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Elogio della trasgressione, un libro che mette ali alla vita

i dialoghi irriverenti di un procuratore emerito della Repubblica nell'opera di Benito Melchionna

Redazione
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Riunite attorno a un tavolo (o meglio a una tavola apparecchiata per una pizza fra amici) quattro ragazze e due ragazzi, tutti ventenni o giù di lì, intelligenti e acculturati testimoni del tempo in cui vivono. E invitateli a parlare dell’oggi e del domani, a esprimere le proprie valutazioni sul presente e le aspettative sul futuro.

Confrontandosi in piena libertà e in assoluta parità di ruoli con un procuratore della Repubblica in pensione ma certamente giovane in termini di carica vitale, che è anche poeta e (lo riconosca o no) filosofo. E che si è assunto un compito ambizioso e affascinante: non di “fare il professore” con i ragazzi in occasione di ogni “simposio” (definito così, con un non casuale richiamo a Platone), ma piuttosto – chiarisce il magistrato di cui qui si parla – di “invitarli a dialogare fra loro, con la mia guida, sulle più discusse e controverse questioni del loro tempo”. Stimolandoli quindi a “tirar fuori” valutazioni, approfondimenti, analisi su quei temi (inevitabile qui l’accostamento, anche questo non casuale, al metodo maieutico che permeava i dialoghi di  Socrate con i suoi allievi).

Singolare e stimolante iniziativa, quenella etimologia alternativa di procedere oltre i paletti, le paure e le ipocrisie del più diffuso perbenismo”. sta, ideata e realizzata da quel procuratore-poeta-filosofo,    Benito Melchionna all’anagrafe, che avrebbe avuto un’eco probabilmente più limitata se i contenuti di quei “simposi” non fossero stati trasferiti in un libro dal titolo intenzionalmente provocatorio (“Elogio della trasgressione”)...Continua a leggere...

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