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Luigi Brunetti con “Sin Palabras” al Salotto delle Celebrità durante il Festival di Sanremo

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Nel cuore di Sanremo, tra musica, arte e suggestioni che attraversano l’aria, anche il mondo della profumeria artistica trova il suo spazio di espressione. Al Salotto delle Celebrità, Luigi Brunetti presenta “Sin Palabras”, un progetto che trasforma l’emozione in fragranza e il ricordo in esperienza sensoriale.

In un contesto dove le storie prendono forma sul palco, “Sin Palabras” sceglie di raccontarle attraverso l’olfatto, dando vita a un linguaggio invisibile ma potentissimo: quello dei profumi.

 

 

 

Benvenuto! Se dovessi presentare la tua azienda a qualcuno che non la conosce, come la descriveresti? E cosa pensi la renda davvero speciale, soprattutto in un contesto creativo come Sanremo?

“Sin Palabras” è un progetto che nasce dal desiderio di trasformare un’emozione in un profumo. Non è solo un brand: è un invito a fermarsi, respirare e lasciarsi attraversare da ciò che non sempre riusciamo a dire a parole.

Ciò che lo rende speciale, soprattutto in un contesto creativo come Sanremo, è la sua autenticità. Qui tutto ruota attorno alle storie, alle vibrazioni, ai dettagli che fanno la differenza. “Sin Palabras” porta proprio questo: un’esperienza sensoriale che parla direttamente al cuore, senza bisogno di spiegazioni.

 

Guardando al futuro, su quali progetti state investendo con più entusiasmo? C’è qualche novità che puoi anticiparci e che “merita il palco” nei prossimi mesi?

Il nostro impegno è rivolto a far crescere una collezione che rimanga fedele alla nostra identità: essenziale, elegante e profondamente emotiva.

Stiamo lavorando a nuove fragranze che esplorano altre sfumature dell’animo umano e a collaborazioni che uniscono arte, territorio e profumeria. Posso anticipare che una delle prossime uscite sarà un omaggio alla mia terra, la Puglia: una fragranza che racconta luce, vento e radici. Credo meriti davvero il palco, perché nasce da un sentimento sincero.

 

 

Essere presenti in un evento così iconico, nel cuore del Festival di Sanremo, è una scelta significativa. Quali obiettivi ti sei posta e quali opportunità speri di cogliere da questa esperienza unica?

Sanremo è un luogo dove creatività ed emozione si incontrano, e per me essere qui significa dare voce — o meglio, profumo — alla mia visione. L’obiettivo è far conoscere “Sin Palabras” a un pubblico che ama le storie, l’arte e l’autenticità.

Spero di creare connessioni, di far vivere alle persone un’esperienza sensoriale che resti impressa. E magari di incontrare artisti e professionisti con cui costruire nuovi percorsi creativi.

 

Sanremo è il tempo delle storie raccontate attraverso la musica. C’è una canzone, un artista o un momento del Festival che ha ispirato in modo particolare il tuo percorso personale o professionale?

Sanremo è pieno di momenti che restano nella memoria, ma quello che porto con me è l’idea che una canzone possa cambiare l’aria nella stanza. Non serve per forza un grande gesto: basta una nota, un respiro, un’emozione sincera.

È lo stesso principio che guida il mio lavoro: creare qualcosa che arrivi in profondità, che lasci un segno. Per questo mi sento vicino a tutti quegli artisti che hanno saputo emozionare senza artifici, con autenticità.

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