Da Hayez a Klimt, ecco i baci più belli nella storia dell’arte

La top ten della più bella espressione romantica realizzatia dagli artisti di ogni epoca.

pubblicato il 16/11/2016 in Arte e Cultura da Deborah Galasso
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Deborah Galasso

Per Cirano di Bergerac il “bacio” era l’apostrofo rosa tra le parole “t’amo”. Per molti pittori il “bacio” è stato il tema con cui l’arte ha potuto rappresentare l’estasi tra due innamorati. Sono tanti i baci nella storia dell’arte.
"Il bacio" dipinto da Francesco Hayez realizzato nel 1859 e conservato a Milano nella Pinacoteca di Brera è in assoluto il bacio più famoso. Questo quadro divenne il simbolo dell’Ottocento e racchiude tutte le caratteristiche del romanticismo italiano. Tutti conoscono Il Bacio di Francesco Hayez, il quadro con il soldato che saluta con passione la fidanzata prima di partire per il fonte. Il romanticismo di quell’intenso bacio dipinto nel lontano 1859 non è affatto fuori moda: la tela continua a essere riprodotta su migliaia di cartoline, magliette, poster, tazze. E ora è al centro di una grande mostra. Di baci romantici in realtà ne dipinse tre a pochi anni di distanza l’uno dall’altro, negli anni Sessanta dell’Ottocento. Le differenze tra i dipinti? Poca roba, solo dettagli dell’abbigliamento dei due amanti. Nella prima versione la ragazza veste un abito in tinta con la bandiera francese, nella seconda con i toni della bandiera italiana e nella terza un abito bianco che allude alla purezza della nuova Italia unificata. Le tre versioni del dipinto più romantico della storia dell’arte sono riunite per la prima volta nella grande retrospettiva dedicata ad Hayez, la mostra è allestita negli spazi delle Gallerie d’Italia a Milano (dal 6 novembre al 21 febbraio) e presenta, per la cura di Fernando Mazzocca, 120 capolavori del maestro del romanticismo, morto a 91 anni e pittore assai prolifico.

Oltre ai famosissimi «baci», ci aspettano un’infilata di ritratti dei vip dell’epoca (come Manzoni e la Principessa Belgiojoso), grandi tele di argomento mitologico, autoritratti, dipinti di carattere storico. Ma abbiamo la possibilità di elencare altri baci famosi tra i quali: “Il bacio” famoso quanto il primo è certamente quello di Gustav Klimt realizzato nel 1907 e conservato a Vienna nella Osterreichische Galerie. Quest’opera, in pieno accordo con i canoni dello stile Liberty, è dipinta su tela con decorazioni e mosaici in color oro sullo sfondo. Rappresenta l’estasi che provoca l’amore. L'uomo e la donna sono uniti come fossero una sola cosa.

Esistono due copie de “Gli amanti” di Magritte realizzato nel 1928 con la tecnica dell’olio su tela. Uno è conservato presso la National Gallery of  Australia e l’altro al MOMA di New York. Il quadro raffigura due amanti che si baciano appassionatamente con la testa e le facce coperte da un panno bianco. Questo richiama sia alla passione del puro amore fisico che non ha bisogno di tante parole, sia alla difficoltà di comunicazione della coppia con una tematica molto vicina alla morte.

"Il bacio con la finestra” è un dipinto di Munch del 1892 conservato al National Museet for kunst di Oslo.  Il dipinto fa parte di un gruppo di opere sul tema del ciclo della vita, della morte e dell’amore. Il rapporto fra uomo e donna è un tema spesso affrontato da Munch. Le due figure abbracciate, impossibili da distinguere separatamente, rappresentano la perdita di identità. Il rapporto tra uomo e donna si configura come tensione tra desiderio di amare e paura di amare.
“Il bacio” di Picasso realizzato nel 1925 è conservato nel Musée National Picasso di Parigi. Nel dipinto sono rappresentati un uomo e una donna nell’atto del bacio, anche se il caos rende la situazione convulsa e incomprensibile, come in un esplosione di passione.

“Ettore e Andromaca” di Giorgio de Chirico del 1917 è costudito nella Galleria Nazionale d’arte moderna a Roma. I personaggi in primo piano sono Ettore e Andromaca, due noti protagonisti dell’Iliade, l’episodio a cui egli fa riferimento è  l’ultimo abbraccio presso le porte Scee, prima che il grande eroe troiano affronti in duello il greco Achille. La tragicità della scena sta nel fatto che Ettore e Andromaca, per volontà del fato, mancano degli arti superiori, dunque il loro tentativo di un ultimo abbraccio fallisce e sono costretti a bloccarsi. Ettore e Andromaca sono dei manichini o figure astratte assoggettate al caso da un lato, ma dall’altro, nonostante l’apparenza, sono due esseri viventi in carne ed ossa che desiderano un contatto umano.
Non solo simbolo dell'amore romantico e gesto appassionato. Il bacio ha un certo effetto terapeutico che lo rende ancora più prezioso, fonte di benessere per il corpo e per la mente, quindi ammirando questi quadri bellissimi possiamo ritrovare quel senso di pace e tranquillità che forse si è perso nelle nostre giornate caotiche e confusionarie.

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