NOTA INTRODUTTIVA
La redazione di Notizie Nazionali ha il piacere e l’onore di intervistare Francesco Fiumarella, direttore artistico del Vince Award, talent scout e figura sempre più centrale nel dibattito sulla valorizzazione del talento e sulla meritocrazia nel sistema culturale italiano.
Ex attore per scelta, nonostante il talento riconosciuto da alcuni registi, Fiumarella ha deciso di intraprendere un percorso diverso: quello di sostenere e valorizzare gli artisti, contribuendo attivamente alla crescita del settore attraverso l’istituzione del Premio Vincenzo Crocitti e un costante impegno nel talent scouting.
È inoltre conosciuto come aforista, pensatore italiano, autore di programmi televisivi, scrittore di canzoni e di riflessioni sulla vita e sulla società, con uno stile diretto, lucido e sempre senza filtri. Per lui l’arte e la cultura rappresentano una vera e propria missione, portata avanti da oltre 20 anni, pur mantenendo separati altri impegni lavorativi al di fuori del mondo artistico.
Da anni impegnato nel denunciare le criticità strutturali del settore e nel proporre soluzioni concrete, Fiumarella si distingue per una visione chiara: costruire un sistema culturale più equo, trasparente e realmente meritocratico.
Intervista:
REDAZIONE CULTURA: Ciao Francesco, è sempre un onore intervistarti, Il tuo recente discorso che abbiamo visto ieri pubblico sui social, ha colpito molto per la sua forza e per il richiamo diretto alla responsabilità collettiva. Considerando che non ti sei mai nascosto nel dire verità scomode, perché hai sentito proprio ora l’urgenza di lanciare questa petizione e fare un intervento così diretto?
FRANCESCO FIUMARELLA: Perché “adesso” è diventato troppo tardi per continuare a rimandare e far capire che non è solo il “Sistema Artistico” ad essere sbagliato come ho sempre affermato. Da anni assistiamo a un progressivo impoverimento del sistema culturale e, soprattutto, a una pericolosa normalizzazione della precarietà. Ho sentito il bisogno di rompere questo schema, di trasformare un malcontento diffuso in consapevolezza collettiva. Non è più il tempo delle analisi silenziose da parte sopratuttto di chi si lamenta ma non agisce concretamente.
Negli anni ho visto troppi talenti fermarsi, rinunciare o essere esclusi non per mancanza di capacità, ma per l’assenza di un sistema che li riconoscesse e anche per la paura che molti artisti “Precari” non noti hanno il timore di esposrsi per i propri diritti, e parlo di quelli che hanno talento da vendere ma invisibili. Questo non è più accettabile.
REDAZIONE CULTURA: Nella tua petizione che consigliamo di firmare, chiedi un cambiamento concreto del sistema. Qual è il nodo principale che oggi blocca davvero il settore? https://c.org/htvqQGn96g
FRANCESCO FIUMARELLA: Il nodo è sia strutturale che culturale. Da un lato abbiamo un sistema che non garantisce stabilità, né accesso equo, né continuità professionale; dall’altro, una mentalità diffusa che accetta tutto questo come inevitabile. Quando oltre il 60% dei lavoratori vive in condizioni di precarietà, non si tratta più di una fase temporanea: è un modello consolidato. E un modello così non può generare futuro, né crescita.
Da anni sostengo che servano regole chiare, criteri trasparenti e soprattutto un cambio di mentalità: smettere di adattarsi e iniziare a pretendere un sistema giusto.
REDAZIONE CULTURA: Hai parlato apertamente di meritocrazia compromessa e di dinamiche legate alle conoscenze. È ancora possibile emergere oggi solo con il talento?
FRANCESCO FIUMARELLA: Il talento da solo non basta più, ed è proprio questo il problema. Dovrebbe essere la base del sistema, non un elemento secondario. Oggi, troppo spesso, diventa decisivo “chi conosci” più di “cosa sai fare”. Questo meccanismo è non solo ingiusto, ma anche profondamente limitante: esclude una quantità enorme di valore reale.Nel mio lavoro ho sempre cercato di creare spazi dove il talento venga valutato in modo oggettivo, misurabile e trasparente. Perché un sistema che non premia il merito è un sistema destinato a perdere qualità.
REDAZIONE CULTURA: Nel tuo discorso hai anche criticato il silenzio degli stessi lavoratori del settore. Non è una posizione dura?
FRANCESCO FIUMARELLA: È una posizione necessaria. Comprendo la paura, la precarietà, il rischio di esporsi. Ma il silenzio ha un costo, e gli artisti lo stanno pagando da anni.L’omertà e la paura non porteranno mai a nulla: non proteggono, ma rafforzano il sistema che si subisce. Ogni volta che si sceglie di non agire, si consolida ciò che si critica. Non si tratta di colpevolizzare, ma di responsabilizzare. Il cambiamento richiede coraggio collettivo. Inoltre non capisco come mai artisti hanno il timore ma di cosa? Di non essere contattati per proposte poco retribuite, ruoli marginali, comparse, figurazioni spaciali e parlo del sistema cinematografico, inoltre essere contattai da finte “Produzioni Indipendenti” che sfruttano attori, attrici e maestranze, per i loro interessi? Ma di questo ne parlerò prossimanete.. Altra piaga da sconfiggere.. E poi tutti gli artisti in ogni ambito che purtroppo non riescono a realizzarsi.. E' assurdo!
REDAZIONE CULTURA: Sei noto per il tuo impegno sulla valorizzazione del talento e sulla meritocrazia. Molti ti considerano un punto di riferimento. Come vivi questa percezione?
FRANCESCO FIUMARELLA: È prima di tutto una responsabilità. So che molti associano il mio nome a queste battaglie, e che vengo visto come un riferimento. Ma non è un titolo che rivendico: è un impegno quotidiano.
Essere considerato un “paladino della meritocrazia artistica” , che come dico sempre mi lusinga, ma non mi importa la definizione, per me la cosa concreta è lavorare ogni giorno per costruire qualcosa di concreto anche per il futuro di chi potrebbe coglierne i frutti, e io essendo padre, mi auguro che mio figlio in ogni cosa voglia fare sia tutelato, cosiderato per il suo valore e talento meritocraticamente che possa essere nel settore artistico o altre professioni. E come lui le generazioni attuali e future. Dobbiamo lasciare un segno per la dignità personale!
La meritocrazia non è uno slogan: è un sistema che va progettato, difeso e reso operativo.
REDAZIONE CULTURA: Come direttore artistico del Vince Award e talent scout, che cambiamento vorresti vedere nei prossimi anni?
FRANCESCO FIUMARELLA: Vorrei vedere più accesso, più trasparenza e un reale investimento sulle nuove generazioni.Non bastano iniziative simboliche: serve un sistema che dia continuità, non solo opportunità isolate.
Da anni sostengo la necessità di costruire una rete professionale sana, che valorizzi il merito in modo misurabile e non discrezionale. Serve passare da un sistema chiuso a uno aperto, capace di integrare davvero i nuovi talenti.
REDAZIONE CULTURA: Il tuo messaggio sembra rivolgersi anche al pubblico. Che ruolo ha chi osserva?
FRANCESCO FIUMARELLA: Il pubblico ha un ruolo fondamentale. Non è passivo: sceglie, sostiene, indirizza.
Ogni scelta, cosa guardare, cosa condividere, cosa supportare, è una forma di partecipazione.
Se il pubblico premia qualità, autenticità e coraggio, il sistema sarà costretto ad adeguarsi. Il cambiamento non riguarda solo chi lavora nel settore, ma anche chi lo vive.
REDAZIONE CULTURA: Parli spesso di “azione concreta”. Cosa significa davvero?
FRANCESCO FIUMARELLA: Significa esporsi, quando serve. Significa sostenere progetti che puntano al cambiamento reale, creare rete senza competizione distruttiva.Ma significa anche dire dei NO: a condizioni inaccettabili, a dinamiche scorrette, a compromessi che sviliscono il proprio lavoro.
L’azione concreta è fatta di scelte quotidiane, anche difficili, ma necessarie. Torniamo a contestare nelle piazze e non tramite social!
REDAZIONE CULTURA: “Nessuno verrà a salvarvi”. È un messaggio pessimista o liberatorio?
FRANCESCO FIUMARELLA: È profondamente liberatorio. Nel momento in cui smetti di aspettare qualcuno, inizi ad agire tu. Il cambiamento non arriva dall’alto per concessione, ma dal basso per necessità. E quando diventa collettivo, diventa inevitabile. Questa consapevolezza è il primo passo verso una vera trasformazione.
REDAZIONE CULTURA: Che futuro immagini per il cinema e la cultura italiana?
FRANCESCO FIUMARELLA: Immagino un futuro più aperto, più dinamico, più giusto.
Un sistema in cui il talento trova spazio senza dover chiedere permesso, in cui lavorare nella cultura e in ogni professione che è un diritto, non significa accettare l’incertezza come destino.
Ma soprattutto un sistema vivo, capace di evolversi. Perché la cultura, quando funziona davvero, non conserva: crea.
Grazie per l'intervista. Un saluto, Francesco Fiumarella.
REDAZIONE CULTURA : Grazie a te Francesco e invitiamo i nostri lettori ad ascoltare il tuo discorso sul tuo profilo instagram ufficiale al seguente link: https://www.instagram.com/reel/DW9XJWlxlNK/?igsh=MWkyZG8xMm1jZHl1aw==
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