Fumi sospetti e puzze nauseabonde al termovalorizzatore di Torino

Oltre la norma le emissioni di monossido di carbonio e ammoniaca

pubblicato il 22/01/2014 in Ambiente ed Agricoltura da Angela Menna
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Angela Menna

Ormai chi vive accanto al termovalorizzatore del Gerbido di Torino, non fa altro che accusare i seguenti sintomi: fumi sospetti, puzze nauseabonde, area irrespirabile e tosse. L’impianto, finanziato dalle banche con mezzo miliardo di euro e venduto dalla città a Trm (Trattamento rifiuti metropolitani) per poco più di cento milioni di euro, da quando ha acceso i suoi motori continua a lavorare a singhiozzo. Dieci stop in pochi mesi, con relative emissioni nocive, oltre la norma. Per la società Trm, che gestisce l’impianto, non è altro che una routine dei collaudi. Intanto a pagarne le conseguenze è la popolazione circostante, soggetta, sempre più, a gravi forme di tumore. Per fortuna, anche la magistratura indaga grazie ad alcune segnalazioni dell’Arpa
 «In pochi mesi si sono registrati dieci guasti, con emissioni totalmente fuori norma. Questa situazione esaspera gli animi. L’ultimo fermo dell’impianto, il decimo dall’inizio delle sue attività, risale a domenica 12 gennaio, quando, come ha fatto sapere Trm  si sono verificate alcune anomalie alle Linee 2 e 3, che hanno determinato il superamento di alcuni limiti emissivi». E' quanto denuncia Piero Cavallari, del coordinamento RifiutiZero. Insomma, le emissioni di monossido di carbonio e ammoniaca hanno superato la soglia massima imposta dalla legge. Dopo l’ennesimo blocco, il Coordinamento RifiutiZero, che guida la protesta contro il termovalorizzatore, ha chiesto una convocazione d’urgenza del Comitato Locale di Controllo.  
«Le paure dei cittadini sono legittime. Quando Arpa mi chiama e mi dice che l’impianto è fermo, io mi arrabbio tre volte di più del cittadino, come amministratrice e come mamma di una bimba di pochi mesi. Mi sento di dire che quello del Gerbido è un impianto controllato. Quando ci sono stati dei problemi, Arpa ha segnalato tutto alla Procura, che infatti sta indagando». E' cosi che, Erika Faienza, presidente del Comitato e consigliere provinciale del Pd, risponde al Fatto quotidiano.
Purtroppo, il coordinamento RifiutiZero non si fida e denuncia il conflitto di interessi, che mette insieme chi ha voluto l’impianto e chi adesso lo dovrebbe controllare. Il Comitato locale di controllo riconosce solo figure istituzionali: la Provincia e i comuni interessati, quasi tutti a marca Pd, quello che ha anche sostenuto la creazione del termovalorizzatore. La stessa presidente del Comitato, Faienza, è consigliera provinciale per il partito guidado da Renzi, mentre a dirigere l’Arpa di Torino, è Antonella Pannocchia, moglie del consigliere regionale Pd, Gianni Oliva. «Per noi è indispensabile la partecipazione dei cittadini, dal basso, nel controllo di questo ente» dichiara Cavallari, del Comitato RifiutiZero.

Al momento, gli abitanti dei comuni interessati, non hanno facoltà di parola, neppure alle riunioni del Comitato con Trm poiché, come spiega lo stesso ufficio stampa della Trm, quelle sono aperte al pubblico, anche se questo non può intervenire. 

Appartiene, invece, al dirigente provinciale per l’area territorio e ambiente, Paolo Foietta, il calcolo secondo il quale le ultime emissioni anomale del termovalorizzatore, coincidono a quelle di circa 50 autovetture. Il punto della situazione è che ci troviamo di fronte ad una delle città più inquinate d'Italia. Si tratta di Torino, secondo l'OMSA,(Organizzazione mondiale della sanità). La commissione Ambiente del Comune di Torino, giovedi, sentirà in una audizione, Trm e Arpa. Verrà preso in considerazione il funzionamento dell’impianto. «È questa la nostra più grande preoccupazione, oltre quella per la salute, perché la scelta di fare un inceneritore, con impegno di 20 anni, blocca ogni evoluzione tecnologica nella raccolta dei rifiuti in città. Ciò significa che dati i costi dell’impianto,  ci sarà anche un inevitabile aumento della tariffa dei rifiuti a carico dei cittadini». E' quanto ha precisato il capogruppo del M5s in Comune, Vittorio Bertola.

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