Al New Institute di Rotterdam i funghi diventano protagonisti inattesi del dibattito su design, architettura e futuro. La mostra d'arte Funghi, Anarchist Designers resterà aperta al pubblico fino al 9 agosto 2026, ospitata nel Museo olandese di Architettura, Design e Cultura Digitale noto per la sua attenzione ai temi più interessanti della contemporaneità. Come suggerisce il titolo, l’esposizione mette al centro i funghi, organismi affascinanti, capaci di incarnare allo stesso tempo una minaccia concreta e una risorsa sorprendente. Nei Paesi Bassi, infatti, i funghi sono spesso associati a problemi strutturali seri, si stima che circa un milione di abitazioni sia potenzialmente a rischio a causa della loro proliferazione sui pali di legno che sorreggono le fondamenta, lentamente erosi dall’azione micotica. Ma è proprio questa capacità di trasformare e colonizzare la materia che negli ultimi anni ha attirato l’interesse di designer, architetti e ricercatori. Curata dall’antropologa Anna Tsing e dall’architetta e artista Feifei Zhou, la mostra affronta il mondo dei funghi come se fosse una vera e propria pratica progettuale alternativa. I miceli, con la loro crescita cooperativa, vengono presentati come “designer anarchici”, sistemi intelligenti, decentralizzati, capaci di suggerire nuovi modelli di produzione, costruzione e convivenza. Il percorso espositivo si articola attraverso installazioni per lo più interattive, opere d’arte e progetti di ricerca che esplorano le potenzialità dei funghi nell’ambito del design di oggetti, dei materiali sostenibili e persino dell’architettura. Dai biomateriali autoportanti alle strutture coltivate anziché costruite, Funghi: Anarchist Designers invita il pubblico a ripensare radicalmente il rapporto tra esseri umani, ambiente e progetto. Più che una semplice mostra tematica, l’esposizione si configura come una piattaforma di riflessione critica su come potremmo imparare dai funghi a progettare in modo più collaborativo e sensibile agli ecosistemi. Un invito, in definitiva, a guardare sotto la superficie delle cose, là dove il micelio crea le sue reti invisibili e ridisegna il futuro. Nota critica del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia Statale di Belle Arti di Carrara.

