Bagnone torna a mettere l’arte al centro della vita culturale del borgo con la riapertura ufficiale della Pinacoteca intitolata a Enrico Garavaldi e l’inaugurazione di una prestigiosa mostra d'arte dedicata a Edouard Manet. L’appuntamento si è svolto nella cornice del Teatro comunale Quartieri, dove prenderà avvio un nuovo percorso espositivo destinato a valorizzare tanto il patrimonio locale quanto i grandi protagonisti della storia dell’arte. La riapertura rappresenta innanzitutto un importante momento di rilancio della collezione permanente dedicata a Enrico Garavaldi, artista nato a Genova e milanese d’adozione, ma sempre profondamente legato alle proprie radici lunigianesi. Protagonista dell’astrazione italiana e vicino alla corrente della Nuova Pittura sviluppatasi negli anni settanta, Garavaldi ha costruito la propria ricerca intorno alla potenza espressiva del colore. Le opere, collocate nelle sale superiori del Teatro Quartieri grazie alla donazione della moglie Maria Rita Cirillo, restituiscono al pubblico un linguaggio pittorico energico e vitale, fatto di ampie pennellate e di una materia cromatica capace di trasmettere vitalità, energia e coraggio di vivere.
La giornata inaugurale è stata l’occasione per presentare un nuovo spazio destinato ad ampliare l’offerta culturale della Pinacoteca, la Sala Sotto Teatro, recuperata e rifunzionalizzata attraverso un progetto finanziato con fondi del Pnrr; un intervento che consente di trasformare un ambiente inutilizzato in un vero e proprio spazio per le esposizioni temporanee, creando un naturale prolungamento della Pinacoteca. A inaugurare questo nuovo spazio è stata una mostra d'arte di particolare rilievo: “Edouard Manet. Incisioni”, aperta al pubblico fino al 30 settembre 2026.
L’esposizione propone 30 incisioni originali provenienti dalla Collezione Ceribelli di Bergamo, realizzate da Manet tra il 1860 e il 1882 attraverso tecniche come l’acquaforte, l’acquatinta e la puntasecca. Un’occasione preziosa per conoscere un aspetto meno immediatamente noto della produzione dell’artista francese e approfondire la sua continua ricerca sulle possibilità espressive dell’immagine. Particolarmente significativo è il fatto che le opere appartengano alla rara tiratura postuma del 1905, realizzata dall’editore Alfred Strölin in soli cento esemplari. Una serie oggi considerata dagli storici dell’arte una testimonianza fondamentale per comprendere la sperimentazione grafica di Manet e il suo rapporto con la tecnica incisoria. La riapertura della Pinacoteca e la mostra dedicata a Manet segnano dunque per Bagnone un passaggio importante, la valorizzazione della memoria artistica del territorio si intreccia con una proposta culturale di respiro internazionale. Due dimensioni apparentemente lontane, quella di Garavaldi e quella di Manet, che trovano nel nuovo percorso espositivo un comune denominatore nella ricerca, nella sperimentazione e nella forza del linguaggio visivo. Con questa iniziativa Bagnone conferma così la volontà di fare della cultura e dell’arte uno degli strumenti principali per la valorizzazione del proprio patrimonio, offrendo al pubblico un nuovo luogo di incontro con la storia dell’arte italiana e internazionale. Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, Toscana.

