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Mostra d"Arte di Ruth Asawa "Retrospective"

Guggeheim Museum Bilbao (E), fino al 12 settembre 2026

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Il Guggenheim Museum Bilbao dedica fino al 12 settembre 2026 una vasta e attesa retrospettiva a Ruth Asawa, una delle figure più originali e innovative dell'arte americana del XX secolo. Attraverso dieci sezioni espositive che ripercorrono oltre sessant'anni di attività creativa, la mostra d'arte offre al pubblico l'opportunità di conoscere in profondità il percorso umano e artistico di una protagonista che ha saputo ridefinire il concetto stesso di scultura contemporanea.

Nata nel 1926 a Norwalk, in California, da una famiglia di immigrati giapponesi dediti all'agricoltura, Ruth Aiko Asawa ha vissuto sulla propria pelle alcune delle pagine più dolorose della storia americana; durante la seconda guerra mondiale, infatti, lei e la sua famiglia furono internati nei campi di detenzione predisposti dal governo degli Stati Uniti per i cittadini di origine giapponese. Un'esperienza traumatica che avrebbe lasciato un segno profondo nella sua sensibilità e nella sua visione del mondo. Nonostante le difficoltà e le discriminazioni subite, Asawa riuscì a costruire una straordinaria carriera artistica.

Nel 1946, dopo essersi vista negare la possibilità di conseguire una laurea in insegnamento artistico a causa dei pregiudizi anti-giapponesi ancora diffusi nell'America del dopoguerra, si iscrisse al celebre Black Mountain College nella Carolina del Nord. In quell'ambiente sperimentale e progressista trovò terreno fertile per sviluppare una ricerca personale fondata sulla libertà creativa, sulla sperimentazione dei materiali e su una rigorosa etica del lavoro. La mostra d'arte del Guggenheim ripercorre questa lunga avventura artistica attraverso un ricco insieme di opere e documenti. Accanto alle celebri sculture sospese in filo metallico, che hanno reso famosa Asawa a livello internazionale, trovano spazio lavori meno noti ma altrettanto significativi, opere ispirate alle forme della natura, fusioni in argilla e bronzo, piegature di carta, dipinti, disegni, stampe e taccuini di schizzi che testimoniano la vastità dei suoi interessi e la continua ricerca di nuove possibilità espressive. Uno degli aspetti più affascinanti dell'opera di Ruth Asawa è la sua capacità di mettere continuamente in discussione le tradizionali categorie artistiche; le sue creazioni sfidano le distinzioni tra astrazione e figurazione, tra vuoto e pieno, tra figura e sfondo. Le leggere strutture intrecciate in filo metallico sembrano infatti galleggiare nello spazio, trasformandolo e dialogando con esso. Lo spettatore è così invitato a osservare come ogni elemento si relazioni agli altri e all'ambiente circostante, in un gioco di trasparenze e continuità che rappresenta uno dei tratti distintivi della sua poetica.

Dopo il trasferimento a San Francisco nel 1949, Asawa continuò a sviluppare la propria ricerca concentrandosi sui concetti di spazio, trasparenza e interconnessione. Parallelamente, soprattutto dagli anni sessanta, intensificò il proprio impegno civile e sociale, promuovendo programmi di educazione artistica, realizzando opere pubbliche e sostenendo iniziative culturali rivolte alla comunità. Per l'artista, infatti, la creatività non era separata dalla vita quotidiana, ma ne costituiva una componente essenziale. Questo legame tra arte e vita emerge con particolare evidenza nel percorso espositivo del Guggenheim. Fotografie, documenti d'archivio e materiali personali accompagnano le opere, restituendo un ritratto completo di Asawa non solo come artista, ma anche come educatrice, attivista e promotrice culturale. Una figura che ha saputo trasformare l'arte in uno strumento di dialogo, inclusione e partecipazione. La retrospettiva, intitolata "Ruth Asawa: Retrospective", è frutto della collaborazione tra il San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA) e il Museum of Modern Art di New York (MoMA), con un allestimento sviluppato insieme al Guggenheim Museum Bilbao. La curatela è affidata a Janet Bishop, Thomas Weisel Family Chief Curator del SFMOMA e a Cara Manes, Associate Curator del Dipartimento di Pittura e Scultura del MoMA, in collaborazione con Geaninne Gutiérrez-Guimarães, curatrice del Guggenheim Bilbao. Più che una semplice antologica, la mostra d'arte si presenta come un viaggio nella vita e nell'opera di un'artista che ha saputo trasformare esperienze personali, ricerca formale e impegno sociale in un linguaggio unico e riconoscibile. Un omaggio a una figura fondamentale dell'arte contemporanea, la cui eredità continua ancora oggi a ispirare nuove generazioni di artisti e di pubblico. Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, Toscana.

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