Nella Sala stampa della Camera dei Deputati si è tenuta la conferenza sul tema “AI Act, regolamentazione nazionale sull'intelligenza artificiale e Modello 231” in vista della scadenza del 2 agosto 2026: un incontro tecnico dedicato all'integrazione tra la governance dell'Intelligenza Artificiale e il perimetro di responsabilità del Modello 231, voluta dall’On. Nicola Carè, da sempre vicino alle imprese avendo lavorato per decenni con la camere di commercio italiane all'estero e Componente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati e Componente dell’Assemblea parlamentare NATO che ha aperto i lavori rappresentando all’uditorio, composto per lo più da esponenti dell’area legale del mondo delle imprese di trovarci “in un momento decisivo per la governance dell’intelligenza artificiale: l’AI non è più solo tecnologia, ma organizzazione, responsabilità e fiducia. L’incontro mette in dialogo AI Act, disciplina nazionale e Modello 231, evidenziando come la compliance possa diventare un fattore di competitività. L’obiettivo è comprendere come imprese, organi di controllo e funzioni aziendali possano governare i nuovi rischi trasformando un obbligo normativo in un’opportunità di crescita. Innovare, oggi, significa farlo con legalità, controllo e responsabilità”.
Renato Loiero, consulente economico del Presidente del Consiglio dei Ministri ha puntualizzato come l’intelligenza artificiale è fondata sul principio antropocentrico: “deve essere al servizio della persona e mai sostituirne autonomia, dignità e capacità decisionale. La tecnologia deve supportare il giudizio umano, non rimpiazzarlo, garantendo sempre supervisione, trasparenza e possibilità di intervento. L’uomo resta il titolare delle decisioni e della tutela dei diritti fondamentali”. Ha proseguito rappresentando come "è questa centralità della persona che distingue un’innovazione realmente affidabile da una mera automazione dei processi”. I relatori sono stati moderati dall’avv. Alessandro Parrotta che ha composto il tavolo di discussione su mandato dell’On. Carè. L’Avv. Daniele Ciccolo, General Counsel di Telepass Group ha spiegato come l’intelligenza artificiale “non introduce solo nuovi strumenti, ma nuovi rischi-reato rilevanti ai fini del d.lgs. 231/2001, destinati a incidere trasversalmente su numerosi reati presupposto. La risposta non consiste nell’ampliare automaticamente la responsabilità dell’ente, bensì nell’evolvere il Modello 231 attraverso una governance dell’IA fondata su presidi organizzativi, supervisione umana e conformità all’AI Act”. La tesi centrale dell’Avv. Ciccolo è che la compliance AI rappresenti oggi una misura concreta di prevenzione della responsabilità 231 e della colpa di organizzazione. La Dr.ssa Elisabetta Arrabito, Responsabile Presidio 231 e Segretario OdV di Sogin ha esposto un approccio operativo all’integrazione tra AI e Modello 231, evidenziando come “entrambi condividano la medesima logica di governo preventivo del rischio. Il Modello 231 deve diventare l’infrastruttura organizzativa della governance dell’IA, mediante mappatura dei sistemi, aggiornamento del risk assistmen, nuovi flussi verso l’OdV, formazione e controlli sui processi decisionali supportati dall’intelligenza artificiale”. Il messaggio conclusivo è che la vera sfida non è tecnologica, ma organizzativa e culturale.
In chiusura dei lavori ha preso la parola il Dr. Carlos Montagnini, Country Manager di Leaders League che ha annotato come il tavolo tecnico di confronto tra istituzioni ed imprese sia il terreno ottimale per sviluppare linee operative volte a regolamentare al meglio le prossime frontiere, quale l’IA. L’Avv. Alessandro Parrotta si è concertato sulla 231: la vera sfida non è governare l’intelligenza artificiale quando il danno si è già verificato, ma “prevenire quella che il nostro ordinamento definisce colpa di organizzazione. Oggi la capacità di un’impresa di dimostrare di aver previsto, valutato e governato i rischi derivanti dall’IA rappresenta il nuovo parametro della diligenza organizzativa. Il Modello 231 è chiamato a evolversi da strumento di difesa processuale a leva strategica di governance, perché la migliore tutela della responsabilità dell’ente resta, oggi come ieri, una sola: la prevenzione”. I contributi dei relatori saranno consegnati al Legislatore per le valutazioni collegate all’iter parlamentare.

