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"Le forme e i colori del dire" di Vitaliano Angelini in mostra a Cortina d'Ampezzo

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“Le forme e i colori del dire” (dipinti, acquerelli e incisioni) è il titolo della mostra di Vitaliano Angelini che dal 23/12/2016 resterà aperta fino al 31 gennaio 2017 nel salone dei Congressi del Grand Hotel Miramonti Majestic di Cortina d’Ampezzo.

Angelini vive ed opera in Urbino, cioè nel mito della storia dell'arte. La sua pittura , la sua grafica straordinaria di sapienza e di sperimentalità – scrive Michele Dal Colle in una nota - rinascono però ogni giorno con l ' inquietudine colta dell'uomo moderrno. E senza dubbi si può affermare che è tra le punte di diamante di quell'ambito di artisti che ha sviluppato la tradizione urbinate delle arti visive. Un poeta-pittore legato intensamente alla sua città Ogni artista che ad Urbino si sia formato, infatti, ogni opera diremmo, ha impresse in sè le stigmate di questa storia (quella di Urbino ), quale che sia il linguaggio usato e Vitaliano Angelini con grandi tele e scrupolose incisioni, conferma questa impressione. La sua pittura, densa e corposa, vive della luce che la investe, rivela stati d'animo e passioni difficilmente reprimibili, slanci emotivi considerati come vitali momenti liberatori,.come espressione di gioia e di libertà,...sa alternare, con equilibrio, l'accendersi della luce ed il cadere delle ombre, in un susseguirsi pacato di stimoli derivanti da un sentire artistico palpitante, coinvolgente così come nelle mutazioni della psicologia operativa le varianti accertano la verità piuttosto che l'incertezza. Artista dall'immaginazione viva e risentita crea figurazioni le quali invitano ad una attenta lettura e, proprio attraverso l'accurata analisi di queste opere, il visitatore si rende conto di come le sue radici formative fondino in substrati culturali propri della cultura classica occidentale e attraverso questa organica varietà di accenti Angelini riesce a realizzare una singolare atmosfera di attualità: una attualità sospesa, attratta e travolta dalla vertigine di una irrimediabile assenza di valori e di autentiche presenze umanistiche. La cultura filosofico-letteraria di Angelini, infatti, contribuisce ad allargare e ad affinare scritture e contenenti di quest'epoca di crisi. Allora un ricco prisma di aspetti e di sfumature , di atteggiamenti umani concreti fanno il loro ingresso e coniugano , nelle tele ad acrilico, nell'acquaforte -sempre mezzo prediletto di Angelini - il processo filosofico con l'espressione geometrico-figurale. Difatti, Angelini, educato alla filosofia razionalista, ha assunto una forma geometrica in sè perfetta e in essa ha travasato la sua lunga esperienza artistica, di cui ancora riemergono precedenti ricerche ed esperienze: l'adesione all'informale, nell'uso sapiente delle terre, degli ossidi di rame, o il ricordo dell'action painting nell'intervento cromatico, costituito dal segno nero, forte, incisivo, seppur resa sommaria da una nuova essenzialità del linguaggio. La sua pittura in ultima analisi si presenta armoniosa nella impaginazione, con implicazioni sottili, particolarmente elaborate, comunque sempre stimolante anche quando i significati si infittiscono e si complicano. Le forme circolari e a spirale che figurano all'interno della composizione, chiudono il rapporto con la contemporaneità, quasi l'artista volesse, attraverso queste pure forme del pensiero reclamare la funzione del fare arte in forza dell'immaginario. E’ possibile affermare, allora, che egli appartiene a quella categoria di artisti tutti compresi nell'impegno e nello sviluppo della propria ricerca e del proprio lavoro, partecipe fino in fondo, senza riserve, delle esperienze della vita. Analisi, d'altro canto che persegue con una logica stringente e puntigliosa. Dietro tanta volontà di chiarezza morale però c’ è un calore sconcertante , dove trovano posto sentimenti e poesia. Angelini, rigorosissimo nei valori formali , cercati e trovati con lunga pazienza, ha un proprio modo di fare arte e vi porta, perché autentico, una personalità tutta sua. Per questo il suo discorso diviene convincente e persuasivo , grazie proprio ad una pittura molto esplicita ,ad un disegno perfetto e realizzato con scioltezza e libertà, e ad un colore sempre limpido dalle tonalità brillanti. Il suo è un " passare alto ", su quella linea di pittura determinata a dare spessore all’ arte. Sono opere le sue, in cui preponderante è la spontaneità, la lucidità, anche se la razionalità riaffiora attraverso geometrie precise, razionalità da cui l'autore tende talvolta però ad allontanarsi.

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