Ricerca, clinica e organizzazione sanitaria nella gestione moderna del linfedema
Il 6 marzo 2026 il Teatro Naselli di Comiso, in provincia di Ragusa, ha ospitato il congresso scientifico “Linfedema Talk”, organizzato in occasione del World Lymphedema Day 2026, una giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione e alla ricerca sulle patologie del sistema linfatico. L’evento ha rappresentato un momento di confronto scientifico di grande rilievo, riunendo medici, ricercatori, chirurghi vascolari, specialisti in riabilitazione, infermieri e professionisti sanitari impegnati nello studio e nella cura del linfedema.
Il congresso si è svolto sotto la presidenza del dottor Costantino Eretta, attuale presidente di S.O.S. Linfedema, con la presidenza locale della dottoressa Sara Lanza di Ragusa. L’iniziativa si inserisce nel percorso scientifico e associativo portato avanti negli anni da Francesco Forestiere, figura storica della linfologia italiana, ex presidente e fondatore di OSL Infedema, che ha svolto un ruolo fondamentale nella promozione della conoscenza e della tutela dei pazienti affetti da linfedema. Grazie all’impegno di queste figure e alla collaborazione di numerosi centri clinici e universitari, il congresso ha rappresentato un’occasione di dialogo multidisciplinare tra diverse competenze scientifiche e cliniche.
La giornata di studio è stata strutturata in più sessioni tematiche dedicate ai principali aspetti della patologia: epidemiologia, genetica, diagnostica per immagini, terapia conservativa, chirurgia, riabilitazione e organizzazione dei servizi sanitari. La presenza di esperti provenienti da molte regioni italiane e dall’estero ha contribuito a creare un contesto di confronto scientifico particolarmente ricco.
L’apertura dei lavori e la lectio magistralis del professor Paolo Zamboni
Dopo la registrazione dei partecipanti e i saluti delle autorità locali, i lavori congressuali sono stati ufficialmente aperti dal dottor Costantino Eretta e dalla dottoressa Sara Lanza, che hanno sottolineato l’importanza di una rete clinica e scientifica dedicata alla diagnosi e alla gestione del linfedema, patologia cronica spesso sottodiagnosticata ma responsabile di importanti conseguenze sulla qualità della vita dei pazienti.
Il momento inaugurale del congresso è stato rappresentato dalla lectio magistralis del professor Paolo Zamboni, dell’Università di Ferrara e presidente del comitato scientifico di S.O.S. Linfedema. La relazione, dal titolo “La circolazione linfatica fra le stelle”, ha presentato uno dei filoni di ricerca più affascinanti della fisiopatologia moderna: lo studio della circolazione linfatica negli astronauti durante le missioni spaziali.
Nel suo intervento, il professor Zamboni ha illustrato i risultati delle ricerche condotte in collaborazione con la NASA sul comportamento del sistema linfatico in condizioni di microgravità. Gli studi effettuati sugli astronauti hanno evidenziato come l’assenza di gravità alteri profondamente la distribuzione dei fluidi corporei, causando fenomeni di congestione e stasi nel distretto cefalico. In questo contesto è stato osservato un quadro fisiopatologico caratterizzato da alterazioni del drenaggio linfatico e venoso, con conseguente aumento della pressione nei tessuti perioculari e sviluppo di modificazioni retiniche.
Queste alterazioni sono state associate a una sindrome ormai ben riconosciuta nella medicina spaziale, nota come Spaceflight Associated Neuro-ocular Syndrome (SANS), che include cambiamenti anatomici della retina, edema del nervo ottico e alterazioni visive. Il professor Zamboni ha illustrato come i meccanismi di stasi linfatica possano contribuire a tali fenomeni, aprendo nuove prospettive di ricerca sul ruolo del sistema linfatico nella regolazione dei fluidi intracranici e oculari.
L’esperienza maturata attraverso la collaborazione con la NASA ha quindi permesso di sviluppare modelli fisiopatologici innovativi che potrebbero avere implicazioni anche nella medicina terrestre, in particolare nello studio delle patologie caratterizzate da alterazioni del drenaggio linfatico e della microcircolazione.
Epidemiologia, registri clinici e genetica del linfedema
La prima sessione scientifica del congresso è stata presieduta dalla dottoressa Sara Lanza e moderata dal dottor Claudio Cubisino di Ragusa. Gli interventi hanno affrontato temi fondamentali per la comprensione epidemiologica della malattia e per lo sviluppo di strumenti diagnostici avanzati.
La dottoressa Benedetta Giannasio, di Firenze, ha discusso il ruolo dei centri certificatori e l’importanza dei registri nazionali nella raccolta dei dati clinici sul linfedema. La creazione di database affidabili rappresenta infatti uno strumento essenziale per comprendere la diffusione reale della patologia, migliorare la diagnosi precoce e orientare le politiche sanitarie.
Il dottor Costantino Eretta ha successivamente presentato l’esperienza ligure nella gestione del registro delle malattie rare, mettendo in evidenza le difficoltà operative e organizzative che spesso accompagnano la raccolta sistematica dei dati clinici.
La sessione si è conclusa con l’intervento del dottor Matteo Bertelli, del centro MAGI dedicato alla genetica del linfedema. La relazione ha illustrato i progressi compiuti negli ultimi anni nell’identificazione dei geni coinvolti nelle forme ereditarie della malattia. L’analisi genetica sta infatti assumendo un ruolo sempre più importante nella diagnosi delle forme primarie di linfedema e nella comprensione dei meccanismi molecolari che regolano lo sviluppo del sistema linfatico.
Diagnostica per immagini e valutazione strumentale del sistema linfatico
La seconda sessione, presieduta dal dottor Renzo Lombardi di Firenze e moderata dal dottor Alessandro Busetto di Venezia, è stata dedicata alle tecniche diagnostiche utilizzate nella valutazione del linfedema.
La dottoressa Soccorsa Morano, di Reggio Calabria, ha presentato una relazione sulla linfoscintigrafia e sul confronto con la fluoroscopia mediante verde indocianina, due metodiche che consentono di studiare in modo funzionale il sistema linfatico.
Il dottor Giuseppe Sicuso, di Comiso, ha approfondito il ruolo dell’ecografia dei tessuti molli nella diagnosi del linfedema e delle patologie correlate, sottolineando come l’ecografia rappresenti uno strumento fondamentale per identificare modificazioni strutturali nei tessuti sottocutanei.
Il dottor Giovanni Adamo, di Modica, ha invece illustrato le modalità di esecuzione dell’ecocolordoppler nel linfedema e i principali parametri diagnostici da considerare durante l’esame.
Complicanze cutanee e gestione clinica del paziente
La terza sessione, presieduta dal dottor Costantino Eretta e moderata dalla dottoressa Serena Gabbrielli di Sarzana, ha affrontato le complicanze cliniche del linfedema.
Il dottor Renzo Lombardi ha presentato le strategie terapeutiche per le ulcere linfatiche, discutendo l’impiego di medicazioni avanzate e l’utilizzo di cellule mononucleate nei processi di rigenerazione tissutale.
La dottoressa Ornella Forma, di Milano, ha illustrato il ruolo dell’assistenza infermieristica nella gestione dei pazienti con linfedema complicato da ulcerazioni degli arti.
Il dottor Simone Lissandrello, di Siracusa, ha infine affrontato le problematiche podologiche nei pazienti affetti da linfedema, evidenziando l’importanza della prevenzione delle infezioni e delle complicanze cutanee.
Riabilitazione, compressione elastica e organizzazione dei centri linfologici
La quarta sessione è stata presieduta dalla professoressa Alessia Giaquinta di Catania e moderata dal professor Raul Mattassi di Milano e dal dottor Andrea Li Destri di Vittoria.
La dottoressa Salvina Chiarandà, di Comiso, ha illustrato le principali strategie riabilitative per il trattamento del linfedema secondo le linee guida internazionali.
Il dottor Domenico Corda, di Pavia, collegato da remoto, ha discusso l’importanza dell’approccio multidisciplinare nella gestione della malattia.
La dottoressa Sara Lanza ha presentato un intervento dedicato alla creazione di centri linfologici specializzati, evidenziando il ruolo delle strutture territoriali nella gestione integrata del paziente.
Il dottor Mirko Tessari, di Ferrara, ha analizzato l’utilizzo dell’elastocompressione nei pazienti complessi, mentre la dottoressa Chiara Iacono, di Ragusa, ha approfondito il valore della contenzione elastica nella terapia del linfedema. Il dottor Giammarco Pellegrino, di Siracusa, ha infine illustrato gli errori più frequenti nell’utilizzo delle tecniche compressive.
Chirurgia del linfedema e nuove prospettive terapeutiche
La quinta sessione, presieduta dal professor Pierfrancesco Veroux di Catania e moderata dal dottor Claudio Bianchi di Sarzana, ha esplorato le più recenti evoluzioni della chirurgia del linfedema.
Il professor Guido Gabriele, della Link Campus University di Roma, ha presentato una relazione sull’evoluzione delle tecniche chirurgiche nel trattamento della patologia.
Il professor Raul Mattassi, di Milano, ha discusso il tema delle malformazioni linfatiche, mentre il dottor Guido Giacalone, dal Belgio, ha illustrato le sinergie tra chirurgia e riabilitazione nella gestione del linfedema.
Il dottor Costantino Eretta ha infine ripreso il tema del trattamento multidisciplinare della malattia, sottolineando l’importanza della collaborazione tra specialisti di diverse discipline.
Formazione, rete clinica e testimonianze dei pazienti
Un momento particolarmente significativo del congresso è stato il dibattito dedicato alla formazione universitaria e territoriale, al quale hanno partecipato il professor Pierfrancesco Veroux, il professor Paolo Zamboni, la professoressa Alessia Giaquinta, il dottor Costantino Eretta, la dottoressa Sara Lanza e la dottoressa Maria Laura Ferlito di Catania.
Il congresso si è concluso con una tavola rotonda interattiva dedicata ai pazienti affetti da linfedema. A questo confronto hanno partecipato il dottor Nicolò Culmone, Franco Celestre, Francesco Forestiere, il dottor Costantino Eretta, la dottoressa Mariastella Forte, il dottor Andrea Li Destri e la professoressa Alessia Giaquinta.
Le testimonianze dei pazienti hanno offerto una prospettiva concreta sull’impatto della malattia nella vita quotidiana, ricordando come la dimensione clinica e scientifica debba sempre essere accompagnata da una forte attenzione alla qualità della vita e al supporto sociale.
Il significato scientifico e sociale del congresso
Il congresso di Comiso ha rappresentato un importante momento di confronto scientifico e umano. La partecipazione di esperti provenienti da numerosi centri italiani e internazionali — tra cui il dottor Anderson Gariglo dal Brasile e il dottor Guido Giacalone dal Belgio — ha testimoniato la crescente attenzione della comunità scientifica verso le patologie del sistema linfatico.
L’evento ha inoltre confermato il ruolo fondamentale delle associazioni di pazienti e delle reti cliniche nella promozione della ricerca e nella diffusione della conoscenza. Grazie all’impegno del dottor Francesco Forestiere, del dottor Costantino Eretta e di tutta la comunità scientifica coinvolta, il congresso ha contribuito a rafforzare la collaborazione tra ricerca, clinica e società civile.
In un ambito medico in cui la complessità biologica della malattia richiede approcci sempre più integrati, iniziative come il Linfedema Talk di Comiso rappresentano un punto di riferimento fondamentale per promuovere innovazione scientifica, formazione professionale e consapevolezza pubblica su una patologia ancora troppo spesso trascurata.

