In “Affreschi” di Maddalena Arpa, la parola stende sulle pagine i colori di un’esistenza vissuta senza schermi. L’opera, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore, si configura come un viaggio viscerale che attraversa i territori del mito e i sentieri della realtà quotidiana. «Nella tecnica dell’affresco - rivela l’autrice di Milano - l’abilità va di pari passo con la velocità nell’esecuzione. Questo ben rappresenta il mio processo creativo. L’urgenza di esprimere a parole circoscrivendo l’idea, l’immagine che si impadronisce della mia mente».
Al centro della narrazione poetica vibra la dualità dell’essere: luce e ombra, ferita e guarigione, caduta e risalita. Maddalena Arpa esplora l’esasperazione dei sentimenti umani, dando voce a una forza interiore che sa farsi spazio anche tra le difficoltà. Il suo universo creativo affonda le radici in una dimensione onirica e fanciullesca, dove il confine tra realtà e immaginazione svanisce. Per l’autrice, la poesia non è una semplice osservazione, ma una sorta di incarnazione: proprio come accade sul palcoscenico, dove non si limita a descrivere un personaggio, ma lo indossa, diventando parte integrante. «Le parole sono i confini, solo quando le mastichi d’incanto si forma l’immagine, ascolti la voce del personaggio e ne senti vibrare la musica che esso genera. Così metto in scena il mio mondo onirico». L’opera si trasforma, dunque, in una rappresentazione teatrale su carta, dove il foglio diventa il palco su cui l’autrice proietta il proprio teatro dell’anima.
La struttura metrica riflette questa urgenza di verità: versi brevi e liberi come schegge di pensiero che colpiscono con precisione; assenza di punteggiatura che affida al lettore il ritmo del respiro, in cui il silenzio tra le parole diventa spazio vitale dove ogni emozione può essere compresa. Tra le liriche spicca per intensità “Amore”: «Poesia astratta, ma che ben si attaglia all’amore vero, vivo, chiaro, a volte scuro, ma sempre travolgente: Ora so che ti amo al di là di come tu sia». La silloge è, inoltre, la celebrazione di una consapevolezza femminile che non teme il dolore, ma lo trasforma in uno strumento di emancipazione. Attraverso il coraggio di rialzarsi, la poetessa consegna al lettore un testamento di speranza e autenticità: la dimostrazione che ogni cicatrice può diventare un fregio prezioso. «E’ una raccolta che funziona per come annunciato nel titolo - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore -, non un diario lineare, ma una serie di pannelli emotivi, ciascuno con la propria luce, il proprio odore, la propria ferita».
“Affreschi”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso gli spazi Aletti Editore al Lingotto Fiere, dal 14 al 18 maggio 2026. «Significa passare dalla degnissima bancarella ad una boutique di gran lusso - commenta Maddalena Arpa -. E’ mostrarsi ad un pubblico abituato a masticare poesia, letteratura, e far parte di un ambiente idoneo alla crescita poetica».

