Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Tammurriata e Pizza, Serata Sold Out al Vesuvio tra Note e Impasti Autentici

Pizza Vesuviana contemporanea e il Piennolo del Vesuvio mattatore assoluto tra gli ingredienti di una conviviale baciata dal successo e salutata con favore dalla clientela infrasettimanale.

Condividi su:

San Giuseppe Vesuviano ha registrato un trionfo per "Tammurriata e Pizza", l'evento che ha fuso musica popolare campana e arte bianca in un omaggio al Vesuvio. 

La serata, esaurita con largo anticipo, ha attirato un pubblico numeroso nella pizzeria di Luigi Cippitelli di via Astalonga 36, dove i ritmi della tammorra si sono intrecciati ai profumi del forno a legna. 

Protagonista vocale Nadia Pepe, talentuosa artista cilentana, accompagnata dal gruppo "Il Canto del Sud" con chitarra e tamburello, ha trasportato gli ospiti in un viaggio sensoriale tra tradizione musicale e sapori territoriali, con punte di pizzica pugliese per uno dei commensali ospiti del locale, direttamente dal tacco dello Stivale.

L'iniziativa, nata per celebrare l'identità vesuviana, punta a diventare un appuntamento annuale, rafforzando il legame tra gusto, cultura e paesaggio vulcanico.

Luigi Cippitelli, maestro pizzaiolo con radici nella formazione alberghiera e negli stage tra cucina e pasticceria, ha dato vita a un locale che incarna il territorio. 

Aperta nel 2004 come attività da asporto, la pizzeria si è evoluta nel 2014 con un nuovo spazio accogliente e posti a sedere, focalizzandosi su impasti studiati e ingredienti locali di stagione.

 Ogni pizza riflette un approccio rigoroso: equilibrio tra struttura lievitata e topping, con attenzione alla cucina di recupero e alla preservazione delle ricette antiche. 

Il risultato è un'offerta che non solo delizia il palato, ma custodisce la memoria enogastronomica del Vesuvio.

Tra i piatti forti spicca "Il Gran Cono – A’ Vocca Rò Vesuvio", variante capovolta del classico battilocchio partenopeo: pizza fritta ripiena di ricotta setacciata al pepe nero, sormontata da ragù napoletano con pinoli dalla tradizionale braciola nella salsa, basilico fresco, olive nere disidratate simili ai lapilli di un'eruzione e un effetto "lava vulcanica" che evoca lo Sterminator Vesevo di Leopardiana memoria.

La "Pizza Montanara Vesuviana" prevede una doppia cottura – prima fritta, passaggio poi al forno – con provola affumicata, passata di pomodoro, pacchetelle del Piennolo del Vesuvio DOP, scaglie di Provolone del Monaco DOP e olio extravergine locale.

Altre creazioni contemporanee includono la pizza "Lacryma Christi del Vesuvio", con provola affumicata, cipolla semicaramellata nel vino doc omonimo vesuviano, pomodorini semidry, salsiccia sbriciolata e rosmarino fresco.

Senza dimenticare la "Marinara Vesuviana Extra", arricchita da pomodoro pelato, pacchetelle del Piennolo DOP, origano del Monte Somma, aglio di Sorrento, olive nere, filetti di alici e basilico. 

In chiusura, il "Pan Migliaccio" reinterpreta il dolce napoletano delle feste di carnevale, usando pane ricavato dai panetti di pizza in eccesso al posto della semola classica.

Esempio di sostenibilità e tradizione rivisitata, nonché un deja vu personale: vecchio ricordo nell'esecuzione di un dolce materano, il Pane misù, un tiramisù preparato con pane casereccio locale al posto dei savoiardi, servito in un ristorante ricavato in una di quelle grotte che contraddistinguono la citt  dei Sassi.   

Condividi su:

Seguici su Facebook