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Dalle botteghe di Taormina alla Mostra del Cinema di Venezia: Virginia Vadalà racconta una storia di famiglia trasformata in gioielli, emozioni e nuove visioni

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Ci sono attività che nascono da un progetto imprenditoriale e altre che, invece, diventano parte della propria identità. È il caso di Virginia Vadalà, che porta avanti una storia familiare iniziata oltre cinquant’anni fa a Taormina, quando il padre Salvatore Vadalà diede vita alla prima attività artigianale. Cresciuta tra il banco da lavoro, le vetrine e i materiali da trasformare in piccoli capolavori, Virginia ha raccolto un’eredità fatta di manualità, creatività e amore per il territorio, trasformandola nel proprio percorso professionale.

Oggi, alla guida de L’Artigianato del Corallo, Virginia continua a custodire il valore della tradizione attraverso una ricerca costante della qualità e una particolare attenzione alla trasparenza e alla lavorazione artigianale. Il corallo, materia viva e preziosa, diventa così molto più di un elemento decorativo: è memoria, identità, emozione. La sua partecipazione al Gran Galà delle Celebrità durante la Mostra del Cinema di Venezia rappresenta per Virginia un importante traguardo personale e una nuova occasione per aprire il proprio mondo a collaborazioni, moda, cinema e nuove contaminazioni.

Benvenuta! Com’è nata la tua realtà imprenditoriale e qual è oggi la visione che guida il tuo lavoro? C’è un valore o un elemento che ritieni rappresenti maggiormente ciò che fai e che ti distingue nel tuo settore?

«Mi chiamo Virginia Vadalà e porto avanti una storia iniziata oltre cinquant’anni fa tra le vie di Taormina e le sfumature rosso fuoco del corallo mediterraneo.

Tutto è cominciato nel 1972, quando mio padre, Salvatore Vadalà, ottenne la sua prima licenza artigianale. Era appena rientrato dal Brasile, dove aveva vissuto per anni e dove si occupava di tutt’altro. Tornato in Sicilia, però, seppe reinventarsi: iniziò lavorando il legno, scolpendo figure popolari, santi e carabinieri. Prendeva un pezzo grezzo e, attraverso la forza dell’immaginazione, lo trasformava in qualcosa di unico. In poco tempo nacque il nostro negozio, che ancora oggi vive grazie alle sue mani, alla sua visione e anche attraverso di me.

Siamo arrivati ad avere tre negozi a Taormina, tutti gestiti in famiglia, e io sono cresciuta proprio in quell’ambiente. A cinque anni già infilavo le prime perline. Mio padre mi sfidava e io, che sono sempre stata molto competitiva, mi impegnavo al massimo. Non lo vivevo come un lavoro, ma come un gioco. E proprio attraverso quel gioco ho imparato un mestiere che oggi è la mia vita.

Poi è arrivato il corallo, che è diventato parte di me. È un materiale vivo, potente, imperfetto come lo siamo tutti. Emana calore, forza e identità. Ogni ramo è diverso dall’altro e proprio per questo è unico. Dal 2005 ho preso in mano l’attività e ho continuato a portare avanti questa eredità familiare.

Oggi ciò che mi distingue è soprattutto la trasparenza, unita a una ricerca quasi ossessiva della qualità. Il corallo è una materia viva e una specie protetta che merita rispetto, consapevolezza e responsabilità. Il mio è un lavoro creativo, ma allo stesso tempo meticoloso e rigoroso: proprio come me.»

Guardando ai prossimi anni, quali sono gli obiettivi più importanti che ti sei posto? Ci sono nuovi progetti, investimenti o novità che puoi già anticiparci?

«Il mio obiettivo rimane e rimarrà sempre quello di preservare l’autenticità della mia attività, tanto amata dai miei genitori e oggi portata avanti da me e da mio figlio.

Essere qui al Festival del Cinema di Venezia, da cinefila e amante della moda, rappresenta già per me un importante traguardo e spero possa essere l’inizio di nuove collaborazioni e, perché no, l’occasione per poter tornare anche negli anni a venire.

Tra i miei progetti futuri c’è sicuramente l’incontro tra il costume tradizionale siciliano e il gioiello. Stiamo ultimando la creazione di tradizionali coffe siciliane arricchite con pietre preziose e coralli. I primi modelli hanno già riscosso grande apprezzamento da parte della clientela invitata a Taormina in occasione di un importante evento estivo organizzato da una delle più prestigiose case di moda italiane.»

Essere qui, in un contesto internazionale come la Mostra del Cinema di Venezia, significa anche incontrare persone, realtà e mondi diversi. Che cosa ti aspetti da questa esperienza e quali opportunità vorresti riuscire a trasformare in nuovi progetti per il tuo business?

«Tengo la porta aperta a nuove collaborazioni, eventi e sfilate. Amo questo mondo, che ho sempre osservato da lontano desiderando di poterne fare parte.

Spero di conoscere realtà e figure di rilievo che possano appassionarsi al mio prodotto e con le quali condividere rapporti personali e professionali destinati ad arricchire il mio quotidiano. Credo molto nel valore degli incontri e nelle possibilità che possono nascere quando persone provenienti da mondi diversi riescono a condividere passioni, idee e visioni.»

Il cinema, così come l’imprenditoria, nasce spesso da una visione, da un’idea e dalla capacità di trasformarla in una storia. C’è un film, un regista o un personaggio del cinema che ti ha particolarmente ispirato e nel quale ritrovi qualcosa del tuo percorso personale o professionale?

«Assolutamente. Il mio film preferito è Non ti muovere, diretto e interpretato da Sergio Castellitto insieme a Penelope Cruz. È un film molto fedele al libro da cui è tratto, un libro che custodisco gelosamente perché è stato uno degli ultimi regali ricevuti da mio marito, venuto a mancare improvvisamente qualche tempo dopo la serata che avevamo trascorso insieme al cinema guardando proprio questo film.

Mi è rimasta impressa una frase che porto sempre con me: “Chi ti ama c’è sempre”. Per me lui è sempre con me.

Ed è proprio questo legame tra gioiello e memoria che sento profondamente. I miei gioielli nascono con amore e con il pensiero che qualcuno li desidererà o li riceverà in regalo. Ognuno può immortalare un ricordo, un particolare, un profumo, un viaggio o una persona.

Per questo il mio lavoro è così importante per me: i gioielli nascono con amore e con altrettanto amore vengono indossati.»

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