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Casa Museo: "Casa Balla" casa d'artista, Roma

Casa di Giacomo Balla, Roma fino al 31 dicembre 2030

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Nel cuore del quartiere Della Vittoria, a Roma, riapre le sue porte uno dei luoghi più sorprendenti e immersivi dell’arte italiana del novecento, la casa di Giacomo Balla, visitabile fino al 31 dicembre 2030. Non si tratta di una semplice dimora storica, ma di un vero e proprio universo creativo, un’opera totale che continua a raccontare, a distanza di decenni, la visione rivoluzionaria del Futurismo. Dopo il grande successo della mostra “Casa Balla. Dalla casa all’universo e ritorno”, l’appartamento di via Oslavia torna ad accogliere il pubblico, offrendo un’esperienza unica, entrare fisicamente nello spazio in cui l’artista visse e lavorò dal 1929 fino alla sua morte, nel 1958. È proprio nell’estate del 1929 che la famiglia Balla, insieme alla moglie Elisa Marcucci e alle figlie Luce ed Elica, entrambe pittrici, si trasferisce in questo appartamento apparentemente ordinario, destinato a trasformarsi in un laboratorio straordinario. Quella che potrebbe sembrare una casa “impiegatizia” si rivela invece un organismo vivo, un ambiente completamente reinventato. Pareti e porte dipinte, mobili decorati, utensili costruiti a mano, abiti progettati e cuciti in casa, ogni elemento contribuisce a una visione coerente e radicale dell’arte come esperienza totale. Nulla è lasciato al caso, nulla è puramente funzionale, ogni oggetto quotidiano diventa occasione di sperimentazione estetica. Casa Balla è, infatti, la traduzione concreta di un’idea fondamentale del Futurismo, espressa nel manifesto della “Ricostruzione futurista dell’universo” del 1915, firmato dallo stesso Giacomo Balla insieme a Fortunato Depero. In queste stanze, l’arte non si limita a essere contemplata, invade ogni aspetto della vita, fondendo estetica e funzionalità in un dialogo continuo. Tavolini, sedie, scaffali, cavalletti, posacenere e persino piatti e piastrelle, spesso realizzati con materiali semplici, si trasformano in oggetti vibranti, ricchi di colore e di energia.
L’appartamento diventa così una vera e propria “officina futurista”, un microcosmo caleidoscopico dove forme e colori costruiscono un ambiente dinamico e immersivo. Qui si respira ancora oggi un’atmosfera sospesa tra arte e vita, capace di restituire con straordinaria immediatezza la poetica balliana. Non è un caso che Casa Balla sia stata, negli anni, anche un importante salotto intellettuale, frequentato da artisti e personalità della cultura. Dopo la scomparsa delle figlie dell’artista negli anni novanta, la casa ha però chiuso le sue porte, rimanendo a lungo un luogo quasi mitico, accessibile solo attraverso racconti e documentazioni. La svolta arriva nel 2004, quando l’abitazione viene dichiarata di interesse culturale dal Ministero della Cultura; da quel momento prende avvio un lungo e complesso lavoro di studio, recupero e messa in sicurezza, reso possibile grazie alla collaborazione tra il MAXXI, la Soprintendenza Speciale di Roma e gli eredi della famiglia Balla. Il risultato di questo impegno è oggi sotto gli occhi dei visitatori, una casa restituita nella sua autenticità, capace di raccontare non solo l’opera di un maestro del Futurismo, ma anche un modo radicale di intendere l’esistenza. Casa Balla non è semplicemente un museo, ma un’esperienza immersiva che permette di comprendere fino in fondo cosa significhi vivere l’arte come progetto totale. In un’epoca in cui il confine tra arte e vita torna a essere oggetto di riflessione, la riapertura di Casa Balla rappresenta un’occasione preziosa, non solo per riscoprire uno dei protagonisti dell’avanguardia italiana, ma anche per interrogarsi su una visione ancora sorprendentemente attuale, capace di trasformare la quotidianità in un gesto creativo continuo. Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara.

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