Cosa scopriamo nella ‘macchia’?
E’un nuovo modo di dipingere, è una scoperta della luce e dei colori che accompagnano le vicende della Storia e della nostra vita, non si pensa di disegnare figure perfette ma soprattutto si fanno bozzetti su cui il colore diventa importantissimo.
Nella mostra sono tanti i quadri significativi! La prima parte è un viaggio nel Risorgimento, negli avvenimenti che hanno emozionato questo arco di tempo, la Seconda Guerra d'Indipendenza e la spedizione dei Mille. Suggestive sono le ‘giubbe rosse’ più volte ricordate: nel quadro dove le donne si impegnano a cucirle,nel dipinto dove c’è la conquista di Palermo, poi nel famoso ritratto di Giuseppe Garibaldi. Ma gli sfondi della guerra d'indipendenza sono tanti, a partire dall’inizio, a Quarto, vicino Genova, quando si ricordano tutti i soldati circondati dai familiari tristi.
Ma non sono solo i sentimenti rappresentati nella mostra, tutte le rappresentazioni sono un susseguirsi di figure nello sfondo del luogo, dipinte con bei colori che sembrano vivi e reali. E’ la ‘macchia’, non più rivivere il passato sfumato a volte con fantasia ma un’unione con i personaggi della vita presente. La seconda parte della mostra è concentrata sui ritratti e c’è Mazzini morente( 1872) molto ‘sentito’. In effetti i Macchiaioli erano partecipi delle idee fresche e liberali e innovative della ‘Giovine Italia’ mazziniana. La terza area della mostra è quella dedicata ai ‘lavori’ domestici e all'agricoltura e all’ allevamento.
Anche qui prevale il colore e la luce che ricopre o investe i protagonisti ( il famoso’ Carro rosso’ nel terreno arso dal sole sotto il quale si ripara il contadino, dipinto da Giovanni Fattori ). Poi ci sono i quadri con donne con i riflessi del sole, sotto un pergolato, che si intrattengono nel dopo pranzo (Silvestro Lega).
C’è tanto da scoprire perchè i colori non sono solo dei protagonisti! E’ una carrellata di scene molto realistiche, dipinte anche in piccolissimi quadri.
Più volte è stato detto che i dipinti dei Macchiaioli sono stati fonte d’ispirazione per Luchino Visconti ( film ‘Senso’), si guarda il quadro di Telemaco Signorini ‘La toilette del mattino’. Anche Toscanini ha amato particolarmente alcune opere. La Toscana si riconosce subito nei paesaggi terrestri e anche in quelli vicino al mare.
I pittori sono tanti principalmente Fattori, Lega, Signorini, Cabianca , Abbati, Borrani,Sernesi, D’Ancona; essi si riunivano nel caffè Michelangelo a Firenze, sull'antica via Larga, ora via Cavour. Le luci delle opere sono quelle di Castiglioncello, tipico borgo toscano marittimo.
Ma i loro nomi forse non ci dicono tanto ma ciò che hanno fatto è rimasto nel tempo e ha rappresentato un faro nell’universo artistico, perché si vede la vita vissuta da grandi e piccoli protagonisti che manifestano il desiderio di essere se stessi in un mondo inquieto.

