti Medi e l’Unione degli Universitari hanno contestato al Ministro Fedeli la mancata consultazione degli studenti in un passaggio così importante per le scuole e l'Università. 

Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, ha dichiarato: “Abbiamo chiesto ripetutamente che il termine di scadenza per le deleghe della “Buona Scuola” venisse prolungato, in tal modo abbiamo anche fatto esprimere, su nostra richiesta, il Forum delle Associazioni Studentesche alla sua ultima seduta a Dicembre”. Manfreda accusa il Ministero dell’Istruzione di una totale mancanza di confronto con gli studenti. “Da quando la legge è stata approvata – ha detto lo studente - non c’è stato più nessun tipo di confronto sui temi che riguardano le deleghe, che peraltro sono di vitale importanza per le studentesse e gli studenti di tutto il Paese”. “Dopo la caduta del Governo Renzi – ha proseguito Manfreda - tutto sembrava preannunciare una proroga che assicurasse per lo meno la riapertura di un confronto con il Ministero, oggi a poco più di un mese dal 4 dicembre è intollerabile veder portare avanti un percorso di riforma senza il supporto ed il parere di chi vive quotidianamente la scuola, adesso saremo costretti ad esprimerci su testi già scritti senza aver avuto la possibilità di costruire insieme delle proposte". 

Con il cambio di Governo gli studenti si aspettavano un maggiore confronto e dialogo da parte del nuovo Ministro Fedeli, dialogo che invece accusano gli studenti non c’è stato. “Il cambio di Ministro – ha concluso infatti  Manfreda - e le ammissioni di colpa dell’ex premier Renzi sulla legge 107 avevano fatto presagire un approccio diverso, ora la paura e che le possibilità di confronto saranno limitate nei tempi e nelle modalità. Ora è il momento in cui la politica dia alla scuola e all’istruzione risposte diverse, noi come studenti non vogliamo stare a guardare ma essere coinvolti a pieno nelle discussioni.”

Anche sul versante universitario gli studenti non sono soddisfatti. Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari afferma: “Tra le deleghe licenziate oggi dal CdM  c’è anche quella relativa alla formazione iniziale dei docenti, tema che da sempre abbiamo seguito da vicino”. Da mesi gli studenti “non sono stati più interpellati” e sul tema di era espresso anche il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.  "A questo punto pretendiamo  almeno - conclude l’Udu - che nel prosieguo dell’iter di questi provvedimenti, gli studenti siano coinvolti e ascoltati realmente. Non siamo disposti ad accettare l’ennesima esclusione delle parti coinvolte per provvedimenti così importanti”.

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