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Valerio Zezur e la materia che ricorda: quando l’arte diventa una forma di verità

Arte contemporanea, materia e identità

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Nel lavoro di Valerio Zezur la materia non è mai neutra. Ogni superficie, ogni strato, ogni imperfezione racconta qualcosa che viene da lontano. È un’arte che non cerca la bellezza come fine, ma la verità come necessità. Ed è la stessa urgenza che attraversa il suo libro autobiografico, Dentro l’incubo, oltre il buio, oggi disponibile anche al pubblico.

Zezur lavora con materiali poveri, spesso di recupero: gesso, acrilico, sabbia, legno, metallo. Superfici segnate, irregolari, stratificate. Non c’è volontà di nascondere lo strappo, anzi: è proprio lì che l’opera prende senso. La materia diventa archivio emotivo, luogo in cui il vissuto si deposita senza bisogno di essere spiegato.

Questo approccio non nasce da una ricerca estetica astratta, ma da un’esperienza personale complessa. Nel libro, l’artista racconta l’infanzia in Ucraina, la perdita precoce della madre, l’orfanotrofio, l’arrivo in Italia e le difficoltà dell’adolescenza. È una storia che non viene “illustrata” dalle opere, ma che continua a esistere attraverso di esse. Scrittura e pittura procedono su binari paralleli, come due linguaggi che rispondono alla stessa domanda: come restare interi dopo essere stati spezzati?

Nelle opere di Zezur non c’è narrazione lineare. Ci sono segni, abrasioni, pesi. La superficie non è mai liscia, mai rassicurante. È un’arte che chiede tempo e attenzione, proprio come il libro. Non si concede a una fruizione rapida, ma invita a fermarsi, a osservare, a sentire.

Oggi Valerio Zezur vive e lavora in Veneto, nel Polesine. Un territorio che entra nel suo lavoro in modo silenzioso, come spazio di equilibrio conquistato. Qui l’artista ha scelto di restare, di costruire un presente fatto di lavoro quotidiano e di ricerca, lontano dalle scorciatoie del mercato e dalle semplificazioni narrative.

Il libro Dentro l’incubo, oltre il buio diventa così una chiave di lettura per comprendere l’intero percorso artistico. Non come spiegazione didascalica, ma come contesto umano. È un testo che permette di entrare nel lavoro di Zezur senza mediazioni, restituendo all’arte la sua funzione primaria: essere un luogo di verità condivisa.

Il volume è disponibile sul sito ufficiale dell’autore:
? https://www.valeriozezur.it/dentro-lincubo-oltre-il-buio/

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