Ha aperto al pubblico nel 2006, pochi anni dopo la scomparsa di Achille Castiglioni avvenuta nel 2002, lo Studio Museo dedicato al grande architetto e designer milanese. Nato da un accordo tra gli eredi Castiglioni e la Triennale di Milano, lo spazio ha l’obiettivo di raccontare ai visitatori non solo i progetti, ma soprattutto il metodo e le storie che hanno reso Achille Castiglioni una delle figure chiave del design del Novecento. La visita si svolge in un elegante appartamento di fine Ottocento, trasformato in una vera e propria macchina del tempo che attraversa oltre cinquant’anni di design made in Italy. Qui prendono forma oggetti entrati nell’immaginario collettivo: dalle lampade Arco e Toio per Flos alle sedie Mezzadro e Sella per Zanotta, fino ai posaceneri progettati per Alessi. Classici intramontabili, ancora oggi prodotti dalle grandi aziende italiane, reinterpretati grazie a nuovi materiali e tecnologie ma fedeli all’idea originaria. Lo Studio Museo custodisce un patrimonio vastissimo di invenzioni, schizzi e disegni, ordinati e digitalizzati da chi ha lavorato a stretto contatto con Castiglioni. Un lavoro di archiviazione che ha portato, negli anni successivi, alla nascita della Fondazione Achille Castiglioni, punto di riferimento internazionale per lo studio della sua opera. La maggior parte delle creazioni risale alla seconda metà del Novecento, periodo in cui Castiglioni sviluppò un’attività progettuale intensa e trasversale, capace di spaziare dall’architettura all’urbanistica, dal design agli allestimenti, in dialogo ideale con figure come Franco Albini e Vico Magistretti. Il percorso museale mette in luce l’iter progettuale di Castiglioni: idee semplici, un’ironia sottile e un gusto del bello profondamente milanese. È il dietro le quinte del design quotidiano, quello che si nasconde, per esempio, dietro un interruttore della luce che usiamo ogni giorno senza sapere che porta la sua firma. Tra le stanze più suggestive, quella dedicata ai prototipi e ai modellini, l’area dei tecnigrafi e lo spazio che raccoglie oggetti di uso comune collezionati dal designer e utilizzati durante le sue lezioni al Politecnico per spiegare il senso profondo del progetto. Numerosi anche i riconoscimenti, sia in ambito accademico sia creativo. Castiglioni ottenne la Cattedra presso la Facoltà di Architettura di Torino fino al 1980, poi a Milano fino al 1993 come professore ordinario di “Disegno Industriale”. Sul piano creativo ricevette per ben nove volte il Compasso d’Oro, uno dei massimi premi del design italiano. Le sue opere fanno oggi parte delle collezioni permanenti dei più importanti musei del mondo: dal MoMA di New York al Victoria and Albert Museum di Londra, dall’Israel Museum di Gerusalemme al Vitra Design Museum di Weil am Rhein, fino ai musei di arte applicata di Amburgo e Colonia. Lo Studio Museo Achille Castiglioni resta così non solo un luogo di memoria, ma uno spazio vivo, capace di raccontare come il design possa nascere dall’osservazione della realtà e trasformarsi in cultura condivisa. Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell' Accademia Statale di Belle Arti di Carrara.

