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“Riflessi d’acqua” di Michelangelo Paglialonga in mostra a Vittorio Veneto

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Sabato 5 marzo 2016, alle 17.30, si è inaugurata presso la storica Trattoria “Alla Cerva” di Vittorio Veneto la mostra personale di pittura “Riflessi d’acqua” di Michelangelo Paglialonga, a cura del prof. Fabio Girardello; essa resterà aperta fino al 31 marzo. Le opere presentate, realizzate ad acrilico, china, olio, visualizzano una varietà di “marine”, tema questo assai caro all’artista originario di Francavilla al Mare.

“In realtà – scrive Fabio Girardello il mare offre all’Autore infinite opportunità per interrogarsi sul rapporto tra mare e luce. Paglialonga racconta la molteplicità dei fenomeni luminosi attraverso sintesi compositive in cui la pittura acquista un valore di puro evento ritmico-cromatico. Paglialonga, figlio d’arte, di professione insegnante, già attivo in numerose manifestazioni artistiche, presenta per la prima volta il risultato di un lavoro condotto negli ultimi mesi, consegnando al pubblico di Vittorio Veneto uno studio figurativo immaginifico sull’elemento dell’acqua”.

Le marine, dipinte secondo chiavi cromatiche e prospettive diverse, hanno a che fare con il suo DNA, con l’affetto per i luoghi domestici, per i momenti soprattutto dell’infanzia e dell’adolescenza trascorsi in mille modi con gli “amici del mare”. Un mare casalingo, dunque, che esercita un’attrazione ipnotica su Michelangelo, che attinge al serbatoio delle sue emozioni per colorare i suoi ricordi, per rivisitarli in un’ottica pressoché nostalgica, quasi desideroso di attualizzarne la memoria mediante un flusso cromatico incredibilmente sfaccettato. Un senso d’appartenenza molto forte caratterizza le opere in mostra, in cui peraltro si coglie una dialettica tra materia e luce, tra cielo e mare, tra giorno e notte, e altresì una tensione interiore verso un equilibrio tra gli opposti. Si tratta d’un astrattismo cromatico che parte dal dato fenomenico, o meglio naturalistico, per trascenderlo e sublimarlo in una ricerca artistica caratterizzata dal dinamismo del colore e da un segno grafico d’indiscusso valore.

Interpretando la realtà, Paglialonga getta uno sguardo introspettivo per scorgere il significato e il mistero della vita, dell’esistenza; egli si serve di forme iconiche e aniconiche prevalentemente per alludere piuttosto che descrivere. L’artista, insomma, conduce l’osservatore dei suoi lavori lungo un viaggio immaginifico, quasi onirico, nel suo mondo interiore, lo guida e lo accompagna nei passaggi salienti ed articolati dalla malinconia all’ottimismo, dal buio della notte alla luce del giorno riflessa sull’acqua, da tutta la serie dei suoi alberi alle “marine senza tempo”, dai geometrismi dei “punti e linea” alla gestualità dei lavori informali. Un’arte gradevole, riposante, quella del nostro pittore, che invita il fruitore a sognare, a godere di certe atmosfere, ad allargare come per incanto gli orizzonti mentali e andare oltre le “vedute” convenzionali, cui spesso siamo abituati, per comprendere l’essenza delle cose, i significati più veri e autentici dell’esistenza.

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