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E' iniziata la lotta per contrastare il proliferare della "processionaria"

Con il Decreto Ministeriale del 30 ottobre 2007, vige l'obbligo di mettere in atto tutte le procedure per evitare l'infestazione di questo lepidottero che causa seri problemi a piante, a persone e ad animali.

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Siamo ormai a inizio marzo e già c'è aria di primavera, e così diventa piacevole trascorrere qualche ora all'aria aperta, con il profumo dei fiori che sbocciano, le temperature gradevoli e... il proliferare della processionaria.
E proprio per contrastare il diffondersi di questo insetto, che molti comuni in Italia hanno già firmato le ordinanze che impongono ai privati proprietari e agli amministratori di condominio che gestiscono aree verdi, di mettere in atto tutte le misure possibili per evitare la sua proliferazione nei territori comunali.
La "processionaria del pino", il cui nome scientifico è "traumatocampa pityocampa", è un particolare tipo di farfalla che costituisce una minaccia per la produzione e la sopravvivenza di alcune specie arboree e può costituire un rischio per la salute delle persone e degli animali.
Il bruco di questo lepidottero è dotato di una peluria urticante che può provocare irritazioni cutanee, oculari e alle vie respiratore quando è allo stato larvale. Gli uffici preposti dei comuni sono stati allertati e sono previsti interventi dove sono stati già identificati dei nidi sui quali intervenire tempestivamente, visto che per una soluzione efficace è necessario agire sui bozzoli.
Gli uffici regionali suggeriscono due tipi di procedure: la prima meccanica, da effettuarsi entro il mese di marzo, tramite l'asportazione e la bruciatura dei rami infestati dai nidi, e la seconda microbiologica, da fine agosto a fine settembre, contro le larve. Inoltre a giugno e luglio è consigliato l'uso delle trappole a feromoni per il monitoraggio e la cattura in massa degli insetti adulti.
I proprietari di aree verdi e gli amministratori di condominio che hanno in gestione aree verdi private devono dunque effettuare tutte le opportune verifiche e ispezioni sugli alberi presenti nelle loro proprietà per accertare la presenza di “nidi” della processionaria, con obbligo della rimozione e la distruzione dei nidi, come stabilito dal Decreto Ministeriale 30.10.2007. Le sanzioni per i trasgressori dell'ordinanza, su cui sono chiamati a vigilare Corpo Forestale dello Stato e Polizia Municipale, vanno dai 50 ai 500 euro


 

 

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