Iniziative dell'Ambasciata di Svezia per limitare lo spreco alimentare nel mondo

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 13/10/2020 in Ambiente ed Agricoltura da PAOLA DI PIETRO
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PAOLA DI PIETRO

S.E. l’Ambasciatore del Regno di Svezia a Roma, Jan Bjorklund ha organizzato, presso la sede dell’Ambasciata, un seminario che ha avuto per oggetto il tema dello spreco alimentare nel mondo, sugli impatti verso le comunità e, particolarmente, sull’ambiente nel quale viviamo, trasmesso anche in streaming. Ospiti d’onore due chef particolarissimi e di alto livello quali l’italiano Massimo Malantrucco e lo svedese Magnus Naess, entrambi esperti di cucina e food consultants, che hanno esposto le loro teorie basate sulle loro esperienze in materia con particolare riguardo a come il cibo viene prodotto, elaborato e servito sulle nostre tavole. Dato l’argomento, trattato anche dal Dott. Emiliano Bonadio, Responsabile CSR di NaturaSi e dalla Dott. Violetta Scipinotti responsabile progetti e comunicazione di Federconsumatori Lazio oltre che dalla Dott. Maryam Rezaei program advisor FAO’strategic Program on Food System and Food Safety Division, si è acceso un appassionante dibattito che ha coinvolto il pubblico presente per il modo descritto di consumare integralmente quelli che sono in particolare i prodotti della terra, al fine di nulla mandare sprecato e di presentare nuove strategie per ridurre al minimo gli sprechi alimentari. Al centro del dibattito il tema dello Sviluppo Sostenibile con particolare riguardo al consumo ed alla produzione responsabili, elementi questi in grado di ridurre alquanto lo spreco alimentare che secondo il rapporto FAO sullo stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2019, a livello globale circa il 14% degli alimenti va perso o viene sprecato dopo il raccolto e ancor prima di arrivare alla vendita al dettaglio, nel corso delle operazioni svolte nelle aziende agricole, in fase di stoccaggio e durante il trasporto. Il rapporto FAO, ha evidenziato la Dott. Maryam Rezaei, sottolinea la necessità di “monitorare attentamente le perdite in ogni fase della filiera alimentare, proponendo una nuova metodologia affinché sia possibile individuare i punti critici in cui raggiungono il picco massimo: è qui che vanno prese misure adeguate per ridurle; indica inoltre quanto sia importante, nelle fasi di vendita al dettaglio e di consumo, “ridurre gli sprechi causati dalle date di scadenza ravvicinate, dal comportamento dei consumatori – che spesso richiedono prodotti che soddisfano standard puramente estetici – e dagli sporadici inviti a non sprecare”. Riguardo alla Eat Smart Challenge, si tratta di un invito all’azione rivolto dall’Ambasciata che richiede ai partecipanti a questa forma di gioco istruttivo, che sta per essere introdotto anche in Italia, e che si concretizza con una campagna on line della durata di quattro giorni nel corso della quale si terranno sfide pratiche per accrescere la consapevolezza e per indurre a comprendere il perché della necessità di determinate scelte alimentari che, si spera, potranno portare il nostro pianeta ad un alto livello di sostenibilità. Quattro giorni, quattro sfide per esplorare modi nuovi di nutrirsi e per far si che possa accrescersi la nostra consapevolezza oltre che per ispirare gli altri a comportarsi allo stesso modo. Le sfide verteranno su cosa contiene il cibo che mangiamo, come è stato prodotto, quali distanze ha percorso prima di poterlo gustare a tavola, per evidenziare che il cibo di genere vegetariano, organico e prodotto localmente, consegue un maggior impatto sul pianeta rispetto agli allevamenti convenzionali per come fino ad ora conosciuti. Chiunque potrà partecipare alla challenge collegandosi agli account Facebook ed Instagram della Ambasciata svedese @swedenitaly e usando l’hastag #eatsmartchallenge. Un piacevole rinfresco a base di pietanze elaborate secondo le indicazioni degli chef Malantrucco e Naess ha concluso la serata che, si auspica, avrà altri importanti seguiti.

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