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Mostra d'Arte "Maria Lai, Albrecht Dürer". Il respiro di un viaggio.

Museo CaMuc, Ulassai (Nuoro), fino al 15 marzo 2026

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Il Comune di Ulassai diventa crocevia di un viaggio, la mostra  che fino al 15 marzo 2026, mette in dialogo due figure apparentemente lontane ma sorprendentemente affini, Albrecht Dürer e Maria Lai. Ospitata tra la Stazione dell’Arte e il Museo CaMuC, l’esposizione rappresenta uno degli appuntamenti più intensi e originali del panorama culturale sardo, capace di intrecciare cinque secoli di storia dell’arte in un unico, coerente percorso di senso. Curata da Marco Peri e Luca Baroni, la mostra propone un confronto che va oltre la dimensione cronologica per concentrarsi su affinità profonde, il valore del segno come strumento di conoscenza, la tensione spirituale, il rapporto con il mistero e con l’immaginazione. Da un lato, oltre trenta opere originali di Albrecht Dürer, maestro assoluto del Rinascimento europeo, provenienti da prestigiose collezioni private; dall’altro, una selezione significativa dei lavori di Maria Lai, artista sarda di rilevanza internazionale, la cui ricerca poetica e concettuale continua a parlare con forza al presente. Le incisioni di Dürer, tra cui Melencolia I, Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo, Il figliol prodigo e il celebre Mostro Marino, restituiscono tutta la complessità di un artista capace di fondere rigore formale, profondità psicologica e visione simbolica. Innovatore straordinario, Dürer seppe unire l’eredità gotica alla nuova sensibilità umanistica, dando forma a un linguaggio che ha segnato in modo indelebile la storia dell’immagine occidentale. La sua attenzione alla natura, al corpo umano e ai moti dell’animo emerge con forza in opere che ancora oggi interrogano lo sguardo contemporaneo. In risonanza con questo universo visionario si collocano le opere di Maria Lai; i Libri cuciti, i Presepi, le ceramiche, i Pani e la suggestiva Via Crucis del filo bianco testimoniano una pratica artistica capace di trasformare materiali umili in dispositivi di forte intensità evocativa. Radicata nelle tradizioni arcaiche della Sardegna ma aperta a una dimensione universale, l’opera di Lai introduce un tempo sospeso, un altrove poetico che dialoga in modo sorprendente con la precisione simbolica e formale di Dürer. Il titolo della mostra sintetizza efficacemente il senso del progetto. Il “respiro” è inteso come soffio vitale, ritmo interiore, presenza invisibile che anima l’opera; il “viaggio” come esperienza fisica e spirituale, apertura alla trasformazione e alla conoscenza; attraverso questo doppio movimento, l’esposizione fa emergere corrispondenze inattese e restituisce la continuità delle grandi questioni dell’arte, il tempo, la spiritualità, il mistero, la capacità dell’immaginazione di generare senso. La forza dell’iniziativa risiede anche nel contesto che la ospita. Il Museo CaMuC e la Stazione dell’Arte di Ulassai, luoghi profondamente identitari e carichi di memoria, diventano lo spazio ideale per accogliere un dialogo che attraversa i secoli. Come sottolinea Marco Peri, direttore della Stazione dell’Arte, il progetto si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione dell’eredità di Maria Lai, in vista del ventesimo anniversario dell’apertura della Fondazione nel 2026, un anno che sarà scandito da nuove mostre, iniziative speciali e da un costante rinnovamento del percorso espositivo permanente. Promossa dal Comune di Ulassai, prodotta dalla Fondazione Stazione dell’Arte con il supporto organizzativo di Comediarting e la collaborazione di Arthemisia per la comunicazione e la promozione, la mostra d'arte è finanziata dall’Unione Europea attraverso NextGenerationEU dedicato alla rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi. Il respiro di un viaggio non è solo una mostra d'arte, ma un’esperienza che invita il pubblico a rallentare, osservare e lasciarsi coinvolgere. Un attraversamento poetico tra passato e presente che riafferma il potere dell’arte di aprire spazi di pensiero, emozione e possibilità, parlando con sorprendente intensità anche al nostro tempo. Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia Statale di Belle Arti di Carrara.

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