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Dieci anni di Pasta d’Autore: la bottega di famiglia che ha trasformato la pasta fresca a Milano

Dal laboratorio di famiglia di corso di Porta Ticinese alla guida dei fratelli Rognoni: i dieci anni di Pasta d’Autore raccontano l’evoluzione di una bottega milanese diventata punto di riferimento per la pasta fresca pe

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A Milano, in una città dove la ristorazione cambia velocemente e i format si rincorrono, ci sono realtà che scelgono una direzione opposta: consolidare, semplificare, restare riconoscibili. È il caso di Pasta d’Autore, che celebra i suoi primi dieci anni di attività confermando un modello costruito su continuità familiare, cucina artigianale e personalizzazione dell’esperienza.

Nato nel 2016 in corso di Porta Ticinese da un’intuizione di Enrica Fantelli insieme alla madre Lucia Ceresa, il progetto ha preso forma senza provenire dal tradizionale mondo della ristorazione. Alla base, piuttosto, c’era una cucina domestica fatta di ricette tramandate, manualità quotidiana e attenzione quasi sartoriale al prodotto. Un’impostazione che, nel tempo, ha trasformato una piccola bottega specializzata in pasta fresca in una realtà consolidata del panorama gastronomico milanese.

Oggi alla guida ci sono i fratelli Matteo e Nicholas Rognoni, che hanno raccolto il testimone familiare dopo il periodo post-pandemico, scegliendo di preservare l’identità originaria del locale anziché ridefinirla. Una continuità evidente soprattutto nel rapporto diretto con il cliente e nella centralità del lavoro artigianale, ancora visibile grazie alla cucina a vista.

Il piatto che più rappresenta questa filosofia resta il Raviolo al brasato, diventato negli anni una vera firma identitaria del locale. Nato inizialmente come preparazione familiare destinata alle occasioni speciali, il raviolo è stato trasferito a Milano senza modifiche sostanziali: sfoglia fresca quotidiana, ripieno intenso, lunga lavorazione e una ricetta rimasta invariata nel tempo. In un contesto gastronomico spesso orientato alla reinterpretazione continua, Pasta d’Autore sceglie invece la fedeltà alla propria memoria culinaria.

Proprio questa coerenza è diventata uno degli elementi distintivi del format. Il cliente può costruire il proprio piatto scegliendo formato e condimento tra diverse combinazioni di paste fresche, ravioli, gnocchi e sughi. Un sistema semplice ma efficace, che negli anni ha contribuito a rendere riconoscibile il marchio, trasformando il concetto di personalizzazione in una componente centrale dell’esperienza gastronomica. La firma in corsivo sul piatto completa simbolicamente l’idea: rendere ogni cliente “autore” della propria scelta.

Accanto alla pasta fresca, l’offerta si è progressivamente ampliata mantenendo una linea coerente con l’identità iniziale. Tra i punti fermi restano il tiramisù, presente sin dagli esordi, e l’introduzione della pizza napoletana cotta in forno a legna, inserita senza alterare l’impianto originario del progetto. L’obiettivo dichiarato è rimasto quello di garantire qualità uniforme e immediatezza, indipendentemente dal prodotto scelto.

Un passaggio decisivo arriva nel 2020 con l’espansione del locale in uno spazio da circa 110 coperti, segnando il passaggio da attività di quartiere a realtà più strutturata. Eppure, anche nella crescita, Pasta d’Autore continua a mantenere la dimensione relazionale e familiare che ne ha definito l’identità fin dall’inizio.

A sintetizzare questo approccio è il claim scelto dal locale: “Il piacere a modo nostro”. Una formula che, dopo dieci anni, racconta ancora la volontà di costruire un’esperienza gastronomica accessibile, riconoscibile e profondamente legata alla dimensione della cucina di casa.

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