Il ciclone più pericoloso di tutti si chiama "Uomo"

L’ingegnere ambientale Marco Bresci spiega perché il clima è impazzito

pubblicato il 28/05/2015 in Ambiente ed Agricoltura da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

 Marco Bresci, pistoiese, laureato in ingegneria elettronica, ben presto ha abbandonato l’elettronica per dedicarsi alle problematiche ambientali.  Da anni si dedica alla sensiblizzazione dell’opinione pubblica sui problemi e la cura dell’ambiente. Ideatore del progetto “Chilometro Green” per Istituti Tecnici, nel quale si insegna ai ragazzi cosa significa viaggiare senza inquinare e ideatore e referente di molti altri progetti tra i quali   “Uomo al centro dell’Ambiente”  davanti alle improvvisate del meteo e ai relativi commenti ha qualcosa da dire.

"Per tanti anni coloro che preannunciavano problemi per le conseguenze del cambiamento del clima sono stati oggetto di critiche e derisioni. Purtroppo avevano ragione…. Un po’ per ignoranza, un po’ per indifferenza, un po’ per malafede la scomoda verità del riscaldamento globale è stata taciuta e nascosta agli occhi della popolazione con tutti mezzi a disposizione. Bruciare carbone, petrolio, metano e foreste senza limiti ha provocato il cambiamento della composizione chimica dell’atmosfera, la concentrazione dei gas serra ha raggiunto valori pericolosamente alti. Rimangono imprigionati i raggi infrarossi, quelli che portano calore, per cui le temperatura media planetaria aumenta. L’innalzamento della temperatura media terrestre comporta crescita di energia in gioco. Per questo motivo i fenomeni estremi accadono sempre più frequenti, violenti, estesi e sempre più imprevedibili. Nessuno può più sentirsi al sicuro in nessuna parte del mondo. Il ciclone di vento che ha colpito a marzo la Toscana è uno dei segni della svolta, siamo entrati in un territorio sconosciuto, le anomalie diventano la normalità, ma con gravi danni per la salute dell’uomo, degli animali e delle piante. I raccolti agricoli diminuiranno in qualità e quantità, c’è il timore di una carestia globale.

Tutta la questione ambientale non è un problema tecnico, esistono le fonti rinnovabili, sono tecnologie a basso impatto, sono mature, accessibili; non è un problema economico, i soldi volendo si troverebbero, c’è da tenere presente che ci sono delle voci di costo volutamente occulte, i danni sociali, alla salute, all’ambiente che non vengono conteggiati nel bilancio. Allo Stato si pagano le Accise sui carburanti, ma non i costi dei danni suddetti. Tenendo conto del dei danni il costo del kWh prodotto dalle fonti rinnovabili costerebbe molto meno rispetto alle fonti fossili tradizionali, altrimenti siamo immorali. In un bilancio corretto ed onesto dobbiamo mettere in conto sia i benefici che i malefici. Il vero costo di un oggetto, di un impianto, di un veicolo, non si esprime in euro o dollari, ma in termini di energia necessaria per produrli La questione ambientale è pertanto un problema umano, etico, morale, culturale, di giustizia sociale.

Diamo una definizione di morale in questo contesto. Qualunque cosa o azione compiuta nell’interesse della Comunità Umana è morale. Qualunque cosa od azione compiuta nell’interesse di singoli o gruppi di singoli, a scapito del benessere dell’Umanità, è immorale. È evidente che è necessaria una crescita morale e spirituale. Le crisi sono opportunità di crescita. L’uomo procede per imitazione, l’esempio è trainante per altri. Per innescare un processo virtuoso si deve agire in prima persona. Chi beneficia di un atto di gentilezza o di giustizia è incentivato a ripeterlo, chi subisce un torto è stimolato a rifarlo ad altri. E’ importante avere la visione per costruire una civiltà mondiale, ecosostenibile, basata sul rispetto. La qualità della vita sull’astronave Terra è condizionata dall’adozione della “Regola Aurea” che consiste nel rispettare il prossimo. Esso è un insegnamento etico, universale ed eterno, che è stato dato in ogni epoca e in ogni continente. Il “prossimo” è il cittadino del mondo, residente a qualsiasi latitudine e longitudine, contemporaneo o appartenente alle generazioni future. Rispettare il prossimo implica anche RISPETTARE l’AMBIENTE.

Ogni essere umano ha continue opportunità di lasciare un’impronta positiva sul futuro dell’Umanità e del Pianeta. Il cambiamento del clima, prodotto dall’uomo, può essere un fattore di crescita verso nuove consapevolezze, nuove responsabilità, verso il conseguimento di una maturità che si manifesti nell’applicazione di principi di etica universale nella gestione delle risorse, dell’energia, del territorio".

Marco Bresci

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