Dal Divisionismo alla moda, fino alla Ricostruzione Futurista dell’Universo, una grande mostra d'arte ripercorre la ricerca di uno dei protagonisti dell’arte italiana del novecento, attraverso il prezioso collezionismo di Laura Biagiotti e Gianni Cigna.
Giacomo Balla un artista capace di trasformare la pittura in un progetto di vita, di superare i confini tradizionali dell’opera d’arte e di anticipare il dialogo tra estetica, moda e società; è l'artista protagonista della grande mostra "Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia". Opere dalle Collezioni Biagiotti Cigna, allestita al MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.
L’esposizione porta per la prima volta in Italia, nella sua interezza, il nucleo di opere appartenenti alla collezione Biagiotti Cigna, offrendo un’occasione di approfondimento sulla complessità della ricerca dell’artista e sul ruolo fondamentale svolto da Laura Biagiotti nella riscoperta e nella valorizzazione della sua produzione. La storia di questo straordinario collezionismo comincia nel 1986 quando la stilista e imprenditrice Laura Biagiotti visita una rassegna dedicata a Giacomo Balla e alle figlie Elica e Luce presso la Galleria Chimera di Roma; da quell’incontro nasce una passione destinata a tradursi in un progetto culturale di lungo respiro. Fino alla sua scomparsa, nel 2017, Laura Biagiotti acquisisce e valorizza con continuità le opere dell’artista, affiancata dal marito Gianni Cigna, con il quale costituisce una delle più importanti raccolte private dedicate a Giacomo Balla. Le opere sono oggi affidate alla Fondazione Biagiotti Cigna, che ne custodisce l’integrità e ne promuove la conoscenza, preservando la memoria di un collezionismo fondato sulla ricerca, sulla sensibilità critica e sul mecenatismo. A curare la mostra sono il professor Fabio Benzi, direttore artistico della Fondazione Biagiotti Cigna, e la Dott.ssa Beatrice Avanzi, responsabile dell’ufficio mostre del Mart.
Il progetto espositivo si inserisce nella vocazione del museo trentino a indagare le vicende dell’arte italiana del XX secolo, con una particolare attenzione al Futurismo. Il dialogo tra le opere della Fondazione Biagiotti Cigna si sviluppa così all’interno di un contesto museale particolarmente significativo, nel quale l’avanguardia futurista è parte integrante di una più ampia riflessione sulla modernità. Il merito di Laura Biagiotti fu quello di riconoscere in Balla non soltanto uno dei protagonisti della rivoluzione futurista, ma un artista dalla ricerca sorprendentemente articolata. La raccolta documenta un percorso che dagli esordi divisionisti conduce alle sperimentazioni futuriste e alle composizioni astratte, attraversando grandi tele, disegni, bozzetti, arredi e oggetti d’uso. Un insieme che restituisce la varietà di un’attività creativa capace di oltrepassare le categorie tradizionali delle arti visive; particolarmente significativa è l’attenzione riservata alle opere figurative realizzate da Balla negli anni trenta, a lungo meno considerate rispetto alla stagione futurista. Laura Biagiotti seppe coglierne il valore, seguendo con attenzione il processo creativo dell’artista e riconoscendo la coerenza di una ricerca che, pur attraverso linguaggi differenti, continuava a interrogare il rapporto tra arte, società e contemporaneità. È proprio il legame tra Balla e la moda a costituire uno dei nuclei più interessanti dell’esposizione. La stilista comprese quanto l’artista avesse saputo anticipare una concezione dell’arte destinata a investire ogni aspetto della vita quotidiana, dalla forma degli abiti alla progettazione degli oggetti, fino ai linguaggi della comunicazione. In questo percorso assume un rilievo particolare il Vestito Antineutrale, concepito da Balla nel 1914, il cui manoscritto originale fu acquistato da Laura Biagiotti ed è oggi presentato in mostra. Il documento testimonia la volontà futurista di rompere con la convenzione anche attraverso l’abbigliamento, trasformando il corpo vestito in uno spazio di sperimentazione estetica e provocazione culturale. Accanto a questo manifesto della moda futurista trova posto il documento della Ricostruzione futurista dell’Universo, elaborato nel 1915 da Balla insieme ai futuristi e appartenente ai fondi del Mart.
I due testi rappresentano momenti fondamentali di una medesima aspirazione, superare i confini tra le discipline e fare dell’arte una presenza attiva nella vita quotidiana. Non più soltanto pittura o scultura, dunque, ma un progetto complessivo capace di coinvolgere forme, materiali, oggetti e ambienti. Tra le opere più imponenti spicca il Genio Futurista, realizzato nel 1925 e presentato a Parigi in occasione dell’Esposizione Internazionale di Arti Decorative e industriali moderne. Si tratta della più grande opera mai realizzata da Balla, olio su tela d’arazzo di circa quattro metri di larghezza e quasi tre di altezza, caratterizzato da una vivace composizione cromatica. La sua presenza restituisce la dimensione monumentale della ricerca dell’artista e la sua capacità di tradurre il dinamismo futurista in una visione decorativa di forte impatto. Il percorso comprende inoltre mobili, arazzi, paralumi e studi per sciarpe, cravatte, cappelli e ricami. Testimonianze che documentano quanto la progettazione di oggetti e accessori non costituisse per Balla un’attività marginale, ma una componente organica della sua concezione artistica. La mostra d'arte si articola in cinque sezioni tematiche: Divisionismo, Futurismo, La Moda Futurista, Ricostruzione futurista dell’Universo e Una nuova figurazione moderna. Una scansione che accompagna il visitatore attraverso le diverse fasi della ricerca di Balla, mettendo in evidenza continuità, trasformazioni e nuove possibilità espressive.
Al Mart, la vicenda artistica di Giacomo Balla incontra dunque la storia di una collezione nata da una passione personale e divenuta patrimonio culturale. Il progetto di Laura Biagiotti e Gianni Cigna dimostra come il collezionismo possa assumere un ruolo decisivo nella conservazione e nella rilettura dell’arte, contribuendo a restituire complessità a figure centrali della modernità. "Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia"non è soltanto una ricognizione sull’opera di un protagonista del Futurismo, è anche il racconto di un’idea di arte capace di attraversare la pittura, la moda, il design e la vita quotidiana, anticipando questioni che continuano a interrogare la cultura contemporanea. Una visione nella quale l’avanguardia non coincide semplicemente con la rottura del passato, ma diventa la ricerca di un nuovo modo di abitare il mondo.
Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, Toscana.

