I Giganti di Mont’e Prama

Tra storia mito e leggenda: l'affascinante e misterioso filo rosso del gigantismo in Sardegna

pubblicato il 27/11/2019 in Alla scoperta della Sardegna da Valentina Piras
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Valentina Piras

Per chi abita questa porzione di terra al centro del Mediterraneo, la parola “giganti” esiste da sempre, la sente da sempre, fa parte del DNA di quest’isola.

Fin da piccoli infatti, cresciamo all’ombra delle Tombe dei Giganti, sparse ovunque in quest’isola, disseminate come scrigni ancestrali, custodi di millenni di storia degli antichi abitanti sardi.

Monumenti funerari il cui nome nasce dalla fantasia popolare, ma che è stato acquisito anche dagli archeologi moderni. Luoghi sacri in cui recarsi per rendere omaggio ai defunti della propria comunità, senza distinzioni di rango e valore.

L’esistenza di popoli giganti è da sempre un enigma che cattura la mente umana perché di Giganti si parla nella Bibbia, nelle leggende africane, orientali ed in quelle di quasi tutto il mondo.

Non stupisce quindi l’interesse e la curiosità che suscitano le mirabili sculture a tutto tondo rinvenute nella penisola del Sinis, a Mont’e Prama.

Scoperte casualmente nel 1974, sono statue scolpite in arenaria gessosa chiara locale, con un’altezza variabile tra i 180 ed i 200 cm metri, e che raffigurano arcieri, guerrieri e pugilatori ma che per tutti sono semplicemente i Giganti.

Gli studi ci raccontano di statue in posizione eretta allineate nella necropoli, luogo che rifletteva l’evoluzione della società che, in quei tempi, abitava le campagne dell’odierna Cabras.

Alcuni sostengono infatti che le statue rappresentassero, insieme ai defunti lì sepolti, la classe sociale più in vista, poiché in esse si rispecchiavano i valori più importanti della società (gli arcieri per la classe ed il valore militare; i pugilatori per il mondo religioso e i nuraghi e le torri per il mondo politico).

Altri ancora invece avvicinano queste statue imponenti ai loro antenati, e la loro maestosità li accomuna agli Eroi delle antiche leggende nuragiche. In questo avrebbero quindi un forte significato simbolico, a rappresentare la potenza, il predominio ed i valori del popolo che li ha creati.

Sì, ma chi li ha creati? Se da una parte, a questa domanda gli studiosi non danno una risposta precisa, dall’altra sappiamo con certezza che sono l’espressione delle genti che hanno abitato l’isola nel periodo che va dalla fine dell’età del bronzo all’età del ferro, senza trascurare la già radicata civiltà nuragica (la zona dove sono stati ritrovati i Giganti infatti è ad alta densità nuragica).

Ma allora, Eroi o Giganti?

Eroi con molta probabilità ma indubbiamente anche Giganti, sì ma quelli della cultura tradizionale sarda che, in quell’epoca, li identifica con gli antenati defunti e li trasforma quindi, nel ricordo, in Eroi e Giganti.

Per chi volesse approfondire:

https://monteprama.it/

Museo civico Giovanni Marongiu (Cabras) -  www.museocabras.it

Museo Archeologico Nazionale (Cagliari) - museoarcheocagliari.beniculturali.it 

 

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