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Farina porta il Pagnottello al Salotto delle Celebrità durante il Festival di Sanremo

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Nel cuore della settimana più iconica della musica italiana, tra artisti, creatività e nuove connessioni, anche l’alta gastronomia trova il suo spazio di racconto. Al Salotto delle Celebrità, “Farina” di Luigi Beninati presenta una visione contemporanea dell’arte bianca, dove tecnica, ricerca e cucina dialogano in modo armonico.

Nato nel 2016, il brand ha costruito un’identità forte e riconoscibile, capace di unire innovazione e rispetto profondo per la tradizione. Un percorso che oggi approda a Sanremo con un prodotto simbolo che racchiude studio, passione e visione imprenditoriale.

 

 

 

Benvenuto! Se dovessi presentare la tua azienda a qualcuno che non la conosce, come la descriveresti? E cosa pensi la renda davvero speciale, soprattutto in un contesto creativo come Sanremo?

“Farina” è un brand nato nel 2016 con una visione chiara: portare innovazione nel rispetto profondo della tradizione. Un progetto che unisce tecnica, ricerca e passione, dando vita a un’identità forte e riconoscibile.

Il nostro prodotto simbolo è il Pagnottello, un panino gourmet cotto nel forno a legna e realizzato con un impasto a 72 ore di lievitazione. Ma la sua vera particolarità è ciò che racchiude: la Cucina. All’interno del Pagnottello non troviamo semplici ingredienti, ma un’attenta ricerca delle materie prime e abbinamenti studiati con cura.

È un prodotto “a quattro mani”: nasce dall’esperienza dei nostri pizzaioli e si completa con la creatività dello chef, che firma combinazioni di sapori pensate per esaltare ogni singolo elemento. Il risultato è un perfetto equilibrio tra arte bianca e alta cucina, racchiuso in un panino gourmet unico nel suo genere.

Ma “Farina” è anche ristorante: un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano e dialogano ogni giorno, dando vita a piatti che reinterpretano la cucina italiana con tecnica, qualità e creatività. Un’esperienza che parte dall’impasto e arriva al piatto, mantenendo sempre al centro la ricerca, il gusto e l’eccellenza delle materie prime.

 

Guardando al futuro, su quali progetti state investendo con più entusiasmo? C’è qualche novità che puoi anticiparci e che “merita il palco” nei prossimi mesi?

La nostra visione è quella di affermarci sempre più a livello nazionale, con l’obiettivo di portare il format Farina oltre i confini attuali e far conoscere la nostra identità anche su nuovi mercati.

Per questo stiamo investendo con decisione nella formazione del personale, convinti che la crescita passi prima di tutto dalle persone. Prepariamo il nostro team alle prossime sfide, trasmettendo competenze, valori e metodo di lavoro, così da garantire continuità, qualità e coerenza in ogni nuova apertura.

Vogliamo espandere la nostra idea il più possibile, mantenendo salda la nostra filosofia: innovare senza perdere il legame con la tradizione, crescere senza rinunciare alla qualità, evolverci restando fedeli alla nostra identità.

 

 

Essere presenti a un evento così iconico, nel cuore del Festival di Sanremo, è una scelta significativa. Quali obiettivi ti sei posto e quali opportunità speri di cogliere da questa esperienza unica?

Il nostro obiettivo è ampliare sempre di più la nostra rete comunicativa e far conoscere il nostro prodotto in contesti nuovi, dinamici e stimolanti. Essere presenti a Sanremo per noi significa portare la nostra idea di innovazione gastronomica fuori dai nostri confini abituali, presentandola a un pubblico diverso, curioso e attento alla qualità.

Vogliamo far conoscere il nostro prodotto, raccontarne la filosofia, farlo assaggiare e permettere a nuove persone di apprezzare la ricerca, la tecnica e la passione che mettiamo in ogni creazione.

Sanremo rappresenta un palcoscenico importante, un’occasione per creare connessioni, confrontarci con realtà differenti e aprire nuove opportunità di crescita. Il nostro obiettivo non è solo promuovere un prodotto, ma condividere una visione: innovare nel rispetto della tradizione, creando un’esperienza che unisce arte bianca e cucina in modo originale e riconoscibile.

 

Sanremo è il tempio delle storie raccontate attraverso la musica. C’è una canzone, un artista o un momento del Festival che ha ispirato in modo particolare il tuo percorso personale o professionale?

Essendo napoletano, non posso non citare Geolier. Mi ha ispirato perché è riuscito a portare la sua identità e la sua musica su un palco prestigioso come quello di Sanremo, partendo da un contesto umile, dalla periferia di Napoli.

Ha dimostrato che, anche iniziando dal basso, con determinazione, autenticità e lavoro costante si possono raggiungere traguardi enormi. Anche senza vincere, ha conquistato obiettivi straordinari e una dimensione internazionale, restando fedele alle sue radici.

Questo è ciò che mi stimola di più: la capacità di trasformare le proprie origini in un punto di forza e portarle con orgoglio sui palcoscenici più importanti d’Italia.

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