Il mistero di Monte d’Accoddi: alla scoperta della Ziqqurat sarda

Il fascino indecifrabile di un tempio alla Luna e le sue oscure origini

pubblicato il 18/12/2019 in Alla scoperta della Sardegna da Valentina Piras
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Valentina Piras

Lungo la strada che da Sassari conduce a Porto Torres, sulla ex SS 131 al Km 222 circa, è possibile ammirare un sito archeologico tanto importante quanto straordinario, un sito ancora oggi misterioso e affascinante come le domande che lo avvolgono: la Ziqqurat di Monte d’Accoddi.

È vero, parlare di Ziqqurat fa tornare alla mente quei ricordi scolastici di terre lontane e tra i fiumi, la Mesopotamia appunto, o quanto meno gli altipiani persiani che la maggior parte di noi ha conosciuto solamente sui banchi di scuola.

Se proviamo ad immaginare quelle grandi torri a gradoni, la nostra immaginazione corre alle piramidi egizie o del sud-America o comunque verso terre lontane.

Di sicuro, già la parola stessa “Ziqqurat” non fa pensare alla Sardegna.

Eppure, unico caso non solo d’Europa ma addirittura di tutto il bacino del Mediterraneo, la nostra terra ospita una Ziqqurat!

Il monumento risalirebbe alla seconda metà del IV Secolo a.C. e si presenta come una grande piattaforma sopraelevata a forma di tronco di piramide, collegata con una lunga rampa d’accesso.
la struttura occupa circa 1600mq, con un’altezza attuale di circa 6 metri (ma è probabile che arrivasse a 8 metri), ed al suo interno conterrebbe una camera sacra, come le sue cugine orientali, dove veniva compiuto il rito propiziatorio per rigenerare la vita e la fertilità in generale.

Va subito precisato che, dagli studi finora condotti, non si può affermare che esista una vera correlazione con i monumentali templi mesopotamici ma la struttura stessa del tempio fa comunque supporre dei “collegamenti”.

Unica anche per un altro motivo: la Ziqqurat è infatti un tempio dedicato al Dio Sole; nel nostro caso invece, la stele eretta proprio di fianco all’altare, ci racconta di un altro culto, opposto al sole: il culto della Dea Luna.

La domanda che tutti ci poniamo, a questo punto, è: ma come è arrivata, in Sardegna, una Ziqqurat?

Anche qui, per rispondere, dobbiamo premettere, siamo nel campo delle ipotesi. Ipotesi che ci raccontano di un sacerdote o un Re mesopotamico arrivato in Sardegna per motivi sconosciuti (o forse, allontanato dalla sua stessa gente) con il suo ristretto seguito, e qui vi abbia impiantato un villaggio. In breve tempo, al primo nucleo abitativo è seguita l’edificazione del tempio dedicato, contrariamente alle usanze, alla Luna.

L’edificio ha mantenuto la sua funzione Sacra per circa un millennio per poi essere abbandonato e riutilizzato, occasionalmente, per sepolture.

Numerosi reperti, tra i quali delle ceramiche recuperate intatte, si possono ammirare al Museo Archeologico ed Etnografico Sanna di Sassari.

Il complesso della Ziqqurat si trova inserito in un territorio particolarmente ricco di monumenti di interesse archeologico e preistorico tra i quali la Necropoli di Su Crocifissu Mannu, la Necropoli Ipogeica di Ponte Secco, fino ad arrivare ai Dolmen e Menhir di Frades Muros e numerosi nuraghi.

Una terra, la nostra, che non smette di stupirci

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