Giada Bernardi: l’avvocato dei cuccioli a quattro zampe

Eroina fuori dal tribunale

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 23/07/2021 in Ambiente ed Agricoltura da Francesca Ghezzani
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Francesca Ghezzani

Giada Bernardi è avvocato del foro di Roma, è madre, ha tre cani tutti adottati e provenienti da situazioni di maltrattamento, un compagno e da anni ogni giorno si occupa di diritto. E non solo quello delle persone. Da quando era piccola, infatti, ha sempre avuto una grande sensibilità nei confronti degli animali, trasmessale dalla sua famiglia, e crescendo, diventando professionista, ha iniziato a interessarsi alle norme che li tutelano, fino a fondare nel 2014 una Onlus chiamata “Zampe che danno una mano” ed a fondare nel 2020 lo Studio Legale “GiustiziAnimale”, un vero e proprio studio legale in difesa delle creature che non hanno voce e materializzazione in una struttura della battaglia in difesa degli animali e dei loro diritti che l’Avv Bernardi porta avanti ormai da oltre 20 anni su tutto il territorio italiano, tanto da essere conosciuta come “ l’ Avvocato degli Animali”

La prima denuncia per maltrattamento depositata dall’Avv Giada Bernardi risale, infatti, al 1997, anno da cui l’attività legale a tutela degli animali non si è più fermata ed è oggi estesa a tutto il territorio italiano ed ha ad oggetto una molteplicità di situazioni: dalle denunce per maltrattamento di ogni tipo, alle cause civili per inadempimento degli obblighi nei confronti degli animali ( ancora, purtroppo, considerati dall’ordinamento come oggetti  e non come i soggetti), alle segnalazioni alle Autorità per abusi perpetrati in danno di animali, alla responsabilità veterinaria. Una tutela, estesa a privati, volontari ed associazioni che abbraccia, quindi, tutto ciò che riguarda il mondo animale.  Tantissimi i casi sottoposti all’attenzione dell’Avv. Bernardi da tutta Italia, da parte di associazioni Animaliste, privati e volontari, indice di una maggiore consapevolezza delle persone nei confronti degli animali e dei loro diritti e di una volontà di dire basta agli abusi ed agli illeciti.

“È necessario modificare le leggi perché al momento le pene previste dal Codice Penale per i reati di maltrattamento ed uccisione di animale – previsti e punti dagli art. 544 bis e ter cp -  sono bassissime, non fanno paura a nessuno. Bisognerebbe fare un protocollo da portare nelle scuole, per sensibilizzare i bambini sin da piccoli a rispettare gli animali che sono parte integrante della nostra vita non solo a livello di compagnia ma anche dal punto di vista terapeutico e di salvataggio. Al sud poi c’è la piaga del randagismo che sembra un problema incontenibile, quindi bisognerebbe andare a interfacciarsi con le strutture dei canili lager, in cui non si sa che fine facciano i cani… Le cose da fare sono tante, tantissime. Quotidianamente pervengono almeno 5 segnalazioni di illeciti e situazioni non consone, richieste di aiuto per casi di presunta malasanità veterinaria e richieste di aiuto e/o consiglio per le situazioni più disparate ed è ora di cominciare a intervenire con incisività. La violenza nei confronti di un animale, di chi non può difendersi, è ciò che presto porterà alla violenza nei confronti dell’uomo. Il passo è brevissimo perché è proprio il mancato rispetto nei confronti della vita. I soggetti che maltrattano gli animali hanno un’elevata carica di pericolosità sociale, che deve essere combattuta e prevenuta nell’insorgere sin dall’infanzia, insegnando ai bambini il rispetto per gli animali e la natura, che li renderà degli adulti migliori.”

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