Dopo il successo registrato al Rijksmuseum di Amsterdam, approda alla Galleria Borghese di Roma la grande mostra d'arte "Metamorfosi. Ovidio e le arti", visitabile fino al 20 settembre 2026.
Curata da Francesca Cappelletti e Frits Scholten, l'esposizione riunisce oltre ottanta opere provenienti da importanti musei europei e americani, proponendo un affascinante viaggio attraverso il poema di Ovidio, uno dei testi fondativi della cultura occidentale. Il percorso espositivo esplora il tema della metamorfosi come principio universale di trasformazione, capace di attraversare il cosmo, la natura e la condizione umana. Un tema che trova nella Galleria Borghese una sede ideale, la villa voluta dal cardinale Scipione Borghese e successivamente riorganizzata da Antonio Asprucci è infatti profondamente ispirata all'universo simbolico delle Metamorfosi, con un dialogo costante tra architettura, scultura e mito. La mostra d'arte si apre con il racconto della creazione del mondo, per poi svilupparsi attraverso alcune delle pagine più celebri del poema: da Apollo e Dafne al Ratto di Proserpina, da Aracne a Leda e il cigno, fino ai miti di Pigmalione, Perseo e Medusa, Narciso ed Eco. Capolavori di Bernini, Correggio, Rubens, Tintoretto, Tiziano, Rodin, Brâncuși e molti altri artisti testimoniano la straordinaria fortuna iconografica delle storie ovidiane, interpretate nei secoli come riflessioni sul desiderio, sulla perdita, sulla violenza, sulla rinascita e sul potere creativo dell'arte.
Più che una semplice rassegna di capolavori, Metamorfosi. Ovidio e le arti propone una lettura contemporanea del mutamento come categoria estetica ed esistenziale, invitando il visitatore a riflettere sulla continua trasformazione della materia, delle identità e delle emozioni. Un dialogo intenso tra letteratura e arti figurative che conferma l'attualità del messaggio di Ovidio e la sua inesauribile capacità di ispirare la creatività di ogni epoca. Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara.

