Nella tranquilla e accogliente cornice dell’ex convento dei Cappuccini, adiacente alla Chiesa di Sant’Agata a Quartu Sant’Elena, alle porte di Cagliari, ha preso vita l’esposizione pittorica di Walter Pinna, dal titolo “L’oro, la musica e il tempo”.
Artista poliedrico, Walter Pinna — cagliaritano di nascita e quartese d’adozione — spazia tra musica e pittura, ambiti non semplicemente accostati da un’ambivalenza espressiva, ma profondamente uniti da un autentico impulso comunicativo: una necessità impellente di affidare all’arte le proprie sensazioni e le emozioni che il vivere quotidiano gli trasmette.
Tra colore e musica, tra emozione e espressività, prende forma un’esperienza pittorica che ha aperto al pubblico sabato 31 maggio negli spazi espositivi dell’ex convento dei cappuccini. Un percorso artistico che invita lo spettatore a rallentare lo sguardo e a lasciarsi attraversare da tele cariche di emozione, in cui gesto e materia dialogano in un equilibrio mai scontato.
Le opere esposte raccontano storie e sofferenze intime, che tuttavia non appartengono esclusivamente all’autore, poiché si nutrono di un significato universale. Sono tele attraverso cui emerge il disincanto, la rabbia, ma soprattutto il profondo desiderio di condivisione e partecipazione alla realtà, che negli ultimi anni ha alimentato e ispirato l’ingegno artistico di Walter Pinna.
Ogni quadro diventa così una soglia, un frammento di racconto che si completa solo nell’incontro con chi osserva, offrendosi come uno spunto di riflessione sul nostro tempo.
Presi per mano dall’artista, iniziamo il percorso da Vertigo, un vortice cromatico in cui materia e segno si piegano, si plasmano e si frantumano in un caleidoscopio capace di attrarre lo spettatore. Si prosegue poi con Metropolis, dove pennellate e stratificazioni di colore si sovrappongono, restituendo il ritmo frenetico e incessante del quotidiano; una tensione che riaffiora anche in Contraddizioni, in cui il tratto pittorico lascia spazio a gocce e spasmi di colore su un fondo scuro.
In Realtà applicata, al contrario, la gioiosa luminosità dell’oro viene spezzata, rotta e infine ricomposta da macchie scure simili a esplosioni, come frammenti di dubbio nel mare fluido della tranquillità delle nostre certezze.
In Visione, infine, la luce si trasforma in uno spazio riflettente e rarefatto che, a seconda dello sguardo di chi osserva, può aprirsi come una soglia verso una dimensione oltre il presente oppure ricondurci — novelli Dorian Gray — al confronto con le nostre più intime riflessioni.
Lungo l’intero percorso, seppur in forma silenziosa e intima, affiora una trama musicale sommessa, come un respiro che attraversa le opere e le unisce in un unico fluire: un fil rouge invisibile ma persistente, capace di avvolgere e sostenere la pittura di Walter Pinna. Ne nasce un’esperienza immersiva, in cui i sensi si dilatano e la pittura torna a farsi spazio vivo, luogo di ascolto, di riflessione e di continua interpretazione.
Nessuna delle opere offre, forse, una risposta definitiva alle domande che ci abitano; al contrario, esse restano sospese, aperte, vibranti. Ciò che emerge con forza è la tensione dell’artista a trasfigurare l’esperienza interiore in energia nuova, consegnando allo sguardo di chi osserva il compito di compierla, di darle forma e significato, come un’eco che trova voce solo nell’incontro.
La risposta pittorica di Walter Pinna a tutto questo è L’oro, la musica e il tempo.

