Nel cuore del Montefeltro, dove la geografia stessa sembra aver plasmato una cultura del pensiero e della forma e dove il paesaggio si fa matrice dell’immaginazione rinascimentale, il Castello dei Conti Oliva di Piandimeleto apre le sue sale a ARCANA — Il Leone del Nuovo Orizzonte. Questa mostra non è una semplice rassegna di sculture, ma si propone come un vero e proprio manifesto: un invito a riscoprire la lentezza, la profondità e la responsabilità del guardare. Inserita tra gli eventi ufficiali per l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi è organizzata dal Comune di Piandimeleto e dal Centro UNESCO di Firenze patrocinata dalla Regione Marche, dalla Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche e dalla Provincia di Pesaro e Urbino, la grande personale propone una visione radicale della materia. Qui la pietra non è materia morta ma archivio vivente, un deposito di memorie cosmiche che custodisce la storia dell’universo; qui la scultura non è mera immagine ma rito che disvela archetipi ancestrali.
Andrea da Montefeltro: la pietra come scienza e liberazione
Andrea da Montefeltro lavora la pietra come un alchimista lavora il metallo: con pazienza, misura e una fede nella manualità che oggi suona quasi sovversiva. Le sue opere nascono da un cortocircuito fecondo: l'incontro tra la sua formazione scientifica come biologo molecolare e una profonda sensibilità artistica. Le sue figure, scolpite interamente a mano, mostrano la traccia dello scalpello come impronta di un dialogo tra corpo e materia. Sculture come La Nana Bianca, Energia Madre o Contact superano la dimensione figurativa per diventare vere e proprie equazioni scolpite, capaci di tradurre in forme tangibili la geometria delle stelle collassate, la tensione dell’energia primordiale e le complesse strutture cellulari.
In opere come “Cuore di Tenebra” la figura che si libera dallo scudo e dalla croce per gettarli a terra, il gesto diventa paradigma: rinunciare alle protezioni esteriori per affrontare la propria verità interiore. È un atto di coraggio che si fa forma, un rito di passaggio che parla all’universalità dell’esperienza umana, chiedendo all'osservatore di liberarsi dalle difese illusorie.
“Liquore vermiglio che scorre e pulsa.”
“La vita è sopravvivere alle proprie paure.”
Il testo poetico che accompagna l’opera non è un semplice commento, ma una chiave di lettura che mette in relazione sangue, tempo e memoria. Parola e pietra si rispecchiano: il linguaggio verbale amplifica la scultura, la scultura dà corpo al linguaggio. Questo dialogo trasforma la visita in un’esperienza sinestetica.
Simbolismo ancestrale: l'Umanesimo contemporaneo
La ricerca di Andrea da Montefeltro si nutre di simboli che appartengono a una memoria collettiva: scudi, croci, figure ibride. A questi si affiancano riferimenti colti e stratificati: L’Arco di Nessuno richiama il mito di Odisseo e l'eterno tema del limite umano; la Scacchiera rievoca l'epico scontro tra Templari e Saraceni fungendo da metafora per le fratture geopolitiche odierne; i cesti scultorei, infine, intessono un dialogo ideale con le opere di Arcimboldo e con le maioliche invetriate dei Della Robbia, celebrando la forza e la fecondità della terra.
A guidare questa complessa stratificazione di significati è la curatrice e direttrice artistica Annalisa Di Maria, studiosa di fama internazionale, specialista di Neoplatonismo e di Leonardo da Vinci. Il suo apporto critico restituisce alla mostra una visione filosofica e spirituale capace di parlare potentemente al presente, inserendo le sculture in un Nuovo Umanesimo che unisce scienza, ecologia e spiritualità francescana. Non si tratta di un ritorno nostalgico al passato, ma di un paradigma che mette al centro la responsabilità e la cura del creato.
Un percorso espositivo come pellegrinaggio
In un sistema dell’arte sempre più dominato dalla rapidità di fruizione e dai social media, ARCANA chiede tempo. L’allestimento in questi luoghi favoriscono la contemplazione, valorizzando i cambi di luce e i punti di vista multipli. La mostra è un inno al “turismo lento”, un antidoto alla frenesia dell’immagine istantanea.
Scegliere il Castello dei Conti Oliva non è un vezzo curatoriale ma una necessità semantica. Nel Montefeltro, terra di corti, di studi umanistici e di paesaggi che hanno nutrito il Rinascimento, la pietra è memoria; il castello diventa così scrigno ideale per un dialogo tra passato e futuro. Le visite guidate esclusive con l’artista — previste durante i fine settimana — diventano un’occasione imperdibile per penetrare il processo creativo. Incontrare Andrea da Montefeltro nello spazio che ha ispirato la sua ricerca significa accedere al “messaggio criptico” dell’opera senza smontarne il mistero, rendendo la mostra un’esperienza profondamente viva, dialogica e trasformativa.
INFORMAZIONI PRATICHE
Titolo: ARCANA — Il Leone del Nuovo Orizzonte
Artista: Andrea da Montefeltro
Direzione Artistica: Annalisa Di Maria
Luogo: Castello dei Conti Oliva, Piandimeleto (PU)
Date: 10 luglio – 30 settembre 2026
Orari: 9:00–12:00 | 16:30–18:30
Visite guidate: Esclusive con l’artista il sabato e la domenica pomeriggio

